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LAPT Vina del Mar: da mezzo big blind alla vittoria

di Brad Willis e Change 100

Vina del Mar, Chile è lussuosa senza pretese. Per spiegarlo meglio: l'Hotel Del Mar è un albergo 5 stelle con una sala bingo al primo piano. Le stanze sono curate come accade in tutte le città del tour di PokerStars e lo staff è così gentile da mettere sotto un vassoio d'argento quello che avanza dal pranzo al ristorante e portarlo in camera. Nonostante detestiamo usare la parola "perfetto", dobbiamo affermare che è il meglio che si possa trovare in un poker tour.

Il Latin American Poker Tour ha trovato la sua Garden City dell'Oceano Pacifico e sapevamo che sarebbe stato il luogo perfetto per ospitare una tappa della seconda stagione. I giocatori sono arrivati da tutti i paesi del Sud America e da luoghi ben più lontani come l'Islanda, i Paesi Bassi e la Gran Bretagna. Il buy-in può non essere grande come quello degli altri circuiti ma lo spettacolo e la novità rendono questo posto speciale.

260 giocatori hanno investito in questo torneo per contendersi più di mezzo milione di montepremi e nonostante questo sia il quinto tavolo finale del LAPT, non c'è ancora stato un campione proveniente dall'America Latina. non fino a questa notte. Dopo tre giorni di gara (incluse due ore e mezza di periodo della bolla nel Day 2), abbiamo finalmente il vincitore. Dall'Argentina, Fabian Ortiz è il campione del LAPT Vina del Mar.

La storia di questo vincitore che un tempo gestore di discoteca vale la pena di essere raccontata. Nel momento in cui rimanevano quattro giocatori al tavolo finale, Ortiz aveva davanti solo mezzo big blind e ora è il campione del LAPT.

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Come è arrivato a questo punto è una lunga storia e per raccontarla è meglio partire dall'inizio della giornata.

Il tavolo finale è iniziato alla stessa velocità del periodo della bolla, in particolare il primo giro ha richiesto 40 minuti per essere completato.

Questo finale è partito lentamente e abbiamo assistito alla fine del torneo per il padrino del poker Uruguaiano, Jaime Ateneloff.

Damian Salas aveva già dimostrato di essere un giocatore senza paura e qualche volta fuori dalle righe. All'inizio dell'azione aveva controrilanciato per poi mostrare 9-2. Così, nel momento in cui ha rilanciato 33.000, l'uruguaiano con una coppia di 7 è andato all in per 80.000 chips per poi trovare il call di Salas che aveva in mano Qd-Js. Il flop era perfetto per Ateneloff: 6h-4s-4c.

Da sottolineare che recentemente Humberto Brenes ha adottato il grido di battaglia di uno dei giocatori del tavolo finale e cioè Jyries Aguad Saba detto Chiquitita. Brenes, amico del giocatore in all in Ateneloff, comincia a sostenerlo.

"Chiquitita! Chiquitita!" grida Brenes dagli spalti. "Quanti giorni ha una settimana? SETTE!" dice.

Nonostante le esortazioni il turn è una Qc che porta in testa Salas.

"SETTE!!" chiede ancora Brenes mentre arriva il river. Niente da fare, un 5s porta Ateneloff a uscire al 9° posto con tanto di applausi e un premio di $10.476.

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Ateneloff riceve la stretta di mano di Fabian Ortiz

L'uscita di Ateneloff non avvia il festival dell'all-in, anche se ci sono alcuni short stacks al tavolo. Tra loro c'è Eduardo Camia. Quando Damian Salas apre l'azione con un rilancio da 42.000, Eduardo Camia va all-in per un totale di 127.000 chipsl. Salas non impiega molto tempo per decidere il call. Camia con As-9s è in difficoltà contro 9h-9d di Salas. Il board Qs-5c-4d-4c-8d determina l'uscita di Camia all'8° posto che gli frutta $13.095.

Camia attende la sua sorte

Negli ultimi tre giorni era chiaro chi fosse il favorito del pubblico. Jyries Saba, giocatore locale della città ospitante, Vina del Mar, ha rotto il silenzio della sala da ballo del casinò con un grido di battaglia che lo contraddistingue. Il suo "Chiquitita" supera tutte le barriere linguistiche.

