Consigli di Strategia nel Poker Texas Hold’Em

Per vincere al Texas Hold'Em, oltre che a buone carte, servono una certa dose di abilità e intelligenza: come in una partita a scacchi, anche nel poker la strategia è fondamentale, ed è importante conoscere quali mosse fare e quando farle.

Una partita di poker Texas Hold’Em richiede concentrazione, intelligenza e abilità: sono tantissimi i fattori da tenere in considerazione per adottare una strategia vincente. Non basta quindi inizare ad allenarsi con le prime partite di Texas Hold’em gratis fino ad arrivare a conoscere le regole del Texas Hold’Em alla perfezione per diventare un giocatore di successo, ma bisogna ragionare sulle mosse e conoscere le basi del gioco, in modo da poter avanzare velocemente di livello e cominciare a guadagnare cifre importanti grazie al proprio gioco.

La posizione nel Texas Hold’Em

La prima cosa che un giocatore di Texas Hold’Em deve sapere per imparare come si gioca a poker  costruendo una strategia vincente è la posizione al tavolo. In una partita di Texas Hold’Em, il bottone (detto anche Dealer) è l’ultimo giocatore a parlare nel gioco post-flop. Questa è una condizione di vantaggio poiché il giocatore che parla per ultimo ha la possibilità di prendere una decisione dopo aver valutato quelle degli avversari. Le posizioni al tavolo da gioco si presentano così:

Il bottone gira in senso orario e delimita le posizioni al tavolo da gioco. All’immediata sinistra del dealer c’è il piccolo buio (SB o Small Blind), poi il grande buio (BB o Big Blind). Queste posizioni sono considerate svantaggiose perché i giocatori che si trovano sui bui, oltre a dover appunto pagare i bui, sono anche i primi giocatori a parlare nel gioco post-flop, quindi dovranno prendere una decisione non avendo alcuna informazione sulla mano degli avversari. Immediatamente dopo i bui vengono gli Under The Gun, detti UTG, poi i giocatori in Middle Position, detti MP. Il giocatore che si trova a due posizioni dal bottone può essere anche chiamato Hi-Jack (HJ). Dopo l’Hi-Jack viene il Cut-Off (CO), cioè il giocatore che siede alla destra del bottone.

Le mani iniziali (Starting Hand) nel Texas Hold’Em

La maggior parte dei giocatori novizi commette l’errore di giocare troppe mani, anche quelle dette trash (spazzatura). Ogni mano iniziale ha un certo valore. Scegliere di giocare un certo range di mani piuttosto che giocarle tutte significa fare Hand Selection. Il valore di una mano dipende dalla sua equity, ovvero dalle possibilità che quella mano ha di vincere il piatto. L’equity di una mano che si vuole giocare preflop, non sapendo contro quali mani andrà a scontrarsi, va calcolata contro un range “random”, ovvero verso tutte le possibili combinazioni che questa mano potrà incontrare. Sebbene sia molto difficile conoscere a memoria l’equity di ogni mano, è possibile stabilire dei criteri generali secondo i quali una mano assume valore.

Nota: Negli esempi che seguono, “o” sta per offsuited ed indica due carte che non hanno lo stesso seme, mentre “s” significa suited, cioè quando due carte hanno lo stesso seme. Quindi 78s indica 78 di picche, 78 di cuori, 78 di quadri e 78 di fiori. 78o indica tutte le altre combinazioni di 78, cioè 7 di quadri e 8 di fiori, 8 di quadri e 7 di cuori, e così via.

Nota 2: Quando si parlerà di “equity” d’ora in avanti, s’intenderà l’equity di quella mano che preflop gioca contro un’altra mano sconosciuta. L’equity sarà approssimata al valore decimale più vicino per semplicità di calcoli. Se una mano ha il 60% di equity significa che quella mano perderà 6 volte su 10.

Le carte alte

Più le carte sono alte, più la mano è forte.

