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EPT Monte Carlo: Glen Chorny incoronato nuovo campione dell’EPT Grand Final

di Stephen Bartley e Brad Willis
Foto © Neil Stoddart

Glen Chorny alza le braccia al cielo. Il suo A-5 ha avuto la meglio sul K-Q di Denes Kalo e lui è diventato il nuovo campione dello European Poker Tour Grand Final di PokerStars.com.

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Glen Chorny, qualificato PokerStars e campione dell’EPT Grand Final

Si è trattato dell’EPT più lungo, più grande e che ha fatto vedere il miglior poker nella storia della competizione. Quando il gioco è terminato e Chorny ha alzato il trofeo, i volti dei giocatori erano più eloquenti di mille parole. Sollievo, fatica e adrenalina erano quasi palpabili. Nel corso delle lunghe ore di questo tavolo finale erano stati impegnati in un grosso sforzo mentale, sapendo che soltanto uno di loro sarebbe emerso vincitore. In linea con quello che è stato il tema dominante di questa settimana, anche la conclusione è stata piena di suspense.

Si è trattato di una finale che avrebbe potuto prendere qualsiasi direzione. Antonio Esfandiari era vicino alla conquista di un traguardo straordinario in quanto, detenendo già un titolo del WPT e una vittoria alle WSOP, aveva bisogno della conquista di questo EPT per ottenere la ‘Triple Crown’. Poi c’era Luca Pagano, membro del Team PokerStars Pro, al suo terzo tavolo finale in un EPT ma ancora alla ricerca di una vittoria nonostante i ben nove piazzamenti a premi negli eventi EPT.

Poi avevamo Isaac Baron, indicato dai più come favorito per la vittoria finale e riconosciuto anche dai suoi avversari come il giocatore più forte al tavolo. La storia è piena di giocatori provenienti da internet che si trasformano in campioni anche nei tornei live, ma Isaac dovrà rimandare l’appuntamento con la conquista del suo primo EPT.

All’inizio della giornata di oggi, in corsa vi erano dieci giocatori. Dopo l’eliminazione di Stig Top Rasmussen e di Henrik Gwinner, ci siamo spostati sotto i riflettori e le telecamere del tavolo finale, dove i giocatori erano così disposti...

Posto 1. Denes Kalo -- Ungheria – 1.190.000
Posto 2. Michael Martin -- USA – 1.320.000
Posto 3. Luca Pagano -- Italia -- Team PokerStars Pro – 688.000
Posto 4. Valeriy Ilikyan -- Russia – 1.396.000
Posto 5. Antonio Esfandiari -- USA – 501.000
Posto 6. Maxime Villemure -- Canada – 1.206.000
Posto 7. Glen Chorny -- USA – Qualificato PokerStars – 3.613.000
Posto 8. Isaac Baron -- USA – Qualificato PokerStars – 2.853.000

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I giocatori del tavolo finale dell’EPT Grand Final


All’inizio a dare spettacolo è Luca Pagano, sostenuto dal padre Claudio che è seduto sugli spalti alle sue spalle visibilmente emozionato. Dopo poche mani Luca riesce in un double-up a spese di Isaac Baron. Questa la mano: Luca rilancia pre-flop con K-J, ma trova il contro-rilancio di Baron. Dopo averci pensato un po’, Luca decide di vedere. Dopo un flop con J carta alta, Baron, il quale ha uno stack molto superiore all’italiano, va all-in, prontamente chiamato da Luca. Isaac gira A-K, ma l’asso non arriva e Pagano raddoppia il suo stack.

Soltanto pochi minuti dopo, Luca rilancia di nuovo. Questa volta è Antonio Esfandiari a contro-rilanciare per l’intera entità del suo stack. Per vedere, Pagano deve mettere nel piatto ancora 480.000. Dopo alcuni istanti di esitazione annuncia il suo call. Esfandiari gira A-8 mentre Luca ha A-J. Il flop, K-10-Q, regala a Pagano la scala nuts e le speranze di Esfandiari si riducono al lumicino potendo l’americano sperare soltanto in tre outs che gli consentirebbero di dividere il piatto. Ma non è fortunato ed è costretto ad uscire in ottava posizione, portando comunque a casa la bella somma di 168.000 €.

