Saturday, 25th May 2024 08:09
Home / Analisi mano: quando e perché fare un overbet al turn su PokerStars NL100

Oggi portiamo su queste pagine una mano giocata ai tavoli cash game NL100 di PokerStars.it, molto interessante perché è perfetta per comprendere meglio come funziona un’overbet.

Entriamo subito nel vivo dell’azione!

Le donne da primo a parlare

Hero spilla QQ da UTG in un tavolo da cinque giocatori. Una mano assolutamente forte, che va rilanciata praticamente in ogni situazione e da ogni posizione.

Chiama solo il BB, che come sempre ha buone pot odds per chiamare. Considerando che il rilancio arriva da una early position, il range sarà un po’ più stretto, ma ancora pieno di molti suited connector, broadway e coppie.

Un flop… standard!

Scende il flop J95, abbastanza sconnesso e senza overcard per hero: un’ottima cosa! BB checka, e non ci da molte info, è presumibilmente con tutto il range.

La nostra continuation bet half pot è abbastanza standard, ci aspettiamo una frequenza di check-raise molto bassa formata perlopiù da progetti di scala, set e doppie coppie. Quando arriva il call è più facile che si tratti di una semplice coppia, anche se restano possibili mani più forti e progetti.

Un turn fuori misura!

Al turn 4 arriva la parte interessante: il BB checka ancora e probabilmente nemmeno qui andrebbe mai in donk-bet, quindi di nuovo non ci aiuta a restringere il suo range.

A questo punto dobbiamo considerare i due range in gioco per capire qual è la mossa migliore da fare. Il BB può avere sporadici set di 9, di 5 e in rari casi anche di J, doppie coppie formate da J-9 e 5-4 (probabilmente J-5 e 9-4 le folda preflop), e molte coppie come J-10, 9-8, K-9, K-J, 6-5 eccetera.

Una grossa porzione è composta da tutti i draw di scala possibili (Q-10, 10-8, K-10, Q-8…) e con questo secondo cuori non ci sarebbe da meravigliarsi se avesse qualche progetto di colore, composto dai suoi J-X suited, 5-X suited e progetti di scala che sono diventati combo-draw.

Ma noi invece cosa rappresentiamo? Per il momento un range molto largo, composto da tante mani di valore e tante mani di bluff. Sicuramente non abbiamo altrettanti J-9, ma possiamo avere più probabilmente J-J, A-J e le overpair. I nostri progetti di scala sono inferiori, ma possiamo avere molti più flush-draw (perché al flop avremmo c-bettato in bluff molti backdoor).

Abbiamo il vantaggio di nuts, cioè abbiamo un numero di mani forti superiore a quello del nostro avversario, e il turn è un “brick” (fatta eccezione per un possibile progetto di colore). Sono due condizioni ideali per provare un’overbet!

L’overbet è una puntata di entità superiore al piatto, che tipicamente viene fatta per mettere in difficoltà l’avversario: l’idea è di fare questa mossa sia con mani molto forti che con bluff (correttamente proporzionati) così un avversario con una mano di media forza non saprà se chiamare e rischiare di perdere un grosso piatto, o foldare e rischiare di farci vincere con un bluff.

Ovviamente bisogna fare attenzione a non usarla se è l’avversario ad avere le mani migliori. In questo caso, Hero ha le overpair, più set, e anche più top pair con kicker buono. A bilanciare tutto questo, ci sono alcuni draw di colore e di scala, e altri bluff “puri” con un po’ di equity data dalle overcard.

Insomma, Hero punta €19,75 su un pot di €11, e l’avversario arriva quasi fino alla fine del time bank per chiamare. Evidentemente, l’idea di metterlo in difficoltà ha funzionato!

Al river… si torna nei ranghi

L’ultima carta è un 7, che fondamentalmente non cambia nulla. L’avversario checka per la terza volta, probabilmente pronto ad arrendersi a una terza puntata.

In effetti anche questa situazione poteva essere ideale per un’overbet, ma Hero ha pensato che i lunghi secondi di riflessione dell’avversario prima di chiamare al turn fossero un timing tell. I progetti mancati folderanno lo stesso, ma le mani di medio valore come le top pair?

Alla fine Hero presume che davanti a un all in o una puntata esagerata potrebbero passare, allora preferisce una puntata robusta ma non esagerata: €39 su un piatto di €50,50.

L’avversario decide di chiamare proprio con top pair QJ. È stato bravo a non farsi spaventare dalla size e chiamare al turn, perché è una mossa che avremmo fatto anche con tante mani molto peggiori, purtroppo per lui questa volta si è trovato una di quelle più forti.

L’overbet in poche parole

Ci sono alcune situazioni in cui puntare una cifra molto alta si rivela la scelta più efficace.

La prima cosa da ricordare è che non dobbiamo farla solo con le mani forti o solo in bluff, altrimenti sarà troppo facile per gli avversari prendere contromisure. Quando pensiamo a un’overbet, chiediamoci con quali mani faremmo questa giocata, e assicuriamoci che ci sia un certo bilanciamento tra valore e bluff.

Poi bisogna controllare quale dei due range in gioco è più incline ad avere le mani migliori su un certo board. Se è l’avversario, abbandoniamo in fretta l’idea!

Spesso l’overbet si rivela più funzionale quando al turn o al river cade una carta che non dovrebbe aiutare l’avversario a migliorare il suo punto: tendenzialmente deve essere una carta bassa, che non completi colore né scala.

Trovare gli spot ideali per un’overbet è molto importante: ci permetterà di vincere piatti più grandi e/o far foldare mani migliori… ma non abusatene!

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