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Nicolò "WhyAlw4ysM3_" Serlenga: in Italia servono novità per rilanciare il mercato!

Con un nickname del tipo "WhyAlw4ysM3_" o sei un tifoso di Mario Balotelli o sei un giocatore con una forte tendenza al "whining".

In realtà nessuna di queste due opzioni si applica a Nicolò Serlenga, il regular che si "nasconde" dietro a "WhyAlw4ysM3_" su PokerStars.it e che, soprattutto nell'ultima annata, ha macinato ottimi risultati sulla piattaforma italiana (e non solo, grazie alla doppia residenza a Malta).

Gli ultimi sono arrivati in occasione delle recenti Carnival Series 2020, concluse la settimana scorsa: una vittoria da €11.475 nell'evento #11 (NLH PKO da €100) e poi un 3° (evento #86) e un 4° posto (evento #29) per circa 17.000 euro complessivi.

Nicolò Serlenga - che, Balotelli a parte, è un appassionato di calcio nonché ex-giocatore - decisamente non è uno che whina. E' un pro serio, determinato a raggiungere gli obiettivi che si pone, in possesso di una chiara lettura del poker di oggi.

Lo abbiamo "scoperto" in questa recente intervista che ci ha rilasciato e per la quale lo ringraziamo.

thumb (1).jpegNicolò "WhyAlw4ysM3_" Serlenga. Foto ItaliaPokerClub

PokerStarsblog: Ciao "WhyAlw4ysM3_", grazie mille per il tuo tempo e complimenti per la bellissima vittoria nell'evento #11 delle Carnival Series. Ci racconti un po' chi sei?

Ciao Nicola e ciao a tutti i lettori del blog di PokerStars.it! Mi chiamo Nicoló Serlenga, ho 25 anni e sono di La Spezia, ma mi considero un cittadino del mondo. Tra poker ed extra-poker viaggio infatti molto, in questo momento ad esempio ti sto rispondendo da Londra!

Andiamo un po' indietro nel tempo: come e quando è iniziata la tua "love story" con il poker?

Il mio amore per il poker è nato addirittura prima che compissi i 18 anni. Un ragazzo della mia città, Gianluca, giocava già a buoni livelli. Così ho iniziato a seguire a casa sua le sue sessioni di mtt e mi sono appassionato. Appena compiuti i 18 anni ho creato il mio account su PokerStars, ed è stato amore a prima vista.

Cosa ti ha spinto a diventare un regular? Ti sei dato delle tappe, degli obiettivi nel viaggio verso il professionismo?

La passione e la fame sicuramente. Volevo emergere! Nessun obiettivo prefissato, solo tanta tanta gavetta con la speranza, ma non la certezza, che tutte le nottate di grinding fossero un giorno ripagate. Oggi posso dire di sì, ma non mi sento arrivato, anzi. Sento di poter fare di più.

Com'è oggi la tua giornata tipo? Quanto giochi? Ti concentri solo sugli mtt?

La mia giornata tipo inizia alle 13. Pranzo con qualcosa di salutare e poi studio il gioco. Nel tardo pomeriggio alterno riposo, uscite o coaching. Alle 20 ceno e intorno alle 21 inizio la sessione. Routine che cambia quando sono a Malta, in quanto la sessione del ".com" inizia prima. Gioco 5 sere a settimana, solo mtt.

A chi si sta avvicinando oggi al poker diresti che è ancora possibile farne una professione? E se sì, quali caratteristiche personali ci vogliono per raggiungere l'obiettivo?

In Italia no, partendo da zero non penso se ne possa fare una professione. Nella catena alimentare i primi restano i reg preparati, poi ci sono i reg mediocri ed infine gli occasionali che comunque hanno la loro esperienza. In un mercato saturo non c'è ulteriore margine di guadagno per dei neofiti. E la cosa personalmente mi dispiace molto.

Come stai vivendo questo momento della tua carriera?

In maniera professionale e serena. Professionale perché cerco sempre di non "missare" lo studio, le sessioni, le lezioni di coaching che do e che ricevo. Serena in quanto ho la fortuna di avere una famiglia sana che mi appoggia sempre e una ragazza che mi supporta al 100%. Sono contento.

Nel tuo palmares di giocatore c'è anche qualche ITM "live". Che rapporto hai con questa specialità? Pensi mai di aumentare la presenza nel tornei dal vivo?

Sui live ce ne sarebbero da dire! Il motivo principale per cui vado, è incontrarmi con gli amici e i colleghi, farci mille risate, reinvestendo una parte del profit dell'online. Sull'EV dei live se ne potrebbe parlare per ore, ma credo non siano battibili. Field giganti, buy-in più alti, spese di viaggio e di alloggio, payout che spostano solo se fai top 3. Ma soprattutto c'è il problema di poter giocare un solo torneo per giorni, in cui tutto ti deve andare incredibilmente bene. Online puoi fare 1000 games senza vedere mai la palla, te lo immagini live? Da giovanissimo ci credevo di più, sognavo di centrare un evento live, ora li prendo molto con le pinze, sapendo che 4 volte su 5 stai andando a fare payout. Ovviamente a livello di emozioni, specie se fai late stage, sono bellissimi!

Se potessi, cosa cambieresti nel mondo del poker (sia live che online)?

Questa è un'ottima domanda! Parlo dell'online che mi appartiene di più: variare il palinsesto! Per esperienza, ogni volta che c'è stato un cambiamento, che fosse un torneo nuovo, una serie di eventi, una modalità diversa di gioco, i risultati sono andati oltre ogni più rosea aspettativa. Non capisco quindi come mai PokerStars, che è un'ottima piattaforma di gioco si "accontenti" dei soliti tornei ormai da anni, senza azzardare un po' di più. Questa mossa gioverebbe sia al network sia ai giocatori. In sostanza, a mio avviso mancano almeno due tornei da 50€ di buy-in e il buon vecchio Night on Stars 2nd chance da 100€, dato che oltre il NOS, da 100€ c'è solo il Need for Speed, che è più una lotteria che un torneo. Io ci ho provato... tentar non nuoce!

Nicolò Serlenga giocatore e persona: che differenze ci sono?

Il giocatore ormai lo conosco e, cosa più cosa meno, assomiglia abbastanza a quello che volevo diventare. La persona non finisco mai di scoprirla giorno dopo giorno. Al tavolo comunque sono uno abbastanza "dritto" verso l'obiettivo, mentre nella vita di tutti i giorni sono parecchio accondiscendente con le persone a cui voglio bene.

Come vedi il tuo futuro?

Spesso ho detto che dopo un po' avrei smesso, ma ora più che mai il mio futuro lo vedo da professional poker player. Ci sono ancora vette lontane ed inesplorate, sulle quali voglio arrivare!

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