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Antonio Esfandiari – 8° posto -- €168.000

Subito dopo l’eliminazione, la prima persona che si avvicina a Esfandiari per congratularsi e stringergli la mano è proprio il padre di Luca, Claudio Pagano. Più tardi Esfandiari ha dichiarato di aver commesso un errore, poiché sapeva, per avere studiato e compreso il modo di giocare di Luca, che l’italiano doveva avere una mano buona. Nonostante questo, dopo aver visto il suo asso, ha deciso di rilanciare. Puoi ascoltare le dichiarazioni di Antonio nel Video Blog di PokerStars qui sotto.

Intervista ad Antonio Esfandiari

Dopo l’uscita di Esfandiari, il gioco prosegue per un po’ senza ulteriori scossoni. Ma quando l’americano Michael Martin rilancia, il russo Valeriy Ilikyan gli risponde con un all-in. Martin chiama istantaneamente girando A-Q.

Per Ilikyan soltanto A-4. Al flop arrivano sia un asso che una donna. Turn e river sono ininfluenti e il russo termina la sua corsa al settimo posto per un incasso di 253.000 €.

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Valeriy Ilikyan—7°--€253.000

Dopo l’eliminazione dei due short stack, è ancora il giocatore del Team PokerStars Pro Luca Pagano a dare spettacolo. In un piatto che caratterizza la successiva ora di gioco, Pagano punta 500.000 su un board 9d 4d 2h 4s, quando il piatto è già di 814.000. Glen Chorny vede. Al river scende il Q di cuori e ancora una volta Pagano esce con una puntata, questa volta di 400.000. Chorny chiama e mostra una coppia di sei, che non è sufficiente a superare il KdQd di Luca. Improvvisamente Pagano balza al comando con 3,3 milioni in chips.

Pagano ha già raggiunto la zona premi in nove eventi dello European Poker Tour e quello di oggi è per lui il terzo tavolo finale. Ma in tutto questo, Luca non è ancora riuscito a centrare una vittoria. Questa volta, e con il padre in tribuna, sembra chiaro che Pagano senta l’odore di quello che sarebbe il suo primo titolo EPT.

Quindici minuti più tardi, Luca rilancia ancora una volta fino a 130.000 e Max Villemure contro-rilancia a 400.000. Pagano non ci mette troppo a dichiarare il suo all-in. Non si tratta di un rilancio da poco, ma Villemure, nonostante debba mettere ancora 1 milione di chips e rischi l’eliminazione, non si tira indietro. Chiama l’all-in e gira A-K. Per Pagano invece ci sono due jack. Il piatto, di oltre 3,4 milioni prende la direzione del canadese quando un asso si presenta al flop.

Questo piatto fa capire a tutti che le cose non sarebbero finite tanto presto. Quando alle 20:15 il torneo viene interrotto per la pausa cena, gli stack dei giocatori sono ancora tutti molto alti, e molti dei tanti giocatori esperti di tornei presenti in sala prevedono che il torneo non si concluderà prima dell’alba. Non sono molto lontani dalla verità.

Dopo il break, le cose per Luca si mettono subito piuttosto male e dopo soli 15 minuti dalla ripresa del gioco, deve purtroppo dare l’addio ai sogni di gloria. Dopo un rilancio di Denes Kalo di 125.000, Luca, dal bottone, va all-in. L’istant call di Denes non fa presagire nulla di buono per Pagano, il quale gira AJ. Per Kalo una coppia di donne. Il flop, K-7-7, non aiuta l’italiano che può a questo punto sperare soltanto in un asso. Che però non arriva e, dopo aver stretto la mano ai suoi avversari, Luca deve abbandonare la finale, “accontentandosi” dei 337.000 euro per il suo sesto posto.

