I segnali manuali nel poker Texas Hold’em

settembre 27, 2022InStrategia

Che cosa sono i segnali manuali nel poker?

Chi non conosce ancora bene il poker, e in particolare chi ci arriva passando dai tavoli del blackjack, può pensare che esista una serie di segnali manuali usati dai giocatori per fornire informazioni o far comprendere al dealer le proprie intenzioni.

Una supposizione perdonabile, ci mancherebbe, ma sin dall’inizio è importante fare alcune distinzioni fondamentali tra gli altri giochi da casinò e il poker, in particolare i principali tornei di poker e i cash game organizzati nella case da gioco più importanti.

In molti giochi da casinò, incluso quello chiamato Texas Hold’em Poker (o Ultimate Texas Hold’em Poker), i giocatori giocano contro il dealer che rappresenta la “casa”, cioè il casinò stesso. Perciò, di solito i segnali dei giocatori hanno poca importanza e lo stesso vale per le informazioni che vogliono condividere sulle loro carte o sulle loro intenzioni di puntata. Le meccaniche del gioco non vengono influenzate da queste cose.

In quello che possiamo definire poker “normale”, però, è molto importante non divulgare informazioni agli altri giocatori in maniera nascosta. Qualsiasi segnale manuale non convenzionale non verrà visto di buon occhio e, con ogni probabilità, porterà ad una penalità.

Molti giocatori gesticolano ai tavoli, ma di solito senza un secondo fine

È anche importante notare che, durante una normale partita, non sono molti i segnali manuali usati dai giocatori di poker. Un giocatore di blackjack può picchiettare sul tavolo per farsi dare un’altra carta, o passare una mano sul panno per segnalare di non volerne altre; i giocatori di poker in realtà bussano sul tavolo per indicare il check e null’altro. Nel poker non esiste un segnale equivalente del “chiamare carta”.

Detto ciò, e dal momento che molti giocatori ancora fanno confusione sui segnali manuali nel poker, ecco una breve panoramica su come i poker player usano le loro mani.

Fold

Quando un giocatore deve affrontare la mossa di un avversario, e sta decidendo cosa fare in merito, c’è solo una mossa che richiede l’uso delle mani. È il fold: il giocatore deve restituire le carte al dealer. Ovviamente ci sono modi variopinti per effettuare la stessa azione. C’è il fold esasperato, durante il quale di solito il giocatore lancia platealmente le carte nel muck. C’è il fold arrabbiato, accompagnato da un sussulto e da un gesto più di stizza nei confronti del dealer. E poi c’è fold più passivo e noncurante, che ci fa capire come il giocatore non fosse realmente interessato a giocare la mano. Infine c’è il fold-senza-pensarci, con il quale le carte vengono gettate via manco fossero radioattive. Ma nessuna delle alternative precedenti è meglio del semplice fold gentile, lento, misurato, convenzionale e senza troppi fronzoli. In questo modo nessuno potrà carpire informazioni da utilizzare contro di voi nel prosieguo della partita.

Call

I giocatori più esperti lo sanno bene, ma i principianti spesso cascano dal proverbiale “pero”: al tavolo da poker le azioni sono quasi sempre vincolanti. Se dite “call” non potete poi dire “raise”, perché siete legati alle prime parole uscite dalla vostra bocca. E questo vale anche per qualsiasi cosa facciate con le vostre mani: se, per esempio, dopo la puntata di un avversario non dite niente, ma iniziate a spostare le vostre chip nel piatto, questo vale come un call. Non potete prima mettere qualche chip davanti a voi e poi aggiungerne altre: questo, in gergo, si chiama “string bet”. Allo stesso modo, non potete spingere le chip oltre la linea e poi riprendervele. Nel momento in cui fate l’azione in avanti, questa diventa vincolante. Perciò, anche se non esiste gesto manuale che segnali il “call” senza conferma verbale, qualsiasi movimento delle vostre mani che contengano delle chip, accompagnato dal silenzio, sarà interpretato come tale.

Raise

Ancora una volta, se rimanete in silenzio mentre spingete delle chip oltre la linea di puntata, durante una mano di poker, il gesto viene considerato vincolante. Perciò, se non dichiarate le vostre intenzioni sarà interpretato come un call (se il numero di chip è inferiore o uguale alla puntata precedente); soltanto se investirete più chip dell’avversario sarà considerato come un raise. L’unica eccezione – che potreste vedere spesso nei tornei più importanti – è il “one-chip call”. Questo significa che se mettete una sola chip oltre la linea – di denominazione più bassa o più alta rispetto alla puntata – il gesto viene considerato un call. Fate molta attenzione, in particolare se volete rilanciare. Non importa se la chip vale più della puntata – ad esempio quando lanciate una chip da 25k dopo una bet di 5k: se la chip è una sola e non fate alcun annuncio verbale, il vostro sarà automaticamente un call.

Check

Oh, ora sì che si ragiona. Il check è l’unica mossa comune nel poker per cui esiste un segnale manuale codificato, tra l’altro in vari modi diversi. In pratica, il check si fa colpendo in qualche modo il tavolo, ma mentre molti amatori (come quelli di Celebrity Poker Showdown ad esempio, o di qualche altro programma TV notturno) fanno la classica “bussata”, i più esperti utilizzano metodi meno riconoscibili. Come ad esempio il singolo colpetto col dito, diffuso tra quei giocatori abituati a ridurre al minimo i movimenti del corpo. Muovono solo un dito, mantenendo rigida ogni altra parte del corpo, nel tentativo di non dare informazioni. A volte i giocatori hanno le braccia incrociate davanti al corpo, e con una mano che abbraccia l’arto opposto. Così, danno un colpetto sul loro tricipite, segnalando il check.

Lo svantaggio principale di questa azione poco evidente è che si affida al fatto che il dealer a) noti il gesto o b) non confonda qualcos’altro per un check. Se il dealer non lo nota, si potrebbe creare un fraintendimento, con il giocatore che pensa che l’azione sia proseguita, mentre il dealer in realtà sta ancora aspettando un’indicazione percepibile delle sue intenzioni. L’altro problema capita quando il giocatore fa un minuscolo movimento prima di raggiungere le chip, inducendo il dealer a pensare al check. A volte, può essere necessario l’intervento del floorman.

L’unico consiglio che possiamo dare a chi può cadere in confusione, per quanto riguarda l’uso delle mani nel poker, è questo: nel dubbio, dichiarate la vostra azione. E l’ambiguità sparisce.

 

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