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Chris Moneymaker: "The Moneymaker Effect... effect?"

Mi sono preso una pausa di riflessione in questo periodo. Sono stato a Toronto negli ultimi tempi, ho giocato su PokerStars e passato un po' il tempo in attesa dei prossimi impegni.

Ho giocato anche su Full Tilt, divertendomi in alcuni eventi FTOPS incluso il torneo 25-game mixed, che mi ha costretto a capire cosa diamine sia il poker irlandese. Nel frattempo ho strutturato la programmazione per la primavera e l'inverno. Tornerò qui nel mio appartamento a Settembre per giocare il WCOOP. Sarà un periodo piuttosto impegnato, affronterò il maggior numero di eventi possibili. Dopo mi presenterò all'UKIPT dell'Isola di Man a Ottobre, poi, a Novembre, sarà la volta del BSOP Millions in Brasile e dell'EPT di Praga a Dicembre. Nel mese di gennaio, invece, mi cimenterò al PCA. Ho quindi una programmazione completa per almeno i prossimi sei mesi.


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Sono coinvolto anche in alcuni progetti "play money" su PokerStars. Stiamo infatti lavorando su alcune nuove idee per questa modalità: promozioni e altri modi per spingerne lo sviluppo. È stato infatti introdotto il "Billionaires Club", di cui sono membro, sempre per "play money" su PokerStars. È dunque possibile giocare high-stakes anche "play money": funzionano come i giochi con soldi veri.

Quando non giocavo mi sono dedicato alla lettura di un nuovo libro pubblicato questa estate. Il suo oggetto mi suona leggermente familiare: "The Moneymaker Effect" di Eric Raskin. Il libro costituisce lo sviluppo di un articolo di Raskin relativo al Main Event WSOP 2003. Se avete letto l'articolo, saprete che al suo interno trovano spazio molte interviste di persone che hanno disputato le WSOP di quell'anno. Il libro aggiunge qualche intervista con gli aggiornamenti "in tempo reale" su ciò che i partecipanti pensavano durante lo svolgersi del torneo. Vi sono anche informazioni sulla storia del poker precedente e successiva a quell'anno.

È piuttosto interessante leggere ciò che altri hanno detto su quell'evento, riguardo il mio gioco, il torneo in generale, il Binion (la location, n.d.r) e ogni altra cosa. Al di là della mia storia, ci sono state personalità incredibili coinvolte al tavolo finale di quell'anno. Giocatori del calibro di Amir Vahedi, Dan Harrington e Sam Farha. Finalisti che hanno reso memorabile quel Main Event per molte persone.

È una situazione che non si presenta nei Main Event attuali, dove la maggior parte dei finalisti è costituita da giovani e più riservati player dell'online. E ovviamente le radicali differenze tra me e Sam hanno reso le cose anche divertenti. Sam era senza dubbio il grinder di Las Vegas, il tipico pro, e il fatto che le persone a quel tempo non sapessero molto riguardo al poker ha reso la sua personalità ancora più interessante. In realtà ogni posto del tavolo finale era occupato da personaggi degni di nota. È stata una sorta di tempesta perfetta, che non si è più presentata da allora.

Se state cercando una lettura estiva e volete scoprire qualche notizia in più sulle WSOP 2003, vi consiglio il libro di Raskin. È fatto un ottimo utilizzo delle interviste, attraverso le quali è raccontata la storia. Mi ricordo quando scrissi il mio libro all'epoca, non sapevo come stabilire un dialogo con i lettori e coinvolgerli. Sono grato a Raskin che è stato capace di rispondere a queste aspettative includendo tutte queste diverse prospettive.

Cercare di parlare con qualunque persona coinvolta e raccogliere i loro punti di vista, come ha fatto Raskin, è probabilmente il miglior modo per scrivere la storia del poker. Non credo ci sia qualche altro libro di poker come questo. O forse sì, e se mai nel futuro sarà scritto si chiamerà The Moneymaker Effect effect.

Chris Moneymaker è membro del Team PokerStars Pro

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