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Protagonisti dell'online. Andrea "thecogo" Cogo: "il Sunday Special è il torneo per antonomasia. E' come il Gran Premio di Montecarlo: ha un prestigio tutto suo"

Vincere un Sunday Special è un traguardo al quale ambiscono un po' tutti, sia i giocatori amatoriali che i cosiddetti regular. Naturalmente fa gola il premio, il più alto fra tutti quelli messi in palio da PokerStars.it ogni domenica, ma non è solo questione di "vil denaro". Soprattutto per chi ambisce ad un ruolo da professionista, in ballo c'è anche la gloria, quella di entrare a far parte dell'esclusivo "club dei vincitori di un Sunday Special".

Tra le new entry di questo mese c'è anche Andrea "thecogo" Cogo, che si è aggiudicato il primo Sunday Special di agosto. Andrea Cogo è un nome ben conosciuto nel panorama dell'online italiano (e in parte anche di quello live), un regular che ormai da diversi anni macina buoni risultati negli mtt su Pokerstars. Gli mancava solo questo titolo.

Quando è arrivato non potevamo perdere l'occasione per conoscerlo meglio e scambiare con lui quattro chiacchiere sul poker.

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"thecogo" pronto a dare l'assalto ai tavoli virtuali di PokerStars.it

PokerStarsBlog: Ciao Andrea e grazie per il tuo tempo. Per cominciare, ci racconti qualcosa di te?

Andrea Cogo: un saluto a tutti gli amici di PokerStars.it e grazie per l'intervista! Ho 28 anni, quasi 29, e sono di Thiene, una cittadina in provincia di Vicenza. Da più di tre anni, però, vivo a Trento dove mi sono trasferito dopo la laurea in Matematica Applicata conseguita all'Università di Verona, per lavorare in una software house che opera nel settore sanitario. Dopo un anno e mezzo in azienda mi sono reso conto che il lavoro dipendente non faceva per me. Non che le cose andassero male, semplicemente quel tipo di lavoro non mi dava le giuste soddisfazioni. Allora mi sono licenziato per dedicarmi a tempo pieno al poker, che fino ad allora avevo considerato solo come un part-time.

Come e quando è iniziata la tua passione per il poker?

Il poker l'ho conosciuto in taverna, con gli amici. Era l'ottobre del 2010, me lo ricordo ancora. Come sarà successo a molti altri, per passare il tempo qualcuno ha tirato fuori le carte. I miei amici sapevano già tutti giocare e così hanno insegnato le regole anche a me. Il gioco mi ha preso subito tantissimo, forse per la mia passione per la matematica e l'inclinazione al problem solving, al punto che qualcuno dei miei amici ha detto "abbiamo creato il mostro". Una cosa che mi fa ancora un po' sorridere a distanza di tempo. Ho cominciato quindi con la partite tra amici e subito dopo con l'online anche se, ad essere sincero, ci sono voluti circa due anni davanti allo schermo prima di iniziare a vedere dei buoni risultati.

A distanza di qualche anno, che cosa rappresenta oggi il poker per te? E' diventata la professione full time che desideravi? Quanto tempo mediamente dedichi al gioco in rete?

Oggi il poker è il mio lavoro a tutti gli effetti. Non credo di essere un talento naturale, ma il mio punto di forza è la disciplina. La mia giornata è impronta sul poker e io cerco di organizzarla al meglio. In questo senso l'esperienza in azienda mi è servita molto. Nel poker essere organizzati, costanti e metodici è molto importante, perché non essendoci nessuno che ti controlla, che ti "punzecchia", il rischio di adagiarsi sugli allori esiste.

Quali sono le tue preferenze online (mtt, sit/spin/cash/varianti...)?

Sostanzialmente gioco solo mtt, non ho mai giocato il cash. Ogni tanto gioco qualche spin, ma solo perché ho i ticket! Sto cercando di diventare uno specialista di tornei multitavolo.

Parliamo per un attimo di poker live. Sappiamo che non disdegni anche qualche torneo "offline". Che opinione ti sei fatto di questa tipologia di gioco?

Dal vivo ho giocato parecchio in passato, tranne nell'ultimo anno in cui mi sono concentrato sullo studio e sulla pratica dell'online. Ho fatto qualche buon risultato, ad esempio un final table al PPT di Nova Gorica nel 2018 e ancor meglio al WPT National di Venezia nel 2015, dove ho chiuso al 4° posto (per €16.000, ndr). Il gioco offline è molto affascinante: dal punto di vista tecnico non è diverso dall'online, ma quando incontri giocatori che sono più esperti di te, devi essere più composto, devi saper stare al tavolo. Inoltre c'è il body language, i tell e quelli bisogna saperli leggere perché possono fare la differenza. Ad esempio quando bluffi davanti allo schermo, sei lì che pensi "dai passa, dai passa" e non ti preoccupi se ti agiti. Al tavolo reale non puoi farlo, altrimenti hai scritto in faccia che stai bluffando.

