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Bugsy Siegel, il visionario incompreso di Las Vegas

Benjamin "Bugsy" Siegel non era certo uno stinco di santo ma la città di Las Vegas deve comunque moltissimo a questo visionario personaggio americano con un debole per il glamour. Alla fine degli anni quaranta, negli ultimi mesi della sua movimentata vita da gangster, Bugsy decise di reinventarsi imprenditore per inseguire un sogno dal sapore hollywoodiano e fece costruire il famoso hotel casinò "Flamingo", inaugurando un'era sfavillante di luci e divertimento che cambiò per sempre il volto di quella zona desertica del Nevada.


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Il Flamingo oggi si presenta così
Fonte: Wikipedia

Il Flamingo originale, che sorgeva dove c'è il giardino con piscina del resort attuale, era semplicemente il più grande e lussuoso di tutta Las Vegas, il terzo complesso di questo tipo ad aprire sulla Strip e il più vecchio tra quelli storici ancora in piedi.

A quanto pare, lo sfarzo voluto dall'ossessionato Siegel aveva fatto lievitare il budget per la costruzione da 1,5 a 6 milioni di dollari. E questi costi fuori dalla norma non erano ben visti dai loschi uomini d'affari coinvolti nel progetto. Nelle primissime settimane di lavoro il casinò si ritrovò oltretutto in perdita e l'uomo perse definitivamente la fiducia dei sospettosi soci, e Bugsy venne ucciso appena sei mesi dopo l'inaugurazione, datata 26 dicembre 1946, freddato da un killer venuto quasi certamente per regolare i conti dell'albergo.

In realtà, la storia ci dice che il Flamingo si è rivelato uno dei più grandi investimenti degli ultimi due secoli. Già nel 1991, ai tempi del film biografico con Warren Beatty, la stima di quei 6 milioni investiti nel lungimirante sogno di Bugsy parlava di ricavi impressionanti, pari a 100 MILIARDI DI DOLLARI! Il successo di questa faraonica formula contribuì inoltre a spianare la strada alle tantissime strutture simili che hanno trasformato Las Vegas in una vera e propria "capitale dell'intrattenimento", dotata di uno sviluppo economico costante e apparentemente privo di crisi.

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