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Nicola "zorba17" Calathopoulos: "Impagabile mettere in fila 1.680 giocatori"

È stato allievo di un maestro d'eccezione, il Team PokerStars Pro Luca Pagano, eppure Nicola "zorba17" Calathopoulos non è un giocatore professionista. Nella vita fa il giornalista, vive a Milano ed è un amante dei tornei, soprattutto quelli online. Ed è proprio nel domenicale per eccellenza che ha trionfato nel Magic Sunday Special del 13 dicembre, il suo miglior risultato in carriera.

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Cosa fai nella vita?

Mi chiamo Nicola Calathopoulos, ho 55 anni, vivo a Milano e faccio il giornalista. Per 23 anni ho fatto parte della redazione sportiva di Mediaset, da tre sono passato alle news e lavoro nella struttura del gruppo che realizza i telegiornali delle nostre reti.

I tuoi hobby?

Il poker, naturalmente, online su PokerStars.it, live con gli amici: organizziamo ogni anno un torneo a tappe che coinvolge una cinquantina di appassionati, con classifica di tappa e finale.

E oltre al poker...

I viaggi, almeno un paio all'anno con mete interessanti, ma anche i buoni ristoranti, il cinema e soprattutto la lettura. Leggo molto per lavoro ma il piacere di comprare, leggere e possedere libri è una passione che mi porto dietro fin da ragazzo. Non c'è cosa che mi dia soddisfazione come entrare in una libreria, cercare e comprare un buon libro.

Riesci a conciliare lavoro e poker?

Il mio lavoro mi impegna circa 12 ore al giorno. Al poker dedico una sera alla settimana con gli amici e un paio on line. Sono serate molto lunghe, cominciano intorno alle 21 e finiscono in quella zona d'ombra in cui non è più notte ma non è ancora mattino...

Meglio Sit & Go o tornei?

Preferisco giocare i tornei. Mi danno maggiore soddisfazione. Mi sembra un'impresa impossibile arrivare ITM quando ci sono centinaia se non addirittura migliaia di partecipanti e allora la sfida è ancora più appassionante. Anche perché un torneo ti permette di misurarti nelle sue diverse fasi, che vanno affrontate ognuna in un modo diverso. Ovviamente quando non ho tempo faccio i Sit & Go. Adoro quelli a 27 o gli Heads Up. Ultimamente PokerStars.it ha introdotto quella cosa demoniaca che sono gli Spin & Go. Esercitano su di me un fascino irresistibile.

E tra i tornei quali preferisci?

Per chi ama i tornei, quelli domenicali sono ovviamente i più affascinanti. Un po' il lavoro, nel nostro non esistono né sabati né domeniche, un po' il resto, mi impediscono di giocare quanto vorrei, cioè sempre! Comunque non me li faccio mancare, diciamo che a domeniche alternate mi presento!

Passiamo al Magic Sunday Special, com'è andato il Day 1?

Il mio torneo ha avuto un inizio incolore con 2 ore anonime in cui, senza carte, ho galleggiato attorno a quota 8k dai 10 di partenza. Poi è stato un crescendo: sono arrivate le carte, le combinazioni che mettono gli avversari nella condizione di giocare (e perdere), la possibilità di fare chip anche con niente, semplicemente esercitando pressione sul tavolo. Ho chiuso il Day 1 in decima posizione con circa 110 bui.

Mentre nel Day 2...

L'apertura del Day 2 ha ricalcato quella della sera precedente: ho preso due brutti colpi che mi hanno riportato nel gruppone, intorno alla 70esima posizione. Poi ho deciso di cambiare tattica e, con scrupolosa determinazione, appena potevo mandavo, anche con carte marginali. Inutile giocare se non si ha il coraggio di perdere tutto. Il mio stack era ancora di quelli più che discreti, insomma chiamarmi e perdere avrebbe significato per il mio avversario rischiare di buttare il torneo. E così non mi ha mai chiamato nessuno e ad ogni giro guadagnavo il 15 per cento dello stack uncontested. Alla fine questo mi ha permesso di arrivare al tavolo finale. Rimasti in 8 ho avuto una bella "sculata", scusate il termine troppo tecnico, ma rende l'idea, e poi sono andato dritto fino in fondo.

