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Luca "KILLUCK" Daelli, runner-up al Sunday Million: "Il poker è il gioco più bello del mondo"

Il runner-up del SundayMillion è un giocatore professionista: Luca "KILLUCK" Daelli ha incassato oltre €69.000 nel torneo di poker online più grande d'Italia, fermandosi nel testa a testa finale dopo essersi lasciato alle spalle 5.799 avversari.

Il 28enne di Desenzano del Garda ha preso il gioco sul serio da 4 anni "Come tutti, quando ho iniziato non sapevo bene cosa stavo facendo, adesso gioco circa 5 giorni a settimana dalle 6 alle 10 ore, inizio la sera verso le 20:00 e vado avanti il più possibile". Luca è uno specialista dei tornei e ha fatto il grande salto nel 2014, quando ha chiuso il Main Event ICOOP al 6° posto incassando più di €40.000: "All'epoca ero stakato, quel risultato mi ha dato la possibilità di poter giocare autonomamente". Solo nei tornei di PokerStars.it, in questi ultimi 3 anni, ha guadagnato oltre €160.000.

Per un grinder il Sunday Million è imperdibile: "Ho sempre partecipato a questo evento, una volta sono arrivato addirittura 21°" e questa volta ha sfiorato la vittoria.

luca_killuck_daelli.jpgLuca "KILLUCK" Daelli

Com'è stata la tua cavalcata verso il tavolo finale?

Il Day 1 è stato difficile perché ho visto pochissime mani, ho giocato molto tight e sono passato con 30 bui al Day 2, che invece è iniziato decisamente meglio. Ho incontrato buoni spot, grazie a un paio di piatti vinti contro giocatori occasionali il mio stack ha toccato i 100 bui e sono rimasto deep fino a 40 left circa, da lì la situazione è diventata più difficile. A un certo punto sono sceso fino ad avere soltanto una decina di bui.

Rivedi il tavolo finale del Sunday Million a carte scoperte

Al tavolo finale le taglie erano abbastanza pesanti, si parlava di qualche migliaio di euro: hai esultato per averne vinta qualcuna oppure il tuo pensiero volava oltre?

Quando si arriva lì, dove il primo premio è di €90.000, anche se la taglia vale €3.000 la sua importanza è relativa: le taglie contano di più nelle fasi iniziali e in mezzo al torneo, nelle fasi finali non contano così tanto. Ero felice di aver eliminato qualcuno perché mi avvicinavo sempre di più al primo premio.

Rimasti in 3 "KILLUCK" ha avuto due showdown da cardiopalma

Hai avuto l'opportunità di trionfare ma non sei riuscito a ribaltare l'heads up...

Potevo chiudere la partita con AK vs AQ ma la sorte mi ha voltato le spalle. Sono amareggiato per aver chiuso al 2° posto ma è anche vero che per arrivare lontano in un torneo del genere devi riuscire a vincere tanti colpi. In heads up limpavo perché pensavo di avere edge nel gestire i piatti post-flop. Eravamo partiti con un vantaggio in chip di 3 a 1 per lui, poi ho vinto due colpi dove le ho messe al 70% e sono riuscito a pareggiare i conti, ma poi lui ha vinto pot uncontested nei limpati e non abbiamo giocato showdown grossi fino all'ultima mano. Ho provato a continuare con la mia strategia di limp purtroppo però ho visto pochissime mani e ho fatto fatica, quindi alla fine l'heads up l'ho subito. Probabilmente non ho giocato al meglio, alcune scelte si possono rivedere, ma del torneo sono abbastanza soddisfatto perché ho anche rischiato di uscire 3°, soprattutto quando ho vinto con A7 vs AK.

mano_finale_sunday_million_2017_killuck_94anto94.JPGLa mano finale

Sei più amareggiato per non aver vinto o più contento per aver incassato il secondo premio?

In quei momenti lì, quando c'è tanta tensione, vuoi dare il massimo e l'obbiettivo è di fare il meglio possibile, è ovvio che a mente fredda mi rendo conto di aver incassato tantissimi soldi e non mi posso assolutamente lamentare, anche perché ho runnato benissimo, altrimenti non sarei arrivato 2°. Per una persona come me, che cerca di dare sempre il massimo per ottenere il risultato migliore, la differenza fra il 2° e il 1° posto non è solo monetaria, ma anche personale, è una questione di gloria. Sono più che contento, più che soddisfatto, ma sono anche un perfezionista e avrei voluto vincere.

Cosa ne pensi della formula Knockout?

A me piace molto, sono tornei appetibili. Ovviamente cambia la strategia, è inevitabile giocare più colpi preflop perché le odds che ti vengono offerte sono decisamente migliori, quindi si, cambiano un po' di dinamiche, ma Knockout è la formula che preferisco.

Chi ha ricevuto per primo la notizia della tua ultima vincita?

Mia madre: alle 7 e mezza mi ha visto che stavo ancora giocando.

Ora qual è il tuo obbiettivo come pokerista?

È un po' il sogno di tutti i pokeristi vincere un torneo live importante ma mi rendo conto di non essere preparato live: utopisticamente ti direi vincere un live importante, realisticamente diventare un regular affermato ad ABI alto.

Cosa ti manca, rispetto ai top regular dei tornei dal vivo?

Dal mio punto di vista, quando giochi live hai più informazioni sulle singole persone perché le hai di fronte, anche perché puoi parlarci, quindi si presuppone che questo ti dia più edge, ma è altresì vero che per giocare un tavolo alla volta ci vuole infinitamente più pazienza rispetto a quando giochi online. Il cervello è meno attivo, hai meno cose da pensare e questa cosa mi annoia tantissimo, farei fatica a mantenere la concentrazione sul tavolo. Inoltre farei fatica ad adeguarmi al gioco live che è più loose passive: nei tornei dal vivo i giocatori flattano di più, si creano più spot, anche multi-way, quindi bisogna giocare mani più speculative, flattare di più e giocare più small ball.

Cos'è il poker per te?

Il poker è il gioco più bello e complesso del mondo. È infinitamente difficile, la cosa che più mi piace è la sua infinita complessità. Mi piace il fatto che non ci sia mai una risposta giusta a prescindere ma che ogni situazione richieda un ragionamento diverso in base allo stack e allo spot. Nel poker ogni cosa può cambiare, non c'è mai nulla di predefinito. È bello per questo: bisogna adattarsi alle persone per eccellere, non basta conoscere la matematica.

Gianvito Rubino per PokerStars.it

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