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Poker e cinema: Cincinnati Kid

Immaginiamo di giocare una partita a Trivial Pursuit. Ad un certo punto peschiamo una carta "Cinema" che ci chiede di elencare il maggior numero possibile di film nei quali il poker ha un ruolo da protagonista.

Non c'è dubbio che il primo film a venire in mente sarebbe senza dubbio "Rounders - Il Giocatore", seguito probabilmente da "Casino Royale". I più esperti di cinema italiano, forse aggiungerebbero i due film di Pupi Avati "Regalo di Natale" e "La rivincita di Natale", mentre qualcuno potrebbe aver aver sentito parlare di "High Roller", la pellicola del 2003 - mai uscita in Italia - sulla vita di Stu Ungar.

E poi? Cinque titoli basteranno per vincere? Per essere più sicuri, nelle rubrica "Poker e cinema" iniziamo a proporvi qualche altro poker-movie da tenere presente, a cominciare da un grande classico: Cincinnati Kid.

10576.jpgLa locandina del film (1965)

Cincinnati Kid (1965) - Un film da vedere per tutti, amanti del gioco e non. Anche se "datato" dal punto di vista del poker, nel senso che è incentrato su una specialità oggi pressoché dimenticata - il five-card stud (simile alla nostra Telesina) - questa pellicola ha almeno tre elementi che la rendono un evergreen: la regia, quella di Norman Jewison (Rollerball, Jesus Christ Superstars, F.I.S.T., Stregata dalla luna, Hurricane, solo per citare alcuni suoi film), curata e attenta ai particolari del gioco, dei personaggi e dell'ambientazione; gli ottimi attori, a cominciare da un maestoso Steve McQueen, accompagnato da un enigmatico Edward G. Robinson e da Ann Margret e Joan Blondell; e infine la narrazione, semplice ma capace di unire con grande equilibrio poker e storie individuali.

Siamo nel 1936 e Eric Stoner (McQueen), soprannominato Kid, è il miglior giocatore di New Orleans. Ripulisce con facilità qualsiasi tavolo di poker al quale prende parte ma proprio questa sua superiorirà gli sta togliendo lo stimolo per continuare a giocare. L'adrenalina torna quando Lancey Howard (Robinson), l'anziano Campione, arriva in città proprio per sfidarlo. E la loro partita a poker è il cuore del film.

v1.jpgI due a confronto: da sx, Lancey "Il Campione" Howard (Edward Robinson) 
e Eric "Cincinnati Kid" Stoner (Steve McQueen)

Inizialmente, oltre a Stoner e Howard e al dealer abilissimo nel manipolare le carte, al tavolo ci sono altri tre giocatori. Ben presto, però, la partita si riduce a un testa a testa tra Kid e il Campione, e il momento cruciale del film ha inizio.

La tensione aumenta, al tavolo gli sguardi si incontrano e si scontrano. Il giovane sembra avere il controllo della situazione, ma non riesce a liberarsi del roccioso ed esperto avversario. Stoner rifiuta anche l'aiuto del dealer che vorrebbe aiutarlo a chiudere il conto con Howard: il Kid vuole vincere pulito, senza aiuti per dimostrare di essere il migliore. E si arriva così alla mano decisiva.

ck2.jpgL'heads-up

Kid apre a $500 con A♥T♣ (asso carta coperta) e Howard chiama con J♦8♦ (J carta coperta). Ricordiamo, per chi non fosse pratico di 5-card stud, che solo la prima carta è coperta, tutte le altre vengono consegnate face-up ai giocatori.

Si procede con il terzo giro di carte e la nuova dealer, soprannominata "Dita d'oro" (Blondell), consegna un T♠ al primo e una Q♦ al secondo giocatore. Con la coppia di T "neri" esposta, Stoner punta $1.000 ma subisce il rilancio del Campione a $2.000 (si gioca Pot Limit), che potrebbe avere coppia di Q grazie alla carta nascosta. Call.

La quarta carta di Stoner è un A♣, mentre Howard ottiene un T♦. Kid - che adesso ha una doppia coppia nascosta - riprende in mano l'action e punta 3.000, una "puntata ragionevole" per il suo avversario che chiama.

Si arriva all'ultima street. Il dealer consegna un A♠ a Stoner, che chiude fullhouse, e un clamoroso 9♦ ad Howard. Clamoroso perché è l'unico out in grado di battere la mano del Kid, anche se quest'ultimo difficilmente può sospettarlo. E infatti il giocatore più giovane va in check-raise fino a $3.500 dopo la puntata di 1.000 dollari di Howard (nota: si gioca con 52 carte, per cui il full batte il colore). Ma il Campione non esita a coprire e aggiungere altri 5.000 dollari, mandando l'avversario in the tank.

Il dubbio si insinua nella mente di Stoner: la carta coperta può davvero essere un J♦? La tensione al tavolo è palpabile, mentre Kid ripensa a come il suo avversario ha giocato fino a quel momento, ma alla fine si indebita e decide di chiamare. Howard gira il J♦ e rivela la scala colore, incassando il monster pot e dimostrando di essere lui il vincitore della sfida.

"Hai rilanciato con solo 3 carte a colore!" commenta Dita d'oro. "Il che dimostra che spesso basta una mossa sbagliata al momento giusto", replica Howard. E' lui il vincitore, il Campione, e sua è l'ultima battuta al tavolo, una sorta di pietra tombale sul futuro di Cincinnati Kid: "Non te la cavi male, ragazzo, ma finché ci sarò io, sarai soltanto secondo".

In realtà, nel corso della partita si ha la netta sensazione che Kid sia un giocatore superiore al Campione. Ma Kid non riesce a darsi un limite, non riesce a frenare la voglia di distruggere l'avversario e questo gli impedisce di trovare quello che oggi chiameremmo l'hero fold.

L'errore nel gioco e - in un certo senso nella vita - commesso da Stoner è esplicitato nel climax finale: uscito dal locale, perde anche la sfida con un ragazzino nel gioco del lancio della moneta verso il muro.

"Hai rischiato troppo, amico. Non sei ancora pronto per me".

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