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Matthias Brandner: "La psicologia nel poker"

Come in ogni aspetto della vita, la psiche ricopre un ruolo importante nel nostro modo di percepire e reagire alle cose. Ciò è particolarmente evidente nel poker, data la sua natura di attività intellettuale. In questo articolo voglio affrontare i principali problemi legati al poker. Vale a dire, quanto sia approssimativa la nostra percezione, come ciò può tradursi in tilt, e come gestire queste fasi di gioco. Spiegherò anche perché queste cose accadono, e vi fornirò suggerimenti per migliorarvi o risolverle.


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Nel poker ci sono due categorie percettive. La percezione di noi stessi e degli avversari, e la percezione del gioco. Queste possono determinare due ordini di problemi:

1. formare un giudizio sbagliato su noi stessi o sugli avversari (ad esempio, sottovalutare o sopravvalutare le nostre/loro abilità)

2. formare un giudizio sbagliato sul gioco o, più in particolare, sui suoi risultati (ad esempio, "l'asso arriva sempre quando hai i re")

Non esiste un giudizio inappuntabile, ed è semplicemente umano e naturale formarsi delle opinioni, ma se sono troppo lontane dal vero, possono avere effetti disastrosi.

Il problema più frequente nel primo caso è costituito dal fatto che non accettiamo di metterci in discussione e ammettere gli errori. Abbiamo giocato la mano perfettamente, e il novellino di turno ha avuto fortuna ancora una volta. Ma le cose vanno sempre davvero così? Giochiamo sempre al meglio ogni mano e abbiamo una grande edge? Spesso è utile fare un passo indietro e tenere traccia delle nostre mosse durante una sessione. Possiamo così valutare criticamente il gioco, assumendo un punto di vista esterno. Noterete probabilmente alcune cose da migliorare. Si può inoltre comprendere il punto di vista dell'avversario, pensare al suo gioco e cercare di essere più obiettivi nella valutazione delle sue capacità. Ci sono ovviamente alcuni casi banali, ma anche altri in cui i vantaggi di questa analisi possono risultare rilevanti.

Il nostro secondo caso, invece, è il risultato di un fenomeno psicologico chiamato "percezione selettiva". Ogni volta che percepiamo qualcosa, lo osserviamo in modo diverso, basandoci sulle nostre precedenti esperienze, credenze e percezioni. "Percezione selettiva" è un'espressione che descrive il manifestarsi dei nostri pregiudizi e delle preferenze, è ciò che vogliamo vedere e credere. A parte questo, eventi negativi o sconvolgenti sono vissuti con maggiore intensità rispetto quelli positivi e di conseguenza restano più impressi nella memoria.

Adesso, fatta questa premessa, penso che potete immaginare perché suckout e downswing sono vissuti in modo più inteso rispetto a situazioni differenti. Oppure perché avvertite come troppo frequenti certe bad beat. La percezione selettiva e il modo in cui archiviamo le informazioni sono processi automatici, difficili da cambiare o interrompere, ma è bene esserne consapevoli, e sapere perché certe cose ci appaiono in un certo modo. Se guardate ai vostri rendimenti, potreste scoprire che le cose non stanno esattamente come le pensate.

Questi due casi possono avere un effetto negativo sul nostro mindset, sulla capacità di generare profitto, e sulla nostra crescita. Possono anche contribuire ai tilt, argomento che voglio trattare nel prossimo paragrafo.

Come mai si presenta il tilt? Secondo me la ragione profonda è rappresentata dal senso di ingiustizia o iniquità che può determinarsi in certe situazioni ("Avrei dovuto vincere quella mano! Come posso essere stato così sfortunato! Non è giusto!"). Lo comprendo perfettamente e l'ho provato anche io per un lungo periodo. Ancora, di tanto in tanto, mi sento combattuto, perché fa parte della nostra natura arrabbiarsi quando ci impegniamo e facciamo del nostro meglio, e non raggiungiamo comunque i risultati previsti. Ci sono tuttavia diversi trucchi che possono aiutarvi, questi sono i miei due preferiti:

1. Se siete dei giocatori vincenti, e avete una certa edge nei confronti degli avversari, immaginate di essere il proprietario di un casinò. Vi arrabbiereste, come proprietario di casinò, se un giocatore avesse fortuna e vincesse? Credo proprio di no. Voi offrite un servizio e siete felici di avere tanti clienti.

2. Quando perdete una mano partendo da favoriti, potreste pensare che avreste dovuto vincere. Siete stati sfortunati. E so quanto ci si sente amareggiati. Ma dopo tutto, solo perché una cosa è probabile non è detto che sia certa. Avete bisogno comunque di una certa dose di fortuna! E per di più, la maggior parte dei suckout non sono neppure così sfortunati. Capitano una volta ogni due, ci sono cose molto più sfortunate che possono succedere. Essere sfortunati è probabile quanto non esserlo, e nel lungo periodo i due fattori si equivalgono.

Matthias Brandner fa parte del Team PokerStars Online

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