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IPT 2011: Pagano alza la picca al cielo

Il primo agosto del 2011 rappresenta una data indubbiamente speciale per Luca Pagano, di quelle da tatuare sulla pelle. Chi segue dall'inizio questo cavallo di razza saprà già com'è andata la storia. Luca entra nella scuderia di PokerStars.it nel lontano 2004, all'età di 33 anni. I piazzamenti di prestigio non mancano di certo, tra tavoli finali di EPT e WSOP, ma nonostante tutti gli ITM continua a mancare la prova schiacciante del suo talento. La proverbiale ciliegina sulla torta.

L'ennesima occasione d'oro per vincere un titolo importante si ripresenta nel 2011, durante la tappa Sanremese dell'IPT organizzato proprio da PokerStars, quando il campione trevigiano arriva all'ultimo tavolo con uno stack che gli consente di partire da una pregiata terza posizione. La dea bendata può sempre fare la differenza, ma in questi casi per spuntarla sugli altri bisogna soprattutto evitare di perdere la testa e metterci tutto il cuore. Ed è esattamente quello che fa Luca.

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Luca Pagano nel suo momento di gloria

Sempre concentrato, Pagano gioca un poker impeccabile sfruttando anche le mani più marginali, ingrassa il proprio stack con una coppia di assi per poi proseguire dritto fino al testa a testa finale. L'heads-up contro il temibile Dan Murariu dura più di due ore ed è molto molto combattuto. Partito davanti, con 1.500.000 chips in più del rivale, a un certo punto il Nostro si ritrova addirittura ad inseguire, fino al momento della svolta (un colore al turn tradotto in un double-up) che ribalta di nuovo la situazione. A decidere la partita è uno scontro preflop: AQ di Pagano contro Q9 di Murariu. Questa volta il board è finalmente dalla parte di Luca.

Il trofeo a forma di picca conquistato in quella giornata sanremese ha il sapore impagabile dei trionfi meritati, attesi da una vita. È la prima vera vittoria di un ragazzo che ha creduto nel poker sportivo fin dalla notte dei tempi. Che ha iniziato a giocare sul web nella preistoria, per poi realizzare il sogno di diventare un professionista sponsorizzato. Uno che nell'attesa del colpaccio ha comunque lavorato duro frantumando tutti i record (si parla di un milione e mezzo in carriera guadagnato ai tavoli prima di questo IPT). Un campione talentuoso quanto umile, a cui tutta l'Italia pokeristica guarda come modello, ancora di più, dopo quel primo agosto del 2011.

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