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George Danzer scrive la storia in Australia

Pochi giocatori sembrano interpretare davvero il brivido del poker e l'ambiente di gioco come George Danzer. La sua costante interazione con PokerStars Blog lo ha sempre dimostrato, è sempre pronto con qualche parola, analisi o una bella storia da raccontare.

Un'attitudine che si è rivelata utile questa settimana, quando è stato bombardato di domande: primo, per essere entrato nella storia come sesto giocatore ad aver vinto tre braccialetti WSOP in un anno; secondo, per aver conquistato il titolo di WSOP Player of the Year.


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George Danzer è il sesto giocatore a vincere tre braccialetti WSOP in un anno

È successo qualche giorno fa. Danzer ha condotto un testa a testa con Brandon Shack-Harris. Lo statunitense ha avuto due possibilità di battere Danzer, che, escluso dal Main Event e dall'High Roller, non poteva far altro che attendere news sui risultati.

Prima di questo risultato, comunque, l'attenzione si era concentrata intorno al terzo braccialetto, del quale Danzer parlò da Melbourne poco dopo la vittoria. Nonostante l'ottima performance, George non era pronto a riconoscere di essere lanciato verso la conquista del titolo PoY.

"Il tavolo finale è stato molto difficile", ha detto Danzer. "Ho iniziato da short stack e gli altri giocatori non era disposti a regalarmi le loro chip. Ho dovuto quindi vincere qualche confronto, solo allora ho potuto giocare con il mio stile aggressivo e tentare la vittoria. Le carte mi avrebbero dovuto aiutare, e così è stato".

È stata una situazione particolare. Danzer aveva programmato la trasferta in Australia per conquistare il maggior numero di punti PoY (ha ammesso poi di aver foldato molte mani prima dello scoppio della bolla), era questo il suo vero obiettivo. Malgrado la vittoria, il player, coinvolto nella corsa verso quel riconoscimento da lui considerato l'apice della sua carriera, non pensava che il lavoro fosse finito. Eppure la partita era già chiusa.

PSB: George, ce l'hai fatta. Sei il primo giocatore tedesco a vincere il titolo "WSOP Player of the Year". Dove ti trovavi quando è stata decisa l'assegnazione del titolo? Cos'è successo?

GD: Non è stato niente di particolare. Dopo essere stato eliminato all'High Roller ho potuto riposarmi per la prima volta. Mi sono svegliato alle 2 di pomeriggio. Poi a colazione ho seguito gli aggiornamenti online dal Main Event e dall'High Roller. Dopo che Brandon è stato eliminato da entrambi gli eventi, sono andato al campo da tennis dove giocava Isi [Ismael Bojang]. Era il suo compleanno e gli avevo promesso che avrei cucinato per lui, abbiamo festeggiato per l'intera giornata e ci siamo divertiti".


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Danzer in azione in Australia

PSB: Qualche settimana prima hai giocato il WCOOP senza grande successo. Ma hai vissuto quest'esperienza come una fase di preparazione per le WSOP. È stato solo ottimismo?

GD: No, affatto. Dopo le estenuanti WSOP di Las Vegas ero esausto e mi sono preso l'intero mese di pausa. Ma poi il WCOOP è cominciato e ho avuto qualche problema a tornare al mio ritmo di lavoro. La prima settimana non ho giocato molto bene. La seconda è andata meglio, ma sono stato sfortunato nei momenti decisivi. Durante la terza settimana avevo assunto un buon ritmo e ho giocato a un buon livello. Ciononostante i risultati alla fine sono mancati ma è stato un perfetto allenamento per l'Australia.

PSB: È stato il tuo primo viaggio in Australia, pensato principalmente per la conquista del titolo POY. Tutti si aspettavano un entusiasmante testa a testa, ma tu e Brandon avete davvero portato il confronto al limite. Qual è il tuo punto di vista sulle ultime due settimane?

GD: So che sarebbe stato difficile. I field erano più piccoli rispetto a quelli di Las Vegas e c'erano dei mixed game in programma. Dopo il mio piazzamento ITM all'inizio del festival, ero sicuro che Brandon sarebbe tornato all'attacco. Avevo una strategia e sapevo ogni volta di quanti punti avevo bisogno, o in quale piazzamento chiudere. Una logica insidiosa ed emozionante. Persino dopo la conquista del braccialetto, sapevo che il titolo sarebbe stato assegnato solo in seguito all'eliminazione mia e di Brandon all'High Roller.

PSB: Nonostante la competizione, sembra che ci sia un relazione d'amicizia tra te e Brandon. Vi conoscevate prima di Las Vegas?

GD: No. Ci siamo incontrati per la prima volta durante le WSOP. Da allora siamo andati spesso entrambi deep negli stessi tornei, ci siamo trovati allo stesso tavolo e abbiamo discusso sulle mani giocate. Ho persino acquistato delle sue quote nel The Player Championship e siamo usciti a mangiare un paio di volte. Anche qui a Melbourne si è unito alla cena dopo la vittoria del mio braccialetto. Dopo che ha perso il titolo POY, la delusione è stata tanta. Ma abbiamo sviluppato un rapporto di amicizia nel corso degli ultimi mesi.

PSB: Il tuo sogno più grande era vincere un braccialetto WSOP. Negli ultimi anni ti sei accontentato di secondi o terzi posti. Adesso hai vinto tre braccialetti in un anno e sei "'WSOP Player of the Year". Pensi di vivere un sogno?

GD: Sono pazzo di gioia e non so se riuscirò mai ad abituarmi del tutto alla cosa. Avevo l'obiettivo di vincere un braccialetto dal 2005 e mi sono impegnato duramente ogni anno. Poi è successo e una settimana dopo è successo ancora.

L'Australia non faceva parte dei miei programmi. E poi mi sono trovato lì, con un altro braccialetto. È stato probabilmente un po' troppo e non riuscirò mai a capire questo risultato. È molto difficile vincere un importante torneo live e non ci ero riuscito fino a quest anno. Adesso ci sono quattro vittorie, di cui tre braccialetti. È un po' come giocare a golf. Cambi un piccolo dettaglio nello swing e improvvisamente realizzi dei risultati.

PSB: Hai dichiarato di aver raggiunto l'apice della carriera con il titolo POY. Adesso quindi sei al top! Cosa ci sarà dopo?

GD: La cosa più importante è stata realizzata, questo è chiaro. Ovviamente ho l'ambizione e la motivazione per confermare questi risultati durante i prossimi cinque o sei anni. Non ho mai giocato meglio, non c'è bisogno quindi di cambiare molto. Sarà importante ottenere questi successi. Vedremo dove arriverò.

A ciò devo aggiungere che uno dei miei risultati preferiti non lo ho ancora raggiunto: la leaderboard SCOOP. Questo festival è più difficile da vincere delle WSOP, dato che i field sono persino più tosti.

PSB: Adesso sei uno dei sei giocatori nella storia del poker ad aver conquistato tre braccialetti in un solo anno. Far parte della storia è importante quanto avere successo e vincere i premi in palio?

GD: Sono momenti straordinari. Mi piace guardare le statistiche online e questo mi regala un grande sorriso, adesso che sono presente in alcuni dei risultati.

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