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Emiliano "IfAc2gUd2WiN" Conti: €250.000 di profit nei tornei

Sono passati 10 anni da quando Emiliano Conti ha conosciuto il Texas Hold'em, intanto ha lasciato il suo vecchio lavoro convenzionale per vivere di pane e poker. Seguire la sua passione gli ha permesso di scrivere un curriculum da professional poker player di tutto rispetto, non gli servirà a cercare un nuovo impiego ma, visti i risultati, non c'è da sorprendersi che sia l'ultimo dei suoi pensieri.

Dopo una cospicua vincita a Saint Vincent, fermato in heads up solo da Flavio Ferrari Zumbini, "IfAc2gUd2WiN" ha firmato i maggiori tornei online. I €7.217,75 incassati di recente per la sua (seconda) vittoria nel Sunday High Roller rappresentano soltanto l'ultimo risultato di una serie impressionante. Ha trionfato anche nei vari Night On Stars e Sunday Challenge, quest'anno ha raggiunto due volte il tavolo finale del Sunday Special chiudendo prima 4° e poi 6°, senza dimenticare la vittoria su 4.327 avversari in un evento knockout del MicroFestival. In totale ha giocato 17.753 tornei su PokerStars.it che gli hanno permesso di guadagnare €252.000. All'Italian Championship Online Poker di quest'anno cercherà il secondo titolo, un braccialetto da €6.102 lo ha già vinto nell'evento #18 del 2011, torneo Fixed Limit con un field da 233 player.

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Emiliano Conti

Come e quando hai iniziato col Texas Hold'em?

Fra il 2006 e il 2007, con amici. La sera ci riunivamo per giocare il classico poker a 5 carte, mi capitò di guardare il tavolo finale dell'EPT di Barcellona dove c'era anche Dario Alioto. Quella nuova variante, il Texas Hold'em, ci piacque così tanto da proporla per le nostre partite serali.

Solo tu, fra loro, hai intrapreso la carriera del professionista?

Un amico ha giocato sul serio ma solo fino al 2011. Ha iniziato con Sit & Go per poi passare ai tornei, finché non ha scelto un'altra strada e un altro lavoro. Mio fratello invece ha resistito fino al 2013, poi anche lui ha preferito cambiare vita.

A te non è mai passato per la testa di cambiare lavoro?

Assolutamente no. Fino al 2011 continuavo a conciliare il mio vecchio lavoro da responsabile commerciale in un'azienda di sicurezza con l'attività di grinder. Quando le cifre guadagnate sono diventate importanti, ho preferito mollare il lavoro che avevo. Mi rubava troppo tempo, non avevo tempo libero. Adesso sarebbe un controsenso fare un passo indietro: il poker mi ha permesso di fare quello che volevo, quando lo volevo. Riprendere un lavoro normale sarebbe un ostacolo a ciò che voglio. Ho bisogno di dedicare tempo a me stesso.

Cosa fai quando non giochi a poker?

Gioco a tennis, frequento la palestra, porto i miei due cani a passeggiare nella natura e guardo qualche film.

Quanto del tuo tempo dedichi al gioco?

Da maggio ad adesso ho calato il ritmo perché stiamo ultimando la casa nella quale andrò a convivere con la mia ragazza. Ora gioco solamente due volte la domenica ma, appena avrò più tempo a disposizione, giocherò almeno 3 sere a settimana.

Prima giocavi di più?

4 o 5 sere a settimana, a un certo punto però ho preferito avere più tempo a disposizione per me stesso.

Che orari prediligi per le tue sessioni?

Inizio a grindare alle 10 di sera e finisco verso le 3 e mezza di notte quando va bene. Comunque, anche adesso che non sto giocando, dedico almeno un paio d'ore ogni giorno al coaching o alla review delle mani che ho giocato.

Un orario più che comodo: non scendi in campo prima delle 22:00?

Mai. Preferisco entrare in late registration. Al The Big da €10, per esempio, mi iscrivo poco prima che chiuda la registrazione tardiva (22:07). Entro con 25 bui, ma preferisco così piuttosto che giocare un'ora e mezzo su tavoli dove avrei un guadagno orario più basso. Preferisco rilassarmi in modo da essere più fresco rispetto ad altri colleghi che, invece, iniziano a grindare ben prima.

A quanti tornei partecipi nelle tue sessioni serali?