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Team PokerStars Pro Luca Pagano – 6° posto -- €337.000

Dopo che vi erano stati ben due livelli senza eliminazioni, questa volta dobbiamo attendere soltanto 15 minuti per vedere uscire il giocatore successivo.

Lo stack di Michael Martin aveva subito nella giornata di ieri numerose oscillazioni. E anche oggi, con la chip lead che passa spesso da un giocatore all’altro, la cosa si ripete. Quando Glen Chorny rilancia pre-flop fino a 125.000, Michael, dal big blind, chiama. Al flop scendono 6-7-10. Michael fa check e Chorny punta ancora, questa volta 225.000. Martin rilancia fino a 675.000. E quando Chorny annuncia il suo all-in, per l’americano non vi sono altre opzioni che vedere. Per lui Q-10, per Chorny J-J.

"Non farmi scherzi," dice Chorny rivolgendosi al dealer, il quale asseconda la richiesta del canadese girando un asso al turn e un due al river. Il torneo di Martin si chiude qui, con un quinto posto e 421.000€. In appena 20 minuti, il tavolo si riduce da sei a quattro giocatori.

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Michael Martin –5° posto -- € 421.000

L’idea che questo tavolo finale sarebbe durato molto a lungo sembra non trovare più molti sostenitori quando, soltanto pochi minuti dopo l’eliminazione di Martin, Denes Kalo va all-in dopo che Glen Chorny aveva rilanciato pre-flop. Il canadese chiama e mostra A-3 di picche. Per Kalo A-Q. Le carte che servono a Chorny non arrivano e Kalo si ritrova improvvisamente chip leader con 4,5 milioni in chips.

Ma, in linea con lo spirito che ha caratterizzato tutto questo torneo, nessuno è intenzionato a mollare senza combattere lasciando che sia il fato a stabilire le sorti. E così Chorny si riprende il maltolto poco dopo a spese di Maxime Villemure, grazie a un A-J, che, dopo il jack al flop è sufficiente a fargli vincere un piatto da 1,7 milioni.

Fino a questo momento non vi è mai stato un chip leader ben definito e la finale ha assunto le sembianze di una sfida fra quattro giocatori praticamente alla pari. Il favorito resta, almeno dal punto di vista dei suoi coetanei e colleghi giocatori, Isaac Baron, spesso indicato come il miglior giocatore di poker fra quelli seduti oggi al tavolo.

Ci vogliono quasi tre ore prima dell’eliminazione successiva...

Poi, nel corso del 29° livello, assistiamo a un grosso piatto che vede scontrarsi Maxime Villemure, che apre il gioco con un rilancio, e Isaac, il quale contro-rilancia fino a 650.000. Maxim va all-in e trova il call di Isaac che gira una coppia di otto. Per Maxime invece una coppia di donne. Nessuno dei due migliora la propria mano e per Maxime si concretizza un double-up che lo porta intorno ai 4 milioni. Isaac perde così la sua chip lead ritrovandosi improvvisamente short stack con soltanto un milione in chips.

Ma dopo poche mani è Isaac ad essere fortunato. Decide, ormai corto, di andare all.in con Q-3 e trova il call di Denes Kalo che ha A-10. Quando tutto sembra perso per Isaac, che sembra ormai destinato a chiudere al quarto posto, una donna miracolosa si presenta al river consentendo al giovane americano di raddoppiare il suo stack. Dalla folla si solleva un coro di “oh”. Baron è di nuovo in corsa con oltre due milioni in chips.

Ma anche le storie migliori spesso si concludono in maniera brutale. Per Isaac la fine della storia è il suo A-Q che trova di fronte una coppia di assi. La mano coglie tutti di sorpresa e significa la fine del torneo per il favorito. Su un flop 6s2c7s Glen esce puntando 335.000 e Isaac inizia a pensare a lungo. Glen allora decide di chiamare il ‘clock’, costringendo il suo avversario a prendere una decisione entro 30 secondi e spingendolo all’all-in. Glen chiama senza pensarci un istante mostrando i suo due assi. Il nove di picche al turn (terza carta di picche sul board) consente ad Isaac di poter ancora sperare in un colore che però non si concretizza. Baron è fuori. Per lui il quarto posto e 589.000 €.