Esempio
AJo ha un’equity del 63%.
KQo ha un’equity del 61%.
Q6o ha un’equity del 51%.
65o ha un’equity del 40%.

Le carte che possono chiudere scala più facilmente

Il gap, cioè il divario fra due carte che possono chiudere scala, è inversamente proporzionale all’equity di quella mano preflop.

Esempio
JTo ha un’equity del 55%.
J9o ha un’equity del 53%.
J8o ha un’equity del 51%.
J7o ha un’equity del 50%.
J6o ha un’equity del 48%.
J2o ha un’equity del 44%.

Notare che quando due carte hanno un gap nullo, ovvero le due carte sono uguali, abbiamo una coppia in mano. JJ ha, infatti, un’equity del 77%.

Le carte suited (dello stesso seme)

Due carte dello stesso seme (cioè suited, che si indicano con “s”) avranno più possibilità di chiudere un colore rispetto a due carte di seme diverso (cioè offsuited, che si indicano con “o”).

Esempio
AJs ha un’equity del 65%.
AJo ha un’equity del 63%.
JTs ha un’equity del 57%.
JTo ha un’equity del 55%.
24s ha un’equity del 37%.
24o ha un’equity del 33%.

Maggiore è l’equity di una mano, maggiori saranno le possibilità di aggiudicarsi il piatto allo showdown.

Table Selection: scegliere le partite di Texas Hold’Em

Prestare attenzione alla scelta del tavolo di Texas Hold’Em può essere una carta vincente. Nel poker tenderemo a perdere soldi contro giocatori forti e a vincerne contro quelli scarsi. Questo significa che sederci ad un tavolo di giocatori forti può essere divertente, ma sicuramente renderà più difficile il nostro guadagno. Per questo motivo molti professionisti adottano la cosiddetta “Table Selection”, cioè studiano attentamente i tavoli ai quali hanno la possibilità di sedersi, cercando di giocare partite con i giocatori deboli ed evitando quelli forti. Ha più senso, dal punto di vista del guadagno, scegliere, in base ad un criterio, il tavolo dove sedersi, piuttosto che sedersi al primo tavolo che capita.

Nel Texas Hold’Em è importante studiare gli avversari

Il poker è un gioco d’informazioni, dove prevalgono i giocatori che riescono a usarle al meglio. Conoscere il gioco dell’avversario, capire come ragiona e intuire quali carte potrebbe avere in mano è la chiave del successo. Idealmente, il giocatore migliore è quello in grado di capire quali carte ha in mano l’avversario. Per avvicinarsi a tale conoscenza sono necessarie informazioni. Per questo motivo, durante una partita di Texas Hold’Em, è di fondamentale importanza studiare gli avversari e osservare attentamente come giocano. In questo modo si potrà scegliere di adottare una strategia risolutiva in base al gioco che vogliamo contrastare.

Giocare in bankroll

Giocare a poker per divertirsi è un conto, fare del poker una professione è un altro. Il concetto di bankroll è tenuto in considerazione dalla maggior parte dei giocatori professionisti. Per bankroll si intende il capitale a disposizione per giocare a poker. Giocare una partita di Texas Hold’Em da €100, quando si ha solo €100 sul conto, potrebbe non essere una buona idea in termini di guadagno: potrebbe capitare di giocare una partita perfetta ma, nonostante ciò, di perdere a causa di un colpo sfortunato. Per questo motivo è bene avere a disposizione più buy-in per le partite che si sceglie di giocare, e più saranno le quote d’iscrizione a disposizione, maggiori saranno le possibilità di abbattere la varianza e i momenti negativi. Ogni giocatore dovrebbe utilizzare al meglio le possibilità per incrementare il proprio bankroll, ad esempio giocando i freeroll, dei tornei a partecipazione gratuita che mettono in palio un montepremi offerto dalla poker room, oppure sfruttare il bonus iniziale gratuito.

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