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Rockets, cowboys & paperelle: come i soprannomi delle mani ravvivano il gioco del poker

di Martin Harris per PokerStarsblog.com

Una delle grandi attrazioni del poker è il vocabolario unico e spesso colorito, utilizzato per descrivere le dinamiche del gioco: i soprannomi dati alle mani ne è soltanto un esempio.

Molti termini tipici del poker hanno fatto breccia anche in altri contesti. Sentiamo sempre parlare di "andare all-in" e di "assi nella manica", anche quando non si parla nello specifico di una partita di poker.

Più inerenti invece al nostro gioco preferito sono i molti soprannomi assegnati alle singole mani di poker.

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Ogni mano di poker è diversa dalle altre, e persino chi gioca da tanti anni spesso si imbatte in situazioni mai provate fino a quel momento. Questo è un altro tratto distintivo del poker: l'infinita varietà insita nel gioco.

Ma c'è anche tanta ripetitività nelle partite di poker, probabilmente la fonte principale di ispirazione per i diversi nomi dati alle mani.

Pensateci: va contro la natura umana continuare a riferirsi alla miglior mano di partenza nel Texas hold'em semplicemente come una coppia d'assi. Per questo sono comparsi tanti altri modi di descrivere A-A. Probabilmente li conoscete già tutti: pocket rockets, bullets, American Airlines, snake eyes, i pini e così via. Ma ce ne sono molti altri come Alan Alda (l'attore di M*A*S*H), Eyes of Texas (come la canzone) e le pile (le celeberrime AA) anche se alcuni piuttosto sconosciuti.

Tra le mani di partenza dell'hold'em, A-K è un'altra a cui sono stati dati molti soprannomi, probabilmente perché come A-A è una mano dal valore alto e per questo motivo desiderata e molto giocata, finendo di conseguenza in molti racconti. Di tutti i nomignoli, Big Slick è il più usato al posto di A-K, soprannome che secondo alcuni storici del poker è dato dalla combinazione di carte alte e dal fatto che si tratti di una mano un po' "scivolosa" da giocare.

Se giocate a poker da qualche anno, sicuramente avrete sentito definire A-K come Anna Kournikova, una citazione dedicate alla tennista e modella russa il cui picco della breve carriera è arrivato intorno al 2000. Ottima giocatrice per alcuni anni, capace di arrivare fino al numero 8 del mondo, era meglio conosciuta per la sua bellezza che per i suoi risultati. La coincidenza con le sue iniziali, e l'idea che A-K sia una mano apparentemente bella nel poker, che però spesso porta a perdere, hanno portato alla creazione di questo soprannome.

Un altro nome per A-K - Walking Back to Houston - richiede un po' di contesto. Come ha spiegato T.J. Cloutier, Poker Hall of Famer nato in Texas, i giocatori di poker di Houston andavano a Dallas e sopravvalutando A-K perdevano, dovendosene così tornare a casa. Anche una famosa canzone di Deam Martin, "Houston", include una strofa in cui si cita una triste passeggiata verso casa sotto la pioggia, fornendo un altro elemento al background del termine.

Ovviamente, c'è un altro motivo dietro a tutti questi soprannomi divertenti per le mani di poker. Proprio come i giocatori cercano di cambiare il loro stile per ottenere la risposta desiderata dagli avversari, anche noi a volte cambiamo il modo in cui parliamo delle mani per rendere le nostre storie più soddisfacenti.

Quando raccontiamo una storia di una mano giocata con 10-2, chiamarla "la Brunson" aggiunge un po' di brio, perché ricorda come Doyle Brunson abbia vinto il WSOP Main Event due anni di fila con quella stessa mano. Lo stesso vale quando chiamiamo K-K i cowboys, o Q-Q le donne, 8-8 il pupazzo di neve, 2-2 le paperelle e così via.

Se cercate online una lista di mani di poker con relativi soprannomi, la grande maggioranza di quei termini del poker di solito hanno origini arcaiche. Questo significa che magari si usavano ai "tempi andati", ma che oggi sono conosciuti solo grazie a queste liste.

Per esempio, non ci sono molti giocatori oggi che definiscono 10-4 la "Broderick Crawford", allusione allo show tv Highway Patrol in cui Crawford interpretava i panni del capo della polizia Dan Matthews. Per chi non lo ricorda, "10-4" era uno dei molti codici usati alla radio, che in questo caso significa "ok" o "affermativo", e che Crawford ripeteva spesso durante lo show. La serie ha smesso di essere trasmessa nel 1959, e il soprannome pokeristico ad essa ispirato probabilmente non è durato più di uno o due decenni.

Allo stesso modo, 7-7 veniva chiamato "Sunset Strip", grazie ad un altro show popolare, 77 Sunset Strip, andato in onda tra la fine degli anni 50 i primi anni 60. Ma anche qui, quei soprannomi non sono durati molto oltre la fine di ciò che li ha ispirati, proprio come 9-5 e la canzone 9 to 5 di Dolly Parson, J-5 per i Jackson 5, 5-5 per la canzone "I Can't Drive 55" di Sammy Hagar, 4-5 per la Colt .45 e/o la birra, e così via.

Probabilmente, il più famoso tra i soprannomi di poker risale a ben prima dell'epoca dell'hold'em, nel 19° secolo: stiamo parlando della "dead man's hand", ovvero di A-8, mano che secondo la leggenda era in possesso di James Butler "Wild Bill" Hickok il giorno in cui fu ucciso mentre giocava a poker. Un termine così famoso da far parte addirittura del dizionario Merriam-Webster.

In ogni caso, la lunga lista di soprannomi delle mani di poker fornisce a suo modo una specie di storia criptica del gioco e delle sue connessioni con vari contesti storici. E così come in futuro verranno inventate nuove varianti di poker, altrettanto scopriremo nuovi soprannomi dedicati alle mani di poker.

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