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Qualificato PokerStars --Isaac Baron 4° posto -- € 589.000

A questo punto entra in gioco un ulteriore elemento. Maxime aveva già mostrato nel corso della settimana segni di affaticamento dovuti allo stress di cinque intense giornate di gioco. A un certo punto inizia a sentire molto freddo, il che probabilmente influisce su quanto accade poco dopo.

Con Glen chip leader incontrastato con 6 milioni e l’arrivo del 30° livello che significa un aumento dei bui, è il momento di prendere delle decisioni importanti. Max va all’in con A-Q dopo un flop quasi perfetto 10-Q-3, e riesce in un double-up quando Glen chiama con Q-J.

Il torneo continua a procedere in maniera piuttosto lenta quando l’orologio segna ormai le 2:00. Ma, quando si attende una mossa di Denes che è ormai lo short stack, sono invece Max e Glen a darsi battaglia e a ridurre il campo a due soli giocatori.

Maxime limpa dallo small blind e vede un flop 10hAd4s. Dopo il J di picche al turn, Maxime punta 200.000 trovando il call di Glen. Al river si presenta il 9 di quadri e Maxime punta ancora, questa volta 450.000. Glen, senza esitazione annuncia l’all-in. Altrettanto velocemente Maxime chiama girando Q8 per una scala. Purtroppo per lui, Glen ha K-Q per una scala più grande e Maxime Villemure è costretto ad uscire con un comunque ottimo terzo posto e 715.000 €. Rimangono così in due a darsi battaglia per la conquista del titolo.

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Maxime Villemure –3° posto -- € 715.000

Ma ci vuole meno di un minuto perché il torneo si concluda. Dopo quasi dodici ore di gioco, Glen possiede una chip lead di 10 a 1 nei confronti dell’ungherese. Kalo sa benissimo che le sue poche ciance di vittoria passano per una mossa da fare in fretta. E così, quando trova KhQd, prima rilancia e poi, dopo il contro-rilancio all-in di Glen, decide per il call. Glen gira Ah5h. Il board si presenta in questo modo: AsQs6s6c10d. Glen Chorny è il campione dell’EPT Grand Final di PokerStars.com.

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Denes Kalo, 2° posto, €1.179.000

Dopo una stretta di mano prima al suo avversario Denes Kalo e poi al direttore del torneo Thomas Kremser, Chorny si gode il meritato applauso. Denes dopo questa notte porta a casa 1.179.000 €, mentre Chorny ne ottiene 2.020.000, oltre alla gloria che deriva dall’aver vinto il più grosso torneo di poker nella storia europea.

Monte Carlo è opulenta, affascinante e, naturalmente, costosa, fatto che non è sfuggito neanche ai giocatori che erano qui a contendersi dei premi milionari. "Ancora non ci credo" ha detto Glen in un’intervista con Kara Scott pochi minuti dopo la conclusione. E quando gli hanno chiesto come intende festeggiare i due milioni di euro vinti questa notte ha risposto: "Probabilmente andrò in un bar, ma non al Jimmy'z [il night club del Monte Carlo Bay]. È troppo caro."

Ma forse non lo è più per Glen, arrivato qui grazie ai tornei di qualificazione PokerStars Steps. Mentre i fuochi d’artificio illuminano la sala e la folla applaude il nuovo campione, troppo giovane per partecipare quando l’EPT ha avuto inizio quattro stagioni orsono, anche a noi sembra giusto salutarlo facendogli i nostri complimenti.

“Non mi sono mai sentito meglio di così," ha detto Chorny. "Mi sembra di essere una rock star.”


Nota del redattore: un ringraziamento speciale al Blog team di PokerStars per il grande impegno profuso nel corso di tutto il Grand Final. A Stephen, Ed, Steve, Chris, Lina, Noelia, Klaus, Robin, e Mad. Grazie di cuore. --BW

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