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Una chip e una sedia: la leggendaria rimonta di Jack Straus

"È finita" si dice alla fine: finché possiedi un gettone che ti consente di conservare il posto al tavolo, la partita è ancora aperta e tutto può succedere. È questa la filosofia vincente dietro la pokeristica espressione "A chip and a chair", che letteralmente significa "una chip e una sedia". Ma da dove nasce questo incoraggiante e abusato modo di dire?


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Per scoprirlo bisogna tornare indietro all'inizio degli anni ottanta e rievocare l'impresa del mitico Jack "Treetop" Straus, protagonista di una rimonta semplicemente incredibile. Nel corso della sua carriera il famoso giocatore statunitense ha vinto due volte il braccialetto delle World Series of Poker ed è finito per tre volte al tavolo finale del Main Event, eguagliando le gesta di colleghi illustri come Doyle Brunson, Stu Ungar e Johnny Chan. Ma è nell'edizione 1982 delle WSOP che lasciò davvero il segno.

Ai tempi il Texas hold 'em non era ancora un altisonante evento televisivo e in questa storia la leggenda si fonde con i fatti realmente accaduti ma la tenacia di Jack Straus, che vinse il torneo ripartendo dall'unica chip rimasta, non si discute. Dopo aver perso una mano nella quale credeva di aver piazzato tutto lo stack, Straus fece per alzarsi ma il dealer segnalò che c'era rimasto ancora un gettone da giocare. Una fiches casualmente sopravvissuta alla sfortunata giocata, in cui lo stack era stato piazzato in mezzo al tavolo, senza dichiarare il fatidico "all-in".

Invece di abbattersi, da quel preciso momento Straus raccolse tutta la concentrazione, iniziò a giocare in maniera ancora più aggressiva. Il vento cambiò talmente tanto che finì per ritrovarsi al primissimo posto. Qualcuno colloca l'episodio al tavolo finale, raccontando di una chip da 500. Qualcun altro parla di rimonta partita dall'inizio, direttamente al primo giorno del Main Event WSOP, precisando che il miracoloso gettone non era da 500 ma da 25. E purtroppo non è possibile domandare qualcosa a Jack, che ci ha lasciato nel 1988, a soli 58 anni.

La sua memorabile impresa resta comunque un esempio positivo per tutti gli appassionati di poker sportivo e al giorno d'oggi, nella fraseologia da torneo, "a chip and a chair" si utilizza per commentare una situazione di gioco in cui lo stack del player si è ridotto quasi fino all'ultimo, quando è molto difficile ribaltare le sorti della partita. Difficile ma non impossibile.

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