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Inside PokerStars ep. 5: Dove si svolge realmente la partita quando gioco online?

Nella collana di video "Inside PokerStars" gli utenti trovano le risposte a quesiti e curiosità che spesso si pongono quando giocano nella poker room più grande in Italia. Il quinto episodio della serie affronta la questione: "Dove si svolge realmente la partita quando gioco online?".

Il nostro cicerone sull'Isola di Man e presentatore dell'European Poker Tour, James Hartigan, ci accompagna nuovamente al Centro Dati della sede di PokerStars, già visto nell'episodio sulla tematica della distribuzione delle carte. Ad attenderlo c'è Gary Hill, Director of IT Operation, che presenta brevemente la struttura: "Qui siamo nel principale Centro Dati di PokerStars, ogni server opera all'interno di questa struttura sicura, abbiamo centinaia di server a cui possono connettersi clienti da tutto il mondo. È qui che si finisce quando si clicca su PokerStars e il collegamento è stabilito, è qui che va a finire la connessione, qui si trova il generatore di numeri casuali".

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Hartigan vuole approfondire il tema della sicurezza e la risposta di Hill è molto soddisfacente: "Per accedere a quest'area, che è uno spazio aperto a tutti, servono una scheda e un codice. Per accedere alla prossima area del Centro Dati serve anche l'accesso biometrico. Devi avere la tua impronta digitale registrata nel Centro Dati. Poi c'è un altro livello, quando sei entrato: per accedere ai sistemi informatici devi passare altri controlli biometrici. Qui abbiamo un paio di migliaia di dipendenti, ma l'accesso a questa stanza è ristretto a tre o quattro persone".

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Una volta entrati nel Centro Dati la prima cosa che colpisce è il forte rumore generato dai ventilatori che servono a mantenere bassa la temperatura, al fine di garantire la migliore performance dei server disposti all'interno di speciali capsule di contenimento che permettono di mantenere tutte l'aria fredda di fronte al server, come dichiara Hill: "Non vogliamo sprecare aria. Vogliamo che ogni chilowatt di aria fresca venga incanalato sui server. Questo è come un frigorifero, l'aria fredda entra nella capsula e tutti i server presenti qui, che ricevono il traffico di partite di poker, aspirano l'aria fredda e la buttano verso la zona calda al di fuori".

Ad attirare l'attenzione di Hartigan sono gli scanner per impronte digitali posti su ogni server: "Un secondo livello di sicurezza biometrica", spiega Hill, "dopo questa porta blindata vedremo i sistemi, quindi c'è un ulteriore livello di sicurezza. Dobbiamo essere in grado di identificare l'ingegnere che è entrato nel sistema in un momento esatto della giornata. Non è solo importante limitare l'accesso alla stanza, vogliamo anche sapere chi è entrato in un server e l'ora esatta in cui l'ha fatto".

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Oltre a essere estremamente performanti, i macchinari sono belli anche dal punto di vista estetico, compresi quelli per l'archiviazione: "Vogliamo che sia bello esteticamente. Qui non abbiamo veri e propri server, questa è l'area di archiviazione. Ogni mano giocata a soldi veri viene conservata e analizzata".

Come fa ogni utente di PokerStars a usufruire al massimo delle tecnologie situate sull'Isola di Man? Grazie ai cavi di fibra ottica che partono dalla sede della poker room e circondano l'Europa: "La connettività è molto importante per PokerStars. Google e Microsoft hanno costruito una rete internet specifica sulla rete generale, PokerStars ha fatto esattamente lo stesso. I nostri cavi di fibra ottica escono da questo edificio e vanno verso l'Irlanda e il Regno Unito, e formano anche un anello intorno all'Europa. Linee dedicate a PokerStars che girano per tutta l'Europa".

Un sistema che garantisce la massima velocità e sicurezza: "Poi ci colleghiamo con le compagnie per le telecomunicazioni nazionali per fare in modo che l'esperienza di poker sia agevole per i nostri giocatori. Non vogliamo che il traffico passi per molti provider prima di raggiungerli. Basta un balzo per accedere a PokerStars e possiamo controllare il percorso di ritorno qui dall'Isola di Man".

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