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"AA-zot-78", ovvero la "terza via" tra regular e giocatori occasionali

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Le due grandi categorie in cui si dividono i giocatori di poker online sono ormai ben chiare a tutti. Da un lato ci sono i regular che grindano e multitablano per massimizzare le loro possibilità di profitto. Dall'altro ci sono i cosiddetti giocatori occasionali, coloro che si iscrivono (o si qualificano) ad un torneo per puro divertimento e con la speranza di fare il colpaccio, perché "prima o poi le carte girano".

Tuttavia la categorizzazione in professionisti e amatoriali rischia di non rappresentare la complessità del panorama "online". Un esempio: se un regular gioca 3.000 tornei all'anno e un occasionale 30, dove si colloca chi ne gioca 300? Questi numeri sono indicativi, ma rendono l'idea dell'investimento di tempo e denaro che separa le tipologie di giocatori e che, al tempo stesso, ci costringe a considerarne una terza.

300 tornei l'anno non sono un numero sufficiente per rendere profittevole il poker online, ma costituiscono comunque un impegno quasi quotidiano davanti al computer. Chi è allora il giocatore-tipo che rientra in questa categoria?

Ne abbiamo parlato con "AA-zot-78", vincitore due settimane fa dell'evento #36 ICOOP 2019 per €29.803 di premio. Il suo nickname non è tra quelli che più spesso citiamo nei nostri report, ma non è nemmeno quello di una "meteora". "AA-zot-78" solo quest'anno vanta due vittorie in altrettanti Night on Stars (l'ultimo arrivato pochi giorni fa), oltre al già citato titolo ICOOP. In precedenza ha chiuso al terzo posto nel Main Event SCOOP 2011 - vinto poi da Pierpaolo Fabretti - e altri 4 final table nei major di PokerStars.it. Al suo attivo ci sono 3.177 tornei giocati in 10 anni, come si evince dal grafico di SharkScope:

Schermata 2019-11-19 alle 14.52.48.jpgPoco più di 300 mtt all'anno fanno di "AA-zot-78" il candidato perfetto per questa nostra indagine.

PokerStarsBlog: Ciao "AA-zot-78", grazie per il tuo tempo e ancora complimenti per la vittoria nell'ICOOP Ultradeep. Ci puoi raccontare qualcosa di te?

"AA-zot-78": Ciao a tutti! Vi posso dire che sono di Roma, sposato con tre figli e ho cinquant'anni. Sono un libero professionista. Amo lo sport (sci, snowboard e paddle) e mi piace dipingere. Ovviamente tra le mie passioni c'è anche il poker!

Come hai scoperto questo gioco?

Il primo incontro vero con il poker risale più o meno al 2008. In realtà qualcosa avevo già visto e già letto, ma il salto vero nel mondo del poker l'ho fatto grazie a Cristiano Blanco, che conoscevo già da un po' di tempo. Nel 2007 Cristiano era arrivato 2° all'EPT di Dortmund e, in particolare a Roma, i locali se le contendevano come "guest star". E così una sera decido di accompagnarlo all'inaugurazione di un club dove allora si poteva giocare. Poco prima dell'inizio del torneo gli chiedo di insegnarmi un po' di cose e Cristiano gentilmente accetta, spiegandomi qualche "trucco del mestiere". Morale: vinco il torneo - che contava una cinquantina di partecipanti - battendo il mio maestro che chiude 4°. Lì è scattata la voglia di impegnarmi in questo gioco. Inizio a studiare, sia guardando i video dei grandi tornei internazionali (era il periodo in cui La Gazzetta dello Sport pubblicava i dvd dell'European Poker Tour con il commento di Luca Pagano e Fabio Bianchi) che leggendo libri: i grandi classici sul Texas Hold'em, in particolare quelli di Daniel Negreanu e Poker Mindset. Insomma, ho cercato di imparare il poker guardando i grandi giocatori e studiando.

Direi che è stato un amore a prima vista, ampiamente corrisposto. A 10 anni di distanza, cos'è oggi per te il poker?

Un divertimento, prima di tutto. Non lo considero un lavoro, anche perché ho già una professione che mi realizza e grazie alla quale posso permettermi di giocare a poker (in bankroll!) senza correre rischi. Sono una via di mezzo tra un amatore e un professionista e mi sta bene così. Certo, quell'extra che arriva dalle eventuali vincite non mi dispiace, è un qualcosa in più per la famiglia, per una vacanza con mia moglie o altro. Dopo 10 anni di poker online sono nettamente in attivo, quindi mi reputo soddisfatto. Ma alla base ci sono sempre passione e spirito ludico.

Sono forse queste le motivazioni che ti portano a giocare 300 tornei all'anno?

