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Tornei Knockout che passione, ma occhio a questi 5 rischi!

di Matthew Warburton per PokerStarsblog.com

I tornei in formato Knockout (KO) o Progressive Knockout (PKO) sono ormai i più gettonati su PokerStars.it (ma anche sul .com!) e questo è un dato di fatto. Ne abbiamo discusso spesso con i giocatori più esperti della piattaforma italiana, ma la ragione è di per sé evidente: con la "taglie" (cioè la parte di denaro che si riceve eliminando un avversario) si possono vincere premi molto più interessanti rispetto ai tornei normali. Inoltre, c'è la possibilità di andare in pari o addirittura guadagnare qualcosa anche quando non si raggiunge la zona in the money.

Nei tornei KO si crea quindi una duplice tendenza: da un lato quella a prendersi dei rischi per incassare una o più taglie; dall'altro a non farsi eliminare dal torneo, visto che può essere profittevole in qualsiasi livello!

I due concetti chiave dei tornei con bounty sono semplici:

- avversario è short = buon bersaglio

- bounty alto = +EV giocare per prenderlo

Ma chi sono le prede migliori nei tornei di questo tipo e quali invece le "mine vaganti"?

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Le prede

Gli short stacks - Abbastanza ovvio: per prendere la taglia di un giocatore, questo deve avere meno chips di noi. Meglio ancora se ne ha molte meno. Questi giocatori sono le prende numero 1.

Giocatori che hanno una taglia... notevole - Stiamo naturalmente parlando di chi ha già eliminato parecchi avversari e quindi, nel formato PKO, ha a sua volta incrementato il proprio bounty (ricordiamo che nel formato PKO una parte delle taglie incassate, di solito il 50%, va ad aumentare il valore della propria taglia). Più alta è la taglia del nostro bersaglio, maggiore diventa la propensione a prendersi dei rischi per eliminarlo, soprattutto se è uno short stack (caso meno frequente).

Avversari loose con stack da corto a medio - Qui il discorso è sulla tipologia di giocatore, piuttosto che sul suo bounty. I giocatori loose hanno tendenza a strafare nei tornei KO/PKO, soprattutto quando sono short (o anche medium) stack. Molto probabilmente forzeranno il gioco con apertura marginali, sulle quali è possibile light-callare e poi, nella fase post-flop, indurre al bluff soprattutto quando c'è la possibilità di prendere una taglia.

Giocatori avventati e dotati di big stack - Anche se la taglia fa gola, non dobbiamo dimenticare l'importanza di continuare ad accumulare chips e proseguire nel torneo. Una buona occasione si presenta quando individuiamo un avversario che, grazie ad uno stack importante, sta puntando troppo ad incassare bounty. Farà qualche mossa avventata e a quel punto non dobbiamo avere paura di chiamare: dietro l'angolo potrebbe esserci un comodo double-up.

Players deboli nella fase postflop - Le taglie non si vincono solo con il gioco preflop. E' importante prendere nota di quei giocatori che fanno grossi errori sul board, per esempio rischiando l'intero stack con punti medio-bassi o in draw o con bluff azzardati al river. Anche da loro possono arrivare importanti 2-up, se non addirittura qualche bel bounty.

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Attenzione a questi 5!

Big stack che ci coprono - E' ovvio che siano proprio questi giocatori ad incutere timore: con tante chips dietro, possono permettersi di "bullare" il tavolo, soprattutto se sanno come farlo. Si tratta soprattutto di un fattore psicologico: sanno che un colpo perso contro di loro può estromettere dal torneo e pertanto fanno leva sul fattore paura. Non cadiamo nella trappola della frustazione: scegliamo con attenzione gli spot giusti per fare la nostra mossa.

Situazioni marginali contro giocatori con bounty modesti - Non è necessario giocare sempre per la taglia, soprattutto quando questa è modesta (nei PKO). Mettere a rischio la prosecuzione nel torneo in situazioni di questo tipo è un errore. Molto meglio cercare di accumulare chips, raggiungere il final table e a quel punto giocare per bounty molto più importanti.

Giocatori tight con stack da medio a basso - La tipologia del giocatore la dice lunga: sta aspettando la mano buona per metterle tutte in mezzo e fare double-up. A un giocatore di questo tipo, che non è una minaccia immediata o costante per il nostro stack, non ha senso regalare chips: aspettiamo la nostra premium hand.

Mano marginale contro giocatori loose con tante chips - In precedenza abbiamo detto che i giocatori loose sono un ottimo bersaglio nei torneo Knockout. Ma c'è anche un "lato oscuro" in questa situazione: farci trasportare dalla voglia di combatterli con mani marginali. Tante chips e atteggiamento disinvolto significano quasi sempre un "easy call" che potrebbe tradursi in "player out" per noi, se non aspettiamo lo spot giusto per attaccarli.

Professionisti in grado di outplayarci negli spot difficili - I tornei Knockout non sono solo una questione di short stack vs big stack. Le chips si possono perdere (anche tutte) in action postflop, contro giocatori professionisti, regular o comunque avversari più forti di noi - a volte bisogna saperlo ammettere! In questi casi evitiamo di giocare fuori posizione o con mani marginali: questi "tipi" non vedono l'ora di sfilarci lo stack e il bounty da sotto il naso!

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