Continuano le analisi delle mani più belle che si sono giocate nel tour di Poker Live più longevo di questo gioco, il PokerStars European Poker Tour, che questa volta ci porta nello “Scoglio”, così simpaticamente ribattezzato dagli stessi abitanti di Malta, dove, nel 2025, si giocò un tavolo finale dai toni tecnici molto interessanti.
La mano in questione è quella giocata tra Aliaksei Boika e Adria Calonge quando il field rimasto in gioco era di 5 effettivi sugli 898 iscritti.
Boika-Calonge: la lotta tra bui
Dopo aver pagato Small, Big Blind e Ante, i due protagonisti della mano si ritrovano a giocare un colpo in cui i loro tre avversari decidono di non effettuare mosse, per cui la dinamica Blind Versus Blind è quella che caratterizza questa mano.
Boika parte con 2,24 milioni in chips che è anche lo stack effettivo di questo colpo, visto che Calonge copre il bielorusso con un patrimonio pari a 4,26 milioni. Si sta giocando il livello numero 29, Small Blind 50.000, Big Blind 100,000, Big Blind Ante 100.000 e Boika decide di aprire a 300.000 la mano, allungando la size di quel tanto che serve a diversificarla rispetto ad una size di rilancio normale, come peraltro capita molto spesso quando si giocano dinamiche di BVB.
La mano con cui apre Boika è A♦J♦ e la size lo impegna in modo pesante in relazione al proprio stack. Lo spagnolo che agisce da Grande Buio e, in caso di suo All In, difficilmente Boika rinuncerebbe al call; detto questo Calonge si ritrova in mano J♣9♠ e la sua difesa è corretta.
Aliaksei Boika courtesy PokerStars & Danny Maxwell
Non quotato il check di Calonge al flop
I due sono alle prese con un flop wet, molto coordinato che spesso si avvicina al range di chi ha chiamato, visto che dalla parte dell’OR dovrebbero esserci in teoria molti Assi e Kappa più meno forti, qualche Broadway e, ovviamente, i range forti o le coppie medie e e basse, mentre in quello di Calonge ci sono più carte medie, esattamente come quelle che cascano al flop.
Con A-J, il check di Boika è quindi sensato. Non è una resa: l’asso alto mantiene valore di showdown e una puntata rischierebbe soprattutto di far passare mani peggiori, ricevendo invece azione da coppie e progetti dotati di buona equity.
Calonge possiede jack-high e un progetto di scala a incastro e un otto gli permetterebbe di completarla. Avrebbe potuto puntare per provare a far passare alcuni assi alti, ma il check back è ugualmente comprensibile. Conserva tutta la propria equity e non si espone a un eventuale check-raise all-in da parte dello stack più corto.
Ancora un check di Boika al turn
Al turn casca una donna di quadri, Q♦ e la dinamica della mano non cambia moltissimo rispetto a quella precedente, visto che entrambi decidono di checkare ancora una volta, però ci sono da fare un paio di puntualizzazioni.
La donna migliora maggiormente il range percepito di Boika, che può aver aperto da small blind con A-Q, K-Q, Q-J e numerose altre Q-x. Con A-J, inoltre, il bielorusso aggiunge un progetto di scala gutshot: un re al river gli consegnerebbe la Broadway. Boika potrebbe sfruttare la carta per effettuare una piccola puntata, ma il check rimane probabilmente la soluzione più prudente. Il suo asso alto può ancora vincere allo showdown e, con uno stack ridotto, iniziare a gonfiare il piatto senza una coppia sarebbe rischioso.
Il check di Calonge è più sorprendente. Con J-9, lo spagnolo passa da un semplice gutshot a un progetto bilaterale: sia un otto sia un re completerebbero la sua scala. J-9 rappresenta quindi un buon candidato per una semi-bluff bet, perché possiede equity quando viene chiamato e può far passare immediatamente molti A-high e K-high. Inoltre avrebbe qui la possibilità di chiudere il colpo con pochi rischi e sarebbe stato meglio provare le forze al suo avversario che ha dimostrato una certa debolezza in ben due strade.
EPT Malta a 5 left. Courtesy PokerStars & Eloy Cabacas
Il river che paira il board
A completare il board ci pensa un 6♣ che paira il board e per la terza volta il bielorusso checka, dando campo libero al suo avversario che, nella maggior parte dei casi, se dovesse checkare dietro si concederebbe al punto dello Small Blind.
Calonge, dopo aver mancato il progetto di scala, cambia improvvisamente passo e punta 850.000, una cifra superiore al piatto o comunque molto vicina a un’overbet, probabilmente, nella sua testa, per rappresentare tanto valore. La size racconta una storia estremamente polarizzata. Calonge sta dicendo di possedere un sei, un full house o il nulla assoluto. Difficilmente una donna o un dieci sceglierebbero una puntata così grande: quelle mani avrebbero interesse a ricevere un call da combinazioni peggiori e utilizzerebbero normalmente una size più contenuta.
Il problema per lo spagnolo è che la sua linea di valore è relativamente stretta. Molte Q-x e T-x avrebbero puntato al turn, mentre set e doppie coppie avrebbero spesso cercato di costruire il piatto prima del river. Restano soprattutto le mani contenenti un sei, che sul river hanno chiuso trips o full house, unica mano veramente plausibile per una size di questo tipo.
Il corretto call di Boika
Boika utilizza quattro time bank prima di chiamare con asso alto. Il dato matematico aiuta a comprendere la difficoltà della decisione. Boika deve mettere 850.000 per provare a vincere un piatto che, dopo il suo eventuale call, raggiungerebbe quota 2.400.000. La soglia minima richiesta è dunque:
850.000 / 2.400.000 = 35,4%
Boika deve ritenere che Calonge stia bluffando poco più di una volta ogni tre. Il call rimane quindi molto impegnativo, ma non matematicamente estremo se il range dello spagnolo contiene abbastanza progetti mancati.
Considerato lo stack del bielorusso, questo è un call frutto di un ragionamento profondo che gli ha permesso di vincere un gran bel piatto.
Foto in homepage: Adria Calonge courtesy PokerStars & Eloy Cabacas
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