5 cose da valutare prima di foldare a poker

giugno 20, 2022InPokerStars School

Dicono che non si possa vincere foldando, ma provate a raccontarlo a Doug Polk. Come Spraggy e Poker in the Ears, anche Polk ha vinto di recente un GPI Awards 2022, nella categoria Best Hand per il suo fantastico fold contro Phil Hellmuth (scala contro scala più alta).

Per quanto a volte possa sembrare noiosa, il fold è l’azione più comune nel poker e l’abilità di mollare il colpo in uno spot importante può fare la differenza tra rimanere in un torneo e venire eliminati. Detto questo, la gran parte dei giocatori di poker folda fin troppo, sia prima che dopo il flop, mantenendo da un lato il proprio stack, ma dall’altro perdendo opportunità per fare chip.

Foldare o non foldare? Questo è il problema. Perciò, eccovi cinque cose da valutare prima di gettare le vostre carte nel muck o di cliccare il tasto fold.

LA DIMENSIONE DEGLI STACK (E DELLE TAGLIE)

La possibilità di passare dalla visualizzazione in chip a big blind su PokerStars facilita il compito ai giocatori di poker che vogliono valutare la situazione dalla prospettiva della dimensione degli stack. Eppure, chi di noi non ha mai foldato una mano nella parte bassa del range da cutoff, per poi rendersi conto che il big blind aveva solo tre bui e una taglia da 20€ sulla sua testa?

Oppure, chi di noi non ha mai aperto con una mano debole da late position, senza prima controllare la dimensione degli stack dei giocatori seduti alla nostra sinistra, per poi subire uno shove e dover foldare?

Quando ricevete una mano, date un occhio agli stack dei vostri avversari prima di decidere di foldare o giocare. Controllate se ci siano stack vulnerabili o taglie che potete incassare, prima di passare la mano. Se c’è un raise prima di voi e state per foldare in automatico, fermatevi e ragionate: una 3-bet metterebbe in difficoltà il raiser, dal punto di vista del rapporto stack-to-pot (SPR)?

Non fatevi trascinare, però. Uno dei più grossi errori dei principianti è giocare pre-flop mani che andrebbero foldate, per poi trovarsi in situazioni complicate dopo il flop. Per esempio, se dopo di voi ci sono diversi giocatori con stack da shove potenziali, forse meglio restringere un po’ i range d’apertura in raise (RFI).

I VOSTRI AVVERSARI

Più tavoli aperti avete, più diventa difficile star dietro alle azioni dei vostri avversari. Se ci riuscite, e notate un giocatore che sta rilanciando in ogni piatto, potreste cominciare a reagire anche con mani che sono al limite del fold.

In alternativa, può essere che i giocatori seduti alla vostra sinistra stiano giocando molto tight. Se è così, potete cominciare ad allargare i range di RFI e rubare bui e ante senza incontrare molta resistenza, utilizzando mani che normalmente foldereste.

LE ODDS

Diciamo che il vostro progetto di colore non si è chiuso al turn, e il vostro avversario spara la seconda puntata. Forse è il momento di foldare, giusto?

Be’, non sempre. Valutate le odds, prima di gettare via le vostre carte. Se avete un progetto di colore con due overcard, pensate che centrare una coppia al river possa darvi la mano migliore? Se è così, potenzialmente avete altri sei outs.

Inoltre, considerate anche la dimensione della puntata di oppo al turn. Qual è il prezzo da pagare per restare in gioco? Se dai vostri calcoli l’affare è buono (e chiamare non impoverirà troppo il vostro stack), allora forse vale la pena vedersi il river.

LA BOLLA

Avvicinandosi alla bolla di un torneo, l’istinto naturale di molti giocatori è quello di chiudersi nella speranza di sopravvivere allo “scoppio” con quante più chip possibile. Dopo tutto, chiunque vuole andare a premio.

Usate questa consapevolezza a vostro vantaggio. Se avete uno stack grosso in zona bolla, potete mettere pressione al tavolo aprendo e controrilanciando con mani con cui foldereste in altre fasi del torneo.

In alternativa, se siete short stack, non foldate automaticamente prima di aver valutato la situazione. Diciamo che avete 10 big blind da small blind e che avete già cliccato sulla casellina del fold, supponendo che qualcuno rilanci prima di voi. Solo che nessuno lo fa. Se non vi foste fatti prendere dalla fretta di foldare, avreste potuto mandare la vasca contro un altro short stack, rubando bui e ante?

ICM

Allo stesso modo, mentre vi approcciate alle fasi finali di un torneo, potete mettere parecchia pressione a chi spera di superare il prossimo scalino dei premi. Quando il vostro stack è più grosso di quello degli avversari, che dunque contro di voi rischierebbero l’eliminazione, gli altri giocatori si comporteranno con maggiore cautela, permettendovi di aprire e controrilanciare con mani con cui avreste semplicemente foldato un paio d’ore prima.

In termini di ICM (Independent Chip Model, un modello matematico usato per calcolare l’equity generale di un giocatore durante un torneo), questo ha un impatto maggiore sui giocatori con stack medi. Uno short stack non vorrà uscire fino a quando uno ancora più short non verrà eliminato. Allo stesso modo, se siete chipleader, il giocatore secondo in chip si sentirà in qualche modo imbrigliato se al tavolo ci sono degli short stack.

Tutto ciò vi concede maggior spazio di manovra con mani con cui spesso foldereste.

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