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Federico Petruzzelli: "Oggi sono un giocatore più forte mentalmente e una persona più matura"

Super grinder dell'online vs high-rollers del live. Una dicotomia che semplifica troppo il mondo del poker e che non rende la complessità di un "field" ancora molto sfaccettato. Perché tra questi due estremi (che in alcuni casi si toccano) ci sono giocatori che hanno costruito la loro professione nel giusto mix di live e online, magari senza fare troppo rumore, ma lasciando parlare la costanza dei risultati. Perché sono giocatori che conoscono molto bene l'essenza del poker. Uno di questi è Federico Petruzzelli.

petruzzelli-federico.pngFederico "Th3Secr3t" Petruzzelli

Siracusano, classe 1988, Federico Petruzzelli scopre il poker più o meno nel 2008, quando il gioco comincia ad appassionare mezza Italia. Come per tanti altri, il veicolo è la televisione che letteralmente gli cambia la vita. Le WSOP e gli EPT entrano nelle case degli italiani e rendono il gioco popolare nel nostro Paese: "Era possibile seguire i grandi tornei, quelli con grandi montepremi, con i commenti di giocatori - Luca Pagano e Dario Minieri in primis - che avevano già lasciato un segno a livello internazionale. La molla per cominciare è stata quella".

Gli inizi

La passione iniziale diventa molto presto un obiettivo ben preciso: farne una professione. "A decidere ci ho messo poco. Nonostante avessi già un lavoro nella macelleria di mio cugino a Siracusa, la sensazione di poter puntare al poker professionistico era molto forte. A spingermi in quella direzione erano anche gli amici della zona che frequentavo, perché mi dicevano che con le carte in mano avevo qualcosa in più degli altri. E così ho iniziato. Sono passato attraverso un po' di alti e bassi iniziali, ma alla fine ce l'ho fatta: ho raggiunto il mio obiettivo".

Il primo amore di Federico Petruzzelli? Il cash game. "Nasco al 100% come giocatore di cash game, sia online che live. Ho cominciato a fare trasferte in giro per l'Italia solo per sedermi ai tavoli di cash nei vari Casinò, non per iscrivermi ai tornei. Poi, con il tempo, ho scoperto gli MTT ma devo riconoscere che il cash game è stato un'ottima palestra, nonostante le grandi differenze tra le due specialità. Penso che passare dal cash game agli MTT sia un processo abbastanza naturale, mentre il contrario è molto più difficile, soprattutto nel poker di oggi. Direi che la svolta è arrivata nel 2013, anche se la scintilla è nata forse prima, nel 2011..."

Il live

Nel 2011 Federico Petruzzelli mette a segno il primo grande risultato in un MTT dal vivo. "Ho ricordi bellissimi di quell'evento. Era l'IPT di Campione d'Italia e in Italia vivevamo il periodo d'oro del poker live: sale piene con Main Event da 2.200 euro di buy-in e puro freezout. Che tempi, quando ci penso mi torna un po' di nostalgia! Quel torneo fu una cavalcata molto importante, anche se non ero preparato come lo sono oggi, però compensavo le carenze tecniche con un gran 'braccio'. E' stata un'esperienza indimenticabile: arrivando 3° ho vinto una bella cifra (90.000 Franchi Svizzeri, ndr), con la quale ho alzato l'ABI e ho iniziato a giocare qualche mtt in più. E in più mi ha fatto conoscere al pubblico italiano. Devo molto a quella trasferta a Campione".

download.jpegFederico Petruzzelli ai tempi dell'Italian Poker Tour

Passano gli anni e i risultati ottenuti con gli MTT live aumentano, fino a 28 ITM (in eventi nazionali e internazionali) e 600.000 dollari incassati fino ad oggi, secondo quanto riporta TheHendonMob.com. Le perle sono la vittoria nel Main Event del PPS Poker Festival del 2016 (€120.000) e la "medaglia d'argento" ottenuta nell'EPT National di Montecarlo nel 2018, per 143.000 euro di premio.