La folla di spettatori locali lo sta sostenendo e il grido di Chiquitita si sente più di ogni altra incitazione. Ad un certo punto del torneo, Saba era sceso a pochi blinds ma si è risollevato fino a raggiungere il tavolo finale sperando nella vittoria, ma non è accaduto.

Fabian Ortiz ha aperto i rilanci con 45.000 da early position e Saba vede dallo small blind. Il flop è Ks-5s-4d e Saba si dichiara subito all-in. Ortiz vede coprendo lo stack di Saba. La folla si alza in piedi e comincia a battere le mani gridando "Vamo Chiquitita!"

quando si scoprono le carte Saba mostra Kc-Jc e non è per nulla in forma contro Ortiz che ha Ah-Ad. La folla comincia a chiamare un K e un J, il dealer gira invece al turn un 8s e un 6c al river. Nulla da fare per Chiquitita e Ortiz vince il piatto enorme, portandosi in testa agli avversari.

"CHI! QUI! TITA!" continuano a cantare i suoi sostenitori mentre Saba, sempre sorridente, stringe le mani dei giocatori rimasti ed esce di scena.

Long live Chiquitita

Fino a questo punto non si erano ancora giocati piatti enormi, ma l'uscita di Chiquitita sembra cambiare le cose.

Damian Salas punta 78.000 pre-flop e Giannelli dopo averci pensato rilancia a 200.000. Dopo che Hernan Villa passa, Fabio Escobar dichiara il suo all-in. Salas passa subito e Giannelli, che deve aggiungere solo 4.000, mette nel piatto le ultime chips baciando le sue carte. Brutta notizia per Escobar perchè Giannelli che ha Ad-Ks è in vantaggio contro le carte di Escobar, As-Qd. Il board è 5h-4h-2d-8d-9c ed Escobar è il successivo eliminato.

Escobar cede contro Giannelli

Dopo questo piatto è Giannelli a portarsi in testa per la prima volta dal Day 1.

L'uscita di Escobar è seguita da quella dello short-stack Hernan Villa. Dopo aver passato la maggior parte della giornata con poche chips, finalmente decide per l'all-in ma non riesce a raddoppiare.

Tutti passano fino a Fabian Ortiz,che dallo small blind rilancia 115.000. Hernan Villa, con 30.000 delle sue rimanenti 95.000 già nel piatto come big blind, vede l'all in. Ortiz mostra Qs-7c e Villa gira le sue carte una per volta... 2d... e 6d. Il flop 7s-3s-3c lascia poche speranze a Villa e il Ts al turn lo lascia drawing dead. Un 9h senza ormai significato arriva a completare il board e villa lascia il torneo al 5° posto per $28.809.

Villa, looking for life #10

Pochi minuti dopo si gioca il piatto più grosso del torneo. Fabian Ortiz rilancia a 100.000 da bottone e Damian Salas controrilancia 300.000 dallo small blind. Ortiz annuncia l'all-in. Salas rapidamente aggiunge le sue 547.000 chips. Ac-Js per Salas e Tc-Th per Ortiz. Il board è 9s-Kh-Jc-6c-6s e Salas prende un piatto del valore di più di un milione.

Ortiz, rimasto con sole 18.000 chips, sembra pronto per il quarto posto. Non ha nemmeno il big blind ma contro tutte le probabilità prima triplica le sue chips e poi le raddoppia fino a coprire le chips di Leandro Balotin.

Sceso a 165.000, Leandro Balotin è il primo ad andare all in e Ortiz fa il call, coprendo Balotin di circa 55.000 chips. Balotin mostra Qs-5c, ha bisogno di un grande aiuto contro Ad-8d di Ortiz. I suoi sostenitori cominciano a chiamare "mujeres" (donna).

Il flop è Ah-2h-2d, e Balotin rimane a sperare per un runner runner. Il 6s al turn decide la sua sorte e il Jd al river non fa che confermarla. Il ragazzo tranquillo e gentile sta già stringendo le mani degli avversari prima di avviarsi verso l'uscita.

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Dopo un lungo break e un pò di gioco tranquillo a tre, la room quasi si addormenta, è già tardi e la folla quasi non si accorge del rilancio di Vincenzo Giannelli da bottone per 124.000. Ci si risveglia sentendo Damian Salas annunciare il rilancio dal big blind. "All-in," dice. La cifra nel piatto è 520.000.