Cerco di giocare tutti i tornei che partono dalle 22:00 all'1:45, sono più di 30 tornei, e aggiungo volentieri anche i satelliti.

Quanti ne riesci a giocare contemporaneamente?

Arrivo anche a 25.

Sei decisamente un appassionato di MTT: hai provato anche Sit & Go e Cash Game prima di scegliere questa strada?

Ho costruito il mio bankroll giocando Sit & Go, mi sono lanciato verso i tornei anche grazie alla spinta di una vittoria importante ottenuta a Saint Vincent che mi è valsa €29.300. I tornei hanno la componente della sfida, per vincere devi primeggiare fra tanti, e quel field era molto più facile da affrontare. Il cash game l'ho provato, ero anche un player vincente ma ho preferito abbandonare perchè, a livello psicologico, giocare con i propri soldi sul tavolo e rischiare di perdere centinaia di euro in una mano soltanto mi dava fastidio. Nel torneo non sento questa pressione, sebbene ci sia un buy-in da pagare per me quelle sono soltanto chip.

Preferisci giocare live oppure online?

Mi piace di più giocare online, anche perchè dopo 8 anni di carriera per me è diventato un lavoro: non mi capita spesso di provare brividi di gioia, nè online nè live. Se questa domanda me l'avessero fatta nel 2008 avrei risposto "live", perchè ti dà delle emozioni diverse. Guardare gli avversari negli occhi, tenere le carte in mano, sentire la voglia di vincere... è tutta un'altra cosa.

Le emozioni più grandi della tua carriera in quali occasioni le hai provate?

Per quanto riguarda le partite dal vivo, sicuramente in heads up contro Flavio Ferrari Zumbini nel 2008 a Saint Vincent. Per quanto riguarda l'online, nel 2011: quando vinsi l'evento ICOOP. Fui veramente contento. Non avevo vinto molti soldi ma ottenere il braccialetto fu una grandissima soddisfazione.

Quali eventi potrebbero ancora regalarti queste emozioni?

Tornei online come il Sunday Special rimangono importanti. Recentemente ho raggiunto due volte il tavolo finale, non ho sentito una grande pressione però avrei tanto voluto vincere. Anche il Sunday High Roller sa regalare emozioni speciali: è sempre bello battere i migliori giocatori del sito. Certo, se vincessi €40.000 a un torneo live proverei emozioni diverse e offrirei la cena a tutti, sarebbe diverso.

La formula Knockout si sta facendo spazio fra gli eventi, sia live, come l'ultimo IPT, sia online, con il Sunday Million. Cosa ne pensi?

A me piace molto la versione Progressive Knockout. La formula non ha molto senso se la taglia non cresce perché è l'aggiunta progressiva che crea cifre importanti. In late stage, nei tornei Progressive Knockout, le taglie spostano davvero tanto e prendere decisioni in modo corretto significa anche calcolare come varia il valore atteso. Per il pubblico, essendo il poker un gioco che in italia ha ormai oltre dieci anni di storia alle spalle, proporre modalità nuove può riaccendere l'entusiasmo dei giocatori.

Sei un cliente fisso di Sunday Special, Sunday High Roller e Night On Stars, tre dei tornei più importanti del palinsesto di PokerStars.it che hanno caratteristiche e field diversi: quali adattamenti sono necessari per affrontarli?

Il Sunday High Roller è un torneo dove il rapporto fra professionisti e giocatori occasionali è sbilanciato: ci sono tanti grinder rispetto ai giocatori amatoriali, il consiglio che posso dare a chi decide di giocarlo è quello di non aver paura a mettere i soldi dentro. La pressione può giocare brutti scherzi, spesso si perdono occasioni importanti che non capiteranno di nuovo. Il Sunday Special invece è più variegato: ci sono molti amatori ma anche molti professionisti, si può giocare un attimo più tight senza dover affrontare ogni spot col coltello fra i denti. Il Night On Stars è una via di mezzo: ci sono tanti professionisti e anche tanti amatori ma la struttura è più veloce rispetto al Sunday Special, quindi è possibile mancare qualche spot nelle fasi iniziali del torneo per approfittare di occasioni più convenienti in late stage.

Quale torneo vorresti vincere?

Live vorrei vincere un EPT anche se è dura visto che tendo a non giocarli. Online, il Main ICOOP sarebbe una grande soddisfazione.

