pokerstars.it

Outs contro Douts

Tutti i pokeristi che si rispettino conoscono perfettamente il termine "Outs", col quale si intendono tutte le carte utili ancora nel mazzo che possono migliorare la nostra mano dopo il flop o il turn, ma non tutti loro hanno necessariamente sentito parlare delle meno famose "Douts", eppure rivestono un ruolo altrettanto importante quando è il momento di fare dei calcoli in una mano di poker e prendere delle decisioni.

Se avete bisogno di una rinfrescata per quanto riguarda un po' di matematica di base del poker come Odds, Pot Odds e Outs vi consiglio di leggere questo mio vecchio articolo prima di procedere ulteriormente con l'approfondimento di oggi. Il problema di fondo è che, quando parliamo di outs, la frase "migliorare la nostra mano" non coincide necessariamente con "vincere il piatto" e quindi nei nostri calcoli delle pot odds faremmo meglio ad inserire anche la nuova variabile, le "douts". Una out non è più buona se oltre a migliorare la nostra mano finisce anche per dare all'avversario un punto migliore del nostro; allo stesso tempo una out non è più buona (anzi è terribile..!) se siamo già drawing dead (ovvero se il nostro avversario ha già chiuso un punto imbattibile e nessuna carta nel mazzo può farci vincere la mano ANCHE se migliorasse comunque il nostro punto).

E' un errore grossolano quello di considerare le outs come carte VINCENTI invece di considerarle solo come carte che MIGLIORANO il valore relativo della nostra mano, eppure la maggior parte dei giocatori incappa in questo problema più spesso di quanto non si creda. Il termine "dout" fu usato per la prima volta da Mike Petriv nel suo libro "Hold'em Odds Book", successivamente è stato ripreso da Mattew Hilger nel suo "Odds e probabilità".


alberto-russo-team-pro-pokerstars.jpg

Secondo le loro convenzioni la dout può assumere un valore tra 0 e 1. Una dout con valore 0 rappresenta una carta che migliora la vostra mano ma al contempo non ha nessuna possibilità di far diventare quella mano la mano vincente (siete drawing dead). Una dout con valore 1 significa invece che centrando quella carta avrete un punto imbattibile (il nuts). Di conseguenza se siete sicuri al 50% che una carta migliorerà la mano fino a renderla vincente, dovreste ridurre la vostra out a 0,5 di un dout. Se siete sicuri al 75% allora il vostro out vale 0,75 di un dout e così via. Contare le outs/douts non è una scienza esatta ma può diventare una buona approssimazione man mano che diventiamo più bravi nel valutare il range dei nostri avversari.

Mi ricordo che rimasi molto impressionato dal libro "Ogni mano rivelata" di Gus Hansen quando lo lessi la prima volta proprio perché lui metteva proprio questo tipo di ragionamenti su carta ogni volta che doveva prendere una decisione su un piatto grande o strategicamente importante. Per esempio, mettiamo che io abbia KQo su un board con JT52 rainbow. Avrei 8 outs per la scala nut con qualsiasi A o 9 e sei outs per un K o una Q. Questi ultimi 6 outs dovrebbero essere ridotti, dato che il mio avversario potrebbe avere già una doppia o un set, o magari i nostri 6 outs potrebbero migliorare la sua mano in una che ci batterebbe (la nostra coppia potrebbe trovarsi di fronte ad una scala, una doppia o anche esssere battuta da un kicker migliore).

Contro un solo avversario queste sei outs andrebbero ridotte a 3 douts se pensate che un K o una Q vi aiutino a vincere la mano un 50% delle volte. In questo caso avreste un totale di 11 douts (8 douts per la scala nut + 3 douts per le overcard) a fronte delle 14 outs. Secondo la regola del 2 e del 4 (vedi articolo linkato sopra) avreste circa il 28% (14 outs x 2) di possiblità di migliorare la vostra mano con l'ultima carta a scendere, ma con una stima di vincere il piatto di circa il 22% (11 douts x 2).

Contro due avversari dovreste stimare che con K o Q vincereste solo una volta su sei (totale di 9 douts = circa il 18%) e contro tre avversari probabilmente dovreste escludere del tutto la possibilità di vincere con K o Q, rimanendo solo con gli 8 out della scala nut.

So già cosa vi starete chiedendo: "Si Alba tutto bello, ma dove trovo la tabellina delle douts per calcolare di quanto ridurre le outs di volta in volta??". Che io sappia non esiste da nessuna parte, si tratta di approssimazioni, d'altronde sono stime che s'imparano a fare con l'esperienza al tavolo e nelle quali naturalmente nemmeno i grandi pro sono immuni dal fare errori. Come sempre più si diventa bravi a capire cosa ha in mano il nostro avversario e meno errori si commetteranno nel fare questo genere di stime.

La morale della favoletta è chiara: non sono tutte outs quelle che luccicano...!

Archivio