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Le origini dei semi e dei simboli delle carte da gioco

Ci sono varie teorie su quando e dove sono state introdotte per la prima volta le carte da gioco. Alcuni storici puntano alle antiche culture, cercando di individuare le loro possibili origini.

Alcuni di questi storici parlano di una pratica chiamata "belomanzia", una specie di arte divinatoria in cui si scoccavano delle frecce nel cielo per poi interpretare il significato di dove atterrassero. È possibile che le carte da gioco discendano da queste frecce.

Tra gli investigatori del passato, alcuni raccontano di come le frecce si fossero evolute, nel 6° secolo in Corea, negli htou-tiyen, o "tavolette da combattimento". Queste tavolette non erano altro che strisce di carta con disegni uniformi da un lato e numeri e semi dall'altro.

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C'è chi ha descritto queste "carte" primordiali e alcuni dei giochi che venivano praticati. Molti si concentrano sulla Cina del 9° secolo, come punto di partenza delle carte da gioco (almeno per come le conosciamo noi).

All'epoca, i giochi praticati con queste carte si sovrapponevano un po' con altri giochi praticati con tessere, tipo domino e mahjong. Le carte avevano varie forme, ma nonostante ciò rappresentano una versione primordiale degli strumenti che usiamo oggi.

Alla fine, le carte da gioco sono arrivate in Europa dall'Asia, passando per India, Persia (Iran), Egitto e altri Paesi. Di particolare interesse è il design di queste carte, che tendevano a includere simboli che denotavano valori o altri aspetti importanti delle culture in cui venivano usate.

Per esempio, alcune delle prime carte cinesi includevano personaggi dei racconti popolari. In India, invece, rappresentavano diverse incarnazioni di Vishnu, una delle divinità Hindu.

In Europa le carte spesso includevano re e altre figure nobiliari, fino ad arrivare alle moderne "carte di corte" che utilizziamo oggi.

In Germania, per esempio, i mazzi avevano quattro carte di corte (non tre). C'erano re e regine, ma anche gli "over knaves" ("ober", i fanti in italiano) e gli "under knaves" ("unter") - due varianti dei jack. Altri mazzi europei propongono esempi differenti di carte vestite, che spesso rappresentano regnanti particolari, del passato e del presente.

Ma che dire, invece, dei semi delle carte da gioco? Qual è la loro storia?

I primi mazzi avevano ogni sorta di simbolo diverso, che essenzialmente occupava il posto e/o il significato dei semi moderni. Al posto di fiori, quadri, cuori e picche, c'erano semi rappresentati da fiori, tubi, scudi, frecce, arpe, corone, scettri, stelle, piume, bastoni... e persino scimmie! E questi sono solo alcuni esempi dei simboli diversi che comparivano sulle carte.

Alla fine, però, i quattro semi moderni si sono affermati.

Tra i primi esempi di semi di carte da gioco tedeschi, possiamo annoverare ghiande, campane e foglie, ma anche cuori. Nelle carte da gioco italiane trovavamo coppe, denari e spade, ma anche bastoni.

Sembra che sia la Francia il Paese ad aver creato i mazzi con trèfles (fiori), carreaux (quadri), coeurs (cuori) e piques (picche). Questi mazzi comparvero intorno al 1500 o poco prima, e ben presto influenzarono il design dei mazzi di carte di altri Paesi europei.

Anche in America i mazzi cominciarono ad usare i quattro semi moderni. Quando il poker fece capolino negli USA, agli inizi del 19° secolo, si usavano già.

Qualche produttore, nel corso degli anni, ha provato a sperimentare un po', creando mazzi di semi differenti. Negli anni '30, ad esempio, la United States Playing Card Company creò un mazzo di 65 carte con un quinto seme, le aquile, stampato in verde. Più o meno nello stesso periodo, in Inghilterra, fu prodotto un mazzo con un quinto seme in blu, le corone.

Quei mazzi non fecero presa, ovviamente, e i giochi di carte come il poker continuarono ad evolversi usando solo i quattro semi standard.

Ovviamente, parlando di Texas hold'em, i quattro semi hanno lo stesso valore. Per esempio, le mani migliori di Texas hold'em sono le scale colore, ma una scala colore di picche vale tanto quanto una scala reale di cuori (o di qualsiasi altro seme).

Mentre i semi sono essenzialmente intercambiabili quando parliamo del valore delle mani nel Texas Hold'em, esistono giochi di carte in cui i semi seguono una scala di valori. Di solito, quello di picche è il più alto, seguito da cuori, quadri e infine fiori.

In realtà, il valore dei semi a volte salta fuori anche nel poker. Per esempio, nel razz il giocatore con la door card di valore più alta paga il bring-in. Se due giocatori hanno la door card più alta, si usano i semi per determinare chi paga il bring-in, in base alla scala picche-cuori-quadri-fiori.

In ogni caso, negli anni semi e simboli hanno sicuramente aggiunto un elemento estetico importante al design delle carte da gioco, oltre al loro significato all'interno dei giochi stessi.

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