91094052-9e3d-4968-be0b-96bb7ea9d6dd.jpgAndrea "thecogo" Cogo

Di cosa ha bisogno il "comparto poker" italiano secondo te (inteso sia come online che come live)?

Sono un giocatore e non un organizzatore di eventi o un imprenditore dell'online, quindi non mi sono mai posto il problema in maniera precisa. Dal vivo però la situazione è chiaramente critica, soprattutto dopo il fallimento del Casinò di Campione, perché in Italia sono rimasti davvero pochi tornei. Liberalizzare il poker live aiuterebbe tantissimo il gioco stesso, porterebbe tante persone nuove ad appassionarsi, molte delle quali poi potrebbero andare a giocare gli eventi maggiori nei casinò (magari grazie a satelliti live). Per quanto riguarda l'online, non sono uno di quelli che spingono per la liquidità condivisa, perché credo che con buona probabilità molta gente in Italia smetterebbe di giocare. Ad un livello più generale, in questi ultimi anni si è sentita la mancanza della TV che in passato, ad esempio con i programmi di POKERItalia24, ha creato moltissimi appassionati.

Passiamo al tuo bel risultato ottenuto sette giorni fa. Hai vinto il domenicale più importante, il Sunday Special: quali sono state le tue sensazioni nel post-torneo e come hai festeggiato la vittoria?

Mentre stavo giocando il final table del Sunday Special ero impegnato anche in altri tornei, per cui non ero troppo focalizzato, troppo consapevole che stavo giocando il torneo più importante. Me ne sono reso conto solo quando ho vinto l'ultima mano! Non ho festeggiato subito perché stavo ancora giocando altri mtt. Quando la sessione è finita, è stata una sensazione molto gratificante. Lo Special è il torneo per antonomasia, la gente si registra su Stars con l'idea di provare a vincere il Sunday Special ma non è solo una questione di premio economico. E' un po' come il Gran Premio di Montecarlo, per chi conosce l'automobilismo: i punti in palio sono gli stessi di altri circuiti, ma il prestigio è diverso, vale molto di più. Parecchi tra i migliori giocatori italiani hanno vinto il Sunday Special. Tornando ai festeggiamenti, di solito mi piace celebrare una vittoria con un paio di birre fresche. Quando ho vinto lo Special ero a Thiene da una settimana, a casa di mia madre, che era sprovvista di birre e altri tipi di bevande di un certo interesse... alla fine ho dovuto ripiegare su una bottiglia di spumante scadente - e probabilmente scaduto - ma da buon veneto non potevo non festeggiare con un bicchierino!

Come si è svolto il tuo torneo? Ci sono state delle mani che ritieni siano state decisive?

Per arrivare in fondo ovviamente ho avuto la run giusta. A fine DAy1 avevo 5bb circa. Per essere passato da quella situazione a vincere il torneo, è chiaro che le carte hanno girato bene. Ricordo una mano a 3 left dal FT: apro da late position con K♦J♦, chiama il BB. Il flop porta [Qx] e altre due carti a quadri. Oppo checka, il betto, lui rilancia, io pusho i resti. Call finale suo, che mostra [Kx][Qx]. Al turn scende la carta che completa colore per me e faccio il 2up che mi manda al final table. A quel punto ho incontrato giocatori magari non top regular, ma comunque in grado di metterti in difficoltà. Sono comunque riuscito a prendere il comando e da lì in poi non l'ho più mollato, mettendo la giusta pressione icm come piace a me.

Ancora qualcosa su di te. Hai altri hobby/ti dedichi ad altri giochi oltre al poker?

Mi piace stare con gli amici e fare sport, ma non mi dedico ad altre tipologie di giochi.

Quali sono i tuoi progetti futuri, sia per quanto riguarda il poker, sia per tutto il resto?

Al momento non ho grossi progetti a medio/lungo termine. Per quanto riguarda il poker voglio migliorare il mio gioco. Altri tipi di obiettivi me li porrò più avanti.

Varie ed eventuali: aggiungi pure qualsiasi cosa tu voglia!

Ne approfitto per dire che da un po' di tempo faccio coaching a ragazzi ad ABI 15-20 e questa attività mi sta dando grande soddisfazione, così grande che nemmeno immaginavo. Seguire dei ragazzi che partono da un livello basso, vedere che arrivano i risultati facendo loro da mentore è molto gratificante, anche perché sono una persona alla quale piace trasmettere la propria esperienza. Inoltre spiegare certi concetti del gioco serve anche a me. L'attività del coach è ormai una professione che affianca quella del giocatore. Ecco, forse un obiettivo potrebbe essere proprio questo: portare uno dei miei "studenti" a vincere il Sunday Special!

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