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Incontro con Dustin Mele, vincitore del PokerStars Passport

Lo scorso weekend abbiamo saputo il nome di colui che trascorrerà il prossimo anno in giro per il mondo a spese di PokerStars in quanto possessore dell’esclusivo PokerStars Passport. Dustin Mele ha ottenuto i buy-in e il viaggio per dieci tornei di poker high stakes che si terranno in tutto il mondo. Adesso, proprio mentre si prepara a partire per la prima delle sue avventure, è il momento di presentarvi Dustin Mele. Mele ci farà il resoconto dei viaggi che farà nel corso dell’anno. Nel frattempo, ecco una breve introduzione.
di Dustin Mele

Ho 23 anni, ed è stato un viaggio davvero lungo nel mondo del poker che mi ha portato fin qui. Comincerò da dove ha avuto inizio tale viaggio.

La prima volta che ho scoperto PokerStars era il 2005. Onestamente, PokerStars è una delle cose migliori che mi sia mai capitata. Iniziai a giocare con regolarità, facendo salire il mio livello e il mio bankroll lentamente ma costantemente. Presto scoprii i satelliti. Era fantastico il fatto di avere la possibilità di partecipare a un torneo con un buy-in di $10.000 per pochi dollari. Prima che me ne accorgessi, avevo vinto tre satelliti e stavo per partecipare al WPT Foxwoods Poker Classic, al WPT Mirage Poker Showdown, e al Main Event delle World Series, tutti pacchetti del valore di $12.000.
Avevo grandi speranze; la prima tappa fu il WPT di Foxwoods. Alla fine del Day 1 al Foxwoods avevo più di 100.000 in chips ed ero fra i primi dieci. Continuai a giocare al meglio, superai tranquillamente il Day 2, e iniziai il Day 3 con circa 200.000 chips. Mi resi conto che potevo farcela e che stavo giocando con i migliori. Eliminai Chris Biggler, vincitore del Professional Poker Tour, e stavo avendo la meglio su giocatori che avevo visto giocare soltanto in TV. Era una sensazione surreale. Durante il Day 3, salii fino a quasi 250.000 chips quando alla fine accadde: i miei assi scoppiati in un piatto da circa 400.000. Un colpo terribile. In quel momento erano rimasti circa 45 giocatori ancora in corsa nell’evento WPT. Fu devastante. Riuscii lo stesso ad arrivare a premi, concludendo al 36° posto e vincendo $12.650. Non male, ma naturalmente non quello che mi ero prefissato.

La tappa successiva fu al WPT Mirage. Fu un viaggio in cui mi divertii molto. Era la prima volta che andavo a Las Vegas, ma il torneo preferirei dimenticarlo del tutto. Subii una bad beat nel Day 1 e venni eliminato.

Quindi fu la volta del WSOP Main Event del 2006, un viaggio che non dimenticherò per il resto della vita. Uscii incolume dai Day 1 e 2. Quando cambiai tavolo, mi trovai seduto ad un tavolo pieno di noti professionisti, come Chris "Jesus" Ferguson e Mark Vos. Fu questo il momento in cui accadde una delle cose più strane che si siano mai viste.

Non eravamo lontani dalla zona premi. Eravamo rimasti circa in 1.000 e pertanto cercavo di giocare nel modo più prudente possibile. Limitavo il mio gioco a mani molto forti e avevo deciso di non rubare i blind o di fare mosse azzardate prima del raggiungimento della zona premi. I dealer cambiarono, e nel giro di pochissimo tempo mi furono serviti una volta una coppia di re e due volte una coppia di donne. Ma ogni volta al flop scendeva almeno un asso, e i giocatori puntavano, rilanciavano e giravano coppie di assi. Sembrava che gli assi fossero ovunque. Finalmente fui io ad avere gli assi, un giocatore rilanciò da under the gun, e io andai all-in.

L’unico a chiamare fu il giocatore che aveva rilanciato e il dealer disse: "Scoprite le vostre carte". Io girai l’asso di fiori e l’asso di picche. Il mio avversario mostrò l’asso di picche e la donna di cuori. Cosa?!?