Senza dubbio. E non ci sono solo i tornei online. Ogni mese mi trovo con un gruppo di amici, i "Texas4rever", per giocare un sit a casa di qualcuno. Prendiamo nota dei risultati, abbiamo la nostra classifica interna, insomma tutto quello che serve per tenere viva la passione per il poker che per noi è uno skill game.

Sia chiaro: sono una persona competitiva, ma non amo il gioco d'azzardo. Nella mia vita ho sempre cercato attività che richiedessero abilità e studio, forse perché desidero mettermi alla prova. Sono un "Acquario", che di solito è uno spirito libero: mi piace andare incontro alla vita, essere aperto alle novità e portare con me le esperienze che mi consentono di crescere come persona.

0377d13b-cec6-493f-b9ba-9095b9954cb1.JPGI "Texas4rever" pronti all'azione!

Che tipo di giocatore sei?

Mi definirei un tight-aggressive, anche se con il tempo ho capito l'importanza di adattarsi al tavolo e anche di mixare gli stili, per non risultare troppo prevedibile. Quando gioco non uso software e al massimo apro due tornei: credo che il multitabling tolga sapore al poker. Inoltre mi sono accorto che gioco meglio quando tengo chiusa la chat, perché mi aiuta a mantenere il focus sull'azione. Per ora mi limito a giocare Texas Hold'em in modalità mtt. Ho provato il cash game, ma non è andata benissimo e così ho capito che è meglio specializzarsi.

Cosa ti piace di un torneo e cosa pensi dell'ICOOP?

L'ICOOP e le serie in generale corrispondono ai periodi dell'anno in cui gioco di più online. C'è tanta offerta che richiama un numero di giocatori nettamente superiore alla media dei tornei settimanali. I tornei che preferisco sono i freezout (ce ne sono pochi purtroppo) e con struttura deep e lenta, perché consentono di fare più gioco e implicano maggiore abilità.

Nonostante questo, ammetto che spesso gioco gli Spin&Go: un po' per la speranza di trovare il moltiplicatore "importante" e un po' come allenamento per le fasi short-handed di un tavolo finale. Credo però che la fase decisiva di un torneo arrivi da 15 left alla composizione del tavolo finale, quando il gioco passa in modalità 6-7 handed. Io la chiamo il "valzer del 15° posto". E' una fase molto tecnica, dove non puoi foldare troppo, non puoi callare troppo e quando entri in gioco devi farlo in maniera decisa. Ed è carica di adrenalina, anche perché i premi cominciano a salire in maniera rilevante.

Hai fatto riferimento ai tornei con struttura deep e, in effetti, tu hai vinto proprio un Ultradeep dell'ICOOP. Com'è andata?

Quella sera avevo aperto anche un altro torneo che non è andato bene. Così mi sono potuto concentrare sull'Ultradeep e ho chiuso il Day1 al 5° posto del chipcount. Il giorno dopo, vista l'importanza della posta in palio, ho continuato a focalizzarmi solo su quell'evento: sono sempre rimasto nelle zone alte anche nel Day2 e alla fine credo che il risultato sia arrivato soprattutto grazie ad alcuni buoni fold (tranne uno dove ho pagato un colore nuts con colore 2nd nuts, per fortuna a un giocatore short). Sono convinto che nei tornei di poker si vinca soprattutto facendo i fold giusti.

Poco meno di 30mila euro sono una bella cifra. Hai qualche progetto?

Prima di tutto viene la famiglia. Come dicevo, non gioco per professione ma risultati come questo permettono di togliersi qualche bello sfizio tutti insieme. Magari investirò qualcosa in eventi live.

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Hai mai partecipato a tornei dal vivo nei casinò?

Solo in due occasioni: un Mini IPT e un Tana delle Tigri. Non ho fatto risultati, ma ho capito che il mio cuore batte per il live. Infatti, ho già organizzato la spedizione per giocare l'EPT National di Praga a dicembre.

Hai una bella famiglia, un lavoro che ti soddisfa e una sana passione ludica. Manca solo una cosa: il tuo sogno "pokeristico"...

Il sogno è andare a Las Vegas, a provare l'emozione di giocare le World Series Of Poker. E più in generale sto valutando se inserire un po' più di poker nella mia vita, spostandomi sul live. Non intendo rinunciare alla mia professione ma semplicemente trovare uno stimolo pokeristico in più. Dopotutto, perché no?

Anche perché la tua storia ha qualcosa in comune con quella di Ramon Colillas: anche lui giocatore a metà tra reg e occasionali, che ama il live ma si allena con gli Spin&Go, prima di vincere il PSPC 2019. E' il nostro augurio per te, con il quale ti salutiamo. Alla prossima!

Allora devo proprio esserci a Barcellona nel 2020! Grazie a voi e un saluto a tutti gli amici del blog di PokerStars!

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