Hai iniziato con i live eppure adesso eviti le trasferte: come mai questa scelta?

Non mi piace dedicare 10 giorni al poker poiché comporta andare via da casa e rompere le mie routine quotidiane. I tornei live, personalmente, li considero investimenti a perdere visto che, oltre al buy-in, ci sono le spese di trasferta e il valore atteso che si perde durante le sere che non puoi grindare. Senza considerare che incontrerei giocatori più forti di me nei tornei dal vivo.

Sono passati 10 anni da quando hai iniziato, se ora, nel 2016, un giocatore volesse intraprendere la carriera da professionista, cosa gli consiglieresti?

Di valutare bene quello che si va a fare perché è un mondo molto competitivo. Nessuno regala niente e non è facile arrivare. Se c'è davvero la volontà di farlo, bisogna armarsi di molta pazienza e determinazione pianificando bene ciò che si può fare. Studio, coaching, mass grinding: c'è tanto lavoro davanti, bisogna avere chiara la strada da seguire e non sarà certamente un cammino facile. Ma nella vita volere è potere, non stiamo parlando di scindere atomi ma di vincere a un gioco online. I limiti sono quelli che ci poniamo.

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"Col mio amico "AMW91""

Non è sempre facile spiegare il proprio lavoro, soprattutto quando si gioca a poker professionalmente: tu rispondi sempre sinceramente quando ti chiedono quale sia il tuo lavoro?

Quando me lo chiedono persone che reputo intelligenti e che penso siano mediamente sveglie, quindi in grado di comprendere l'argomento, dico che sono un professionista di poker online. La gente solitamente resta a bocca aperta. Alcuni mi fanno i complimenti, altri mi chiedono se giocare a poker possa essere davvero un lavoro. Spesso arriva la fatidica domanda: "Ma vinci?". Ad altre persone, quelle che credo non capirebbero, dico ancora che faccio il responsabile commerciale, oppure resto sul vago: "lavoro su internet".

La famiglia come ha preso la tua decisione di diventare un giocatore di poker professionista?

Quando ho smesso di lavorare avevo un discreto bankroll. Volevo essere sicuro di ciò che stavo facendo. Lo hanno accettato perchè mi hanno visto felice e con più tempo libero rispetto a prima.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Avere tutto il tempo libero di cui ho bisogno. Poter fare in ogni momento ciò che voglio fare senza dover darne conto a nessuno.

Fra 10 anni giocherai ancora a poker?

Probabilmente non smetterò di farlo perchè mi piace. Forse abbasserò i ritmi, giocherò 4 o 8 giorni al mese, solo quando avrò voglia. Se avrò un ROI basso probabilmente smetterò e farò altro, ma a meno che non si paventi qualche investimento importante, credo che non smetterò mai di giocare, perchè mi piace, anche da un punto di vista puramente ludico.

Sei un grande torneista ma lo stile di vita che hai scelto non ti consente di partecipare alla classifica annuale di PokerStars.it, che richiede grande impegno e tantissime partite da giocare...

Quando ho iniziato a giocare, uno dei sogni che avevo era di essere sponsorizzato da PokerStars, l'emblema del poker a livello mondiale. Per me sarebbe stato il top. La classifica annuale avrebbe potuto essere il mezzo per ottenere quella sponsorizzazione, ma mi porterebbe via troppo tempo dalla vita reale.

Cosa nei pensi i player come Antonio Barbato e Alessandro Pichierri che lottano per vincere questa classifica?

Grande stima perché riescono a fare una massa non indifferente, chapeu per la continuità e la voglia di giocare. Per essere lassù in cima significa che vanno bene e sono buoni giocatori. Mi spiace che Filippo Voconi abbia abbandonato la corsa.

E per quanto riguarda l'ICOOP, giocherai tutti gli eventi per provare a vincere il tuo secondo braccialetto?

Giocherò il più possibile, sicuramente non parteciperò a tutti i tornei, non l'ho mai fatto, giocherò quelli che più mi piacciono e le sere che potrò giocare. Non stravolgerò il mio stile di vita.

Una delle caratteristiche del campionato è andare oltre il Texas Hold'em, c'è una variante che preferisci in particolare?

Una variante che mi piace molto è il 2-7, l'ho anche studiato un po', è passato del tempo dall'ultima partita ma mi ha sempre incuriosito.

Gianvito Rubino per PokerStars.it

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