Giannelli salta dalla sedia ed esclama, "I call! non stavo rubando!" e gira le sue carte sul tavolo: Ac-Qh.

Salas non può batterle con Ah-5s.

La folla lo incita cantando e il flop è 9d-3d-6s, con qualche speranza per i sostenitori di Salas.

"Quattro!" gridano all'unisono.

E così accade...ecco apparire un quattro di quadri.

Improvvisamente Salas riprende vita. Ha bisogno di un 5 un 2 o un 7 e invece arriva un 8 di picche.

Giannelli corre intorno al tavolo come un eroe che ha scongiurato la tragedia. I suoi supporters sottolineano il momento in un crescendo al grido di "Venezuela!" e "Vincenzo!"

Salas deve accontentarsi del terzo posto e di $52.380.

Salas stands in regret and Humberto Brenes celebrates with Giannelli

Così comincia la battaglia heads-up. Abbiamo l'eroe con il suo esercito di tartarughe a proteggere le sue chips e l'uomo che un'ora fa aveva davanti meno di un big blind, una battaglia epica.

Al momento dell'heads up, Giannelli è in vantaggio contro Fabian Ortiz per 1.524.000 a 637.000.

La storia di Giannelli ha il carattere di un eroica corsa verso la vetta. Con un coro che lo incita la gran personalità di Giannelli domina la scena.

Giannelli rilancia 120.000 da bottone e Ortiz va all in dale big blind. Giannelli vede e abbiamo Ad-6c per Giannelli e Kd-7c per Ortiz.

"Asso! Asso! Asso!" canta il coro venezuelano per Vincenzo una parola che in spagnolo ha una pronuncia simile ad una parola che nel poker non è proprio bella-- donkey.

Il flop è Tc-8d-6h, che accoppia il sei di Giannelli ma concede più out ad Ortiz che ha ora un proggetto di scala. I suoi sostenitori cominciano subito a chiamare "nueve."

E cosa arriva al turn? Proprio il 9d.

il contingente venezuelano si fa ad un tratto silenzioso mentre l'altro lato della tifoseria esplode in festeggiamenti per la scala di Ortiz. A questo punto i venezuelani cominciano a chiamare "siete" per una scala sul board che dividerebbe il piatto.

Ma non accade e arriva un 9s che fa raddoppiare Ortiz portando la situazione in parità. Dopo questa mano Ortiz ha 1,15 milion contro Giannelli a 999.000.

A questo punto la storia di Giannelli si trasforma in una potenziale tragedia e l'attenzione si concentra su Ortiz. Dopo essere rimasto con sole 15.000 chips nel livello 15.000/30.000 level, adesso ha la poissibilità di scivere la storia del LAPT.

Non ci vuole molto.

Accade prima di quanto ci si potesse immaginare. Vincenzo Giannelli rilancia 130.000, Fabian Ortiz annuncia all-in, e Giannelli vede, investendo in un solo colpo tutte le sue 899.000 chip. Ortiz ha As-Jc e Giannelli Ah-Td.

I flop, i turn e i river sono stati fino a questo momento incredibili ma l'ultima mano procede senza sorprese, il board è: 7c-Qc-4d-8c-6c.

Quando arriva il river, Ortiz comincia a saltare al grido di "Vamos!"

I suoi supporters si congratulano e Ortiz si volta verso Giannelli che gli prende la mano e sollevandola dichiara, "Il Campione!"

Giannelli per il secondo posto vince $58.570.

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Ortiz, ancora sconvolto, dichiara in seguito che era arrivato sperando solo di passare il Day 1. Quindi aveva rivolto le sue speranze verso la finale. Quello che è accaduto in seguito è ancora confuso nella sua mente ma sicuramente lo ricorderà.

A questo punto stringe il suo assegno da $141.426.

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***

Si conclude così il resoconto del torneo dal Chile. speriamo di tornare nella Stagione 3 del LAPT. Intanto la prossima tappa ci attende tra sei settimane quando raggiungeremo Punta del Este, Uruguay.

Per adesso è tutto, adios, amigos.

All photography © Joe Giron/IMPDI

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