Quando hai pensato di vincere?

Ci ho pensato la prima sera quando sono entrato in calore e per un'ora tutto girava a meraviglia, ma era evidentemente ancora troppo presto. Ne sono stato praticamente convinto quando, come ti dicevo, rimasti in 8, ho scoppiato, con 88 i due jack di un altro finalista. Lì sono diventato chip leader e non ho pensato per un solo momento che non avrei vinto. Ho rifiutato i deal, ho giocato in modo molto aggressivo, ho avuto carte e fortuna. Insomma era il mio torneo e nessuno avrebbe potuto portarmelo via!

Cosa si prova a portare a casa il Sunday Special?

Vincere è stato bellissimo. I soldi, tanti, sono importanti, ma la gioia di mettere in fila 1.680 giocatori dopo due giorni di battaglie in cui non ti puoi permettere di allentare la concentrazione anche solo per pochi minuti, è stata impagabile.

Hai tempo per lo studio del poker?

Allo studio del poker ho dedicato molto tempo quando ho iniziato, circa 8 anni fa. Venivo, come molti della mia generazione, dal poker a 5 carte e l'Holdem è stata una bella scoperta. Ho letto molto, mi sono confrontato in continuazione, ho avuto un maestro d'eccezione, Luca Pagano, che mi ha introdotto ai concetti fondamentali del gioco. Non le regole, ovviamente, ma quelli un po' più alti: la posizione, la solidità, la lettura delle situazioni e degli avversari e così via.

Come vi siete conosciuti con Pagano?

Con Luca in quegli anni ci vedevamo spesso perché avevamo avviato una sezione di poker sul sito Sportmediaset.it e lui teneva proprio una sua rubrica a carattere didattico. Ovviamente per me è stato un momento raro e prezioso, ho potuto parlare con uno dei più grandi giocatori italiani. Col passare del tempo e con l'aumentare dei miei impegni di lavoro, ho abbandonato lo studio e il tempo dedicato al poker è adesso solo quello del gioco.

Mai giocato live?

Ho partecipato a tornei live, mi ricordo il primo, un IPT a San Marino, fu proprio Luca che insistette per farmi fare quell'esperienza. Risultato concreto negativo ma un patrimonio di esperienza che mi è servito in seguito. In altre circostanze è andata meglio, sono anche arrivato ITM se non ricordo male tre volte, ma mai risultati eclatanti. Ne ho fatti comunque pochi, una ventina circa. Non ho tempo, l'online si concilia meglio con le mi esigenze di lavoro.

Come spenderai la vincita?

€3.000 li ho regalati a qualcuno che ne aveva bisogno, per me è stato un bel regalo di Natale e ho pensato che fosse carino fare lo stesso con chi non ha avuto la stessa fortuna. Poi avevo già prenotato un viaggio in Oman a gennaio (siamo in tre) e i soldi spesi nei viaggi e nei libri sono quelli meglio spesi. Con gli altri andrò a pari con quelli che avevo perso in passato!

Progetti per il futuro?

Molto futuri... Per adesso non posso fare molto di più di quello che faccio, ma quando andrò in pensione abbinerò poker e viaggi e certamente mi divertirò a fare almeno un paio di tornei live importanti in giro per il mondo. Nel frattempo cercherò di intensificare la mia presenza nei domenicali. Due anni fa avevo fatto un sesto posto sempre in un Sunday Special ed ero uscito con AA contro A7, una mano che non dimenticherò mai! Ovviamente cercherò di vincerne un altro anche se, per farlo, occorrono le giornate perfette, dove tu ci metti del tuo ma la stragrande maggioranza del lavoro la fa il destino. E io questa giornata l'ho avuta. Comunque ci proverò ancora.

Sogni nel cassetto?

Non sono più un ragazzino e non ho sogni nel cassetto. La vita mi ha dato molto e il mio sogno è avere la salute per godermela il più a lungo possibile. Banale, certo, ma non dobbiamo mai dimenticare chi siamo e dove siamo. Basta guardarci attorno per capire che, se siamo qui a parlare di poker, vuol dire che siamo stati fortunati. Non dimentichiamolo mai.

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