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Poker Tells: il linguaggio del corpo

Il linguaggio del corpo è una forma di espressione ancestrale, che precede quella verbale. Occhi, viso e postura comunicano anche quando non proferiamo parola. E senza volerlo possono far capire intenzioni ed emozioni alla persona che abbiamo di fronte. In un colloquio di lavoro, nel bel mezzo di un appuntamento romantico o in una importante partita di poker.

La comunicazione non verbale è soggetta ad interpretazione e per questo motivo non viene considerata una scienza esatta da certe scuole di pensiero ma provare a capire quelli che in gergo pokeristico vengono chiamati "tells", osservarli e memorizzarli, saper distinguere gli atteggiamenti genuini da quelli costruiti ad arte, può indubbiamente rappresentare un'arma psicologica in più da utilizzare in una sessione di gioco live.


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Andre Lettau è stato molto attento a nascondere i suoi tell

Le semplicistiche emoticon, quelle faccine tanto utilizzate nella messaggistica social, ci ricordano che le emozioni primarie si possono riassumere in una manciata di espressioni facciali, universalmente note, a prescindere da nazionalità, costumi e usanze. Ovviamente, nel mondo reale non è tutto chiaro o scuro ed entrano in ballo le sfumature delle micro-espressioni ma la dilatazione della pupilla, una variazione della frequenza del respiro, le mani tremolanti o un cambio di tono nella voce, restano segnali che un professionista può notare e interpretare per arrivare a "leggere il pensiero", esattamente come fa un Mentalista.

Nel caso specifico del poker live, i tells più tipici spaziano dal modo più o meno spavaldo con cui il giocatore posiziona le chips sul tavolo: molto spesso, il nervosismo è indice di una mano forte e non del contrario. Chi vi fissa negli occhi in modo insistente probabilmente si sta fingendo forte. Chi mostra un disinteresse esagerato e fa finta di niente, potrebbe avere invece delle buone carte in mano. Allo stesso modo ricontrollare le carte, specie se a farlo è un giocatore inesperto, può avere un significato ben preciso, e lo stesso si può dire da chi attende troppo per prendere una decisione.

Di riflesso, occorre evitare quindi questi cliché fisici per non risultare facilmente catalogabili. Domare le proprie reazioni, lanciare falsi segnali, cambiare spesso atteggiamento e magari indossare un bel paio di occhiali scuri. Per approfondire l'argomento vi consigliamo il bestseller sempre attuale "Poker Tells", scritto dal guru Mike Caro.

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