"Ormai sono al 100% un giocatore di MTT, che gioco sia live che online. Tra queste due specialità il mio cuore batte per il live, anche se la varianza in questo campo è davvero molto alta: conosco giocatori che live hanno ottenuto meno risultati di altri, nonostante siano più skillati. Vincere nei tornei dal vivo oggi non è facile: bisogna studiare, altrimenti non è possibile competere. Ad esempio, vedo ancora tanti giocatori gestire male lo stack, soprattutto tra gli italiani. Quando restano con 15-20bb pensano di essere committati e se li giocano male, cercando il raddoppio subito. Quando ne hanno di più, invece, entrano in spot marginali dove rischiano di perdere chips importanti. La gestione dello stack, sia live che online, è fondamentale".

petruzzelli3kest.jpgAlle WSOP. Foto PokerNews

E dal 2014 in avanti arrivano anche ottimi risultati online, prima su PokerStars.it e, dopo il trasferimento a Malta, anche sul .com.

L'online

"Il poker online occupa uno spazio importante nella mia vita lavorativa, in questo momento più del live. Da quasi due anni sono tornato a vivere a Siracusa e da 10 mesi sono diventato papà. Naturalmente preferisco spostarmi poco e quindi l'online viene meglio. Complessivamente gioco meno rispetto al periodo maltese, ma il poker rimane la mia professione principale. Accendo il pc la sera e faccio quello che so fare meglio".

E i risultati continuano a vedersi. Due settimane fa, Federico Petruzzelli, alias "Th3Secr3t" su PokerStars.it, ha vinto il Main Event delle Carnival Series, davanti a un field di 2.235 entries. Tra payout regolare (€30.486) e taglie (€22.493), Petruzzelli ha intascato un premio pari a €52.979.

"Ho approcciato il Main Event come approccio tutti i tornei: gestione attenta dello stack stack e pochi rischi nella fase early. Negli ultimi due anni mi sono concentrato sull'analisi del torneo nelle sue varie fasi. Ci sono alcuni giocatori che nelle fasi iniziali preferiscono aprire di più ed essere più aggressivi: una strategia diversa dalla mia e che ci può stare. Però bisogna essere consapevoli che è anche più rischiosa perché essendo tutti molto deep, i giocatori medio-scarsi chiamano facilmente. Ho usato un range di aperture standard, ogni tanto aumentando i giri contro gli avversari più prudenti. E poi ho sfruttato gli errori dei miei avversari, anche reg, che si prendono troppi rischi per inseguire taglie che spostano poco in termini economici".

Insomma, per vincere ci vuole preparazione. E magari seguire i consigli (o il coaching) di chi ne sa di più. "Il mio suggerimento per chi è meno esperto e magari si qualifica con un satellite ad un evento importante, è di dimenticare le taglie perché possono condurre ad errori che poi si pagano cari nel resto del torneo. I soldi sono soprattutto nelle posizioni finali del torneo. Le chips non vanno sprecate, neanche nei tornei PKO".

Quindi, se nel live la varianza è troppo alta, con la giusta dose di studio e di impegno nell'online si può ancora fare del poker un lavoro... "Qui forse faccio autogol, ma devo essere sincero: oggi è molto molto difficile. La differenza con il passato è enorme, perché allora era facile vincere, bastavano poche nozioni di base. Oggi invece serve tanto studio e per chi parte da zero le difficoltà rischiano di essere davvero grandi. Servono due fegati, non uno! In tutta onestà, se a chiedermelo fosse una persona a me molto cara, direi di lasciar perdere".

IMG_6091.JPGNel 2019, all'EPT di Barcellona

Il futuro

Insomma, Federico Petruzzelli parla poco ma quando lo fa è molto sincero. Una delle sue qualità. "Sono anche molto testardo. La testardaggine può essere un'arma a doppio taglio, ma nel lavoro mi ha aiutato tanto: non mi sono mai buttato giù e ho sempre pensato di potercela fare. Sono forte mentalmente, un fattore che nel gioco conta moltissimo. Negli ultimi anni ho lavorato tanto sull'aspetto mentale e oggi mi reputo un giocatore più maturo ma anche una persona più matura. Sono sposato da 6 anni con Lavinia e ora sono anche papà: quando le responsabilità aumentano, sei obbligato a crescere".

E anche a progettare il futuro. "Nel mio spero ci sia sempre un posto per il poker perché questo gioco ha cambiato la mia vita in meglio. Devo molto al poker. Di recente ho acquistato casa a Siracusa, è in fase costruzione e quella è la mia priorità: dare un tetto alla mia famiglia. Ho anche intenzione di aprirmi ad altre iniziative: sto mettendo in piedi un progetto commerciale con mio zio, qualcosa di completamente diverso dal gioco. Diversificare è la chiave, perché nel poker fare previsioni a lungo termine non è facile, oggi soprattutto. E' importante piantare altre radici".

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