Entrambi avevamo l’asso di picche in mano.

Eravamo alla fine del livello di blind ed era molto tempo che stavamo utilizzando quel mazzo di carte. Avevo perso un piatto di oltre 100.000 chips contro Chris Ferguson usando quel mazzo; e indovina un po’? Lui aveva full d’assi e io full di jack; tutto merito di un mazzo di carte fasullo. Adesso i cinque assi nel mazzo erano stati scoperti, e proprio quando finalmente la coppia d’assi ce l’avevo io. Fui costretto a dividere il piatto con l’altro giocatore. In pratica tutte le chips che avevo perso a causa di quel mazzo contraffatto mi erano state sottratte indebitamente.

Rimasto con poche chips e con i blind che crescevano, uscii dal torneo poco prima della zona premi. Reclamai presso il direttore del torneo, ma non servì a niente. Ecco il riassunto di quell’orribile esperienza.

A causa dei miei due viaggi senza successo a Las Vegas, e anche per il fatto del molto tempo che ero stato lì per le World Series 2006, il mio bankroll era sceso più del dovuto. Dovetti iniziare tutto daccapo, lavorando come cuoco e giocando su PokerStars. Iniziai a giocare con buy-in molto più bassi di quelli a cui ero abituato. Continuai a impegnarmi duramente, anche perché sapevo che non ero adatto a lavorare come cuoco in un posto nel quale ero pagato poco e trattato male. Per farla breve, ero molto determinato.

Il mio impegno aumentò quando mi accorsi che su PokerStars puoi ottenere una lauta ricompensa se sei fra i primi 100 nella classifica dei tornei, la TLB. Grazie al gioco su PokerStars il mio bankroll era tornato a essere discretamente consistente. Così lasciai il mio lavoro da cuoco e iniziai a lavorare full-time su PokerStars. Niente mi avrebbe fermato dal fare parte dei primi 100 della TLB.

Iniziai a giocare con più impegno e con più determinazione di quanta ne avessi mai avuto. Sapevo che giocare a poker era quello che desideravo e che amavo fare. Nella mia vita non ci sono troppe cose piacevoli oltre al poker e a PokerStars; è questo a rendermi felice. Puntai i miei sforzi verso la TLB e riuscii ad arrivare fra i primi 100 e a rimanervi. Non è stata affatto una cosa semplice. Su PokerStars ci sono molti giocatori forti e determinati, e quindi ho dovuto giocare moltissimi tornei multi-tavolo e Sit & Go e fare molto bene in ciascuno di essi, il che ha implicato un impegno di molte ore.

Alla fine sono riuscito a terminare nei primi 100 in classifica sia a novembre sia a dicembre, e ho avuto la possibilità di partecipare a due grandi freeroll. Il primo assegnava quattro pacchetti per la PCA. Avevo ottenuto l’accesso a questo freeroll essendomi classificato fra i primi 100 nella TLB di novembre. Non ebbi fortuna in questo torneo.

Il freeroll successivo era quello che metteva in palio il PokerStars Passport e $25.000 in denaro. È stato uno dei tornei con la partecipazione dei giocatori più forti che abbia mai affrontato. Alla fine del torneo avevo tutte le chips e, francamente, le parole non possono esprimere le mie sensazioni e quello che questo significa per me. È di gran lunga la cosa migliore che mi sia capitata nella vita. Quest’anno si preannuncia fantastico. Sto per vivere la vita per la quale ho lottato e che ho sognato per anni. Non vedo l’ora di viaggiare per il mondo e di partecipare ai più grandi tornei nei posti più belli del pianeta.

È davvero difficile esprimere con parole la gentilezza e la generosità di PokerStars nei confronti dei propri giocatori. PokerStars è il sito migliore, con il maggior numero di freeroll e con i migliori servizi del mondo. Quello che è accaduto a me dimostra che chiunque può farcela. Se desideri fortemente qualcosa e ti impegni duramente per ottenerla, puoi raggiungere qualsiasi traguardo.

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