Saturday, 17th October 2026 09:00
Home / Coppola-Abreu, QQ contro AA: perché il call al turn vale più dello showdown

L’analisi della mano che vi proponiamo in questo articolo potrebbe prestarsi a più interpretazioni e, con giocatori diversi, probabilmente si sarebbe potuta concludere con un All in & Call pre flop, ma una donna salvatrice fece gioco del nostro Enrico Coppola.

Il contesto è il final table dell’European Poker Tour Main Event di Parigi del 2026 di PokerStars, per una volta cominciato a sette left e non a sei, all’inizio del quale il portoghese Jorge Abreu, che poi risulterà il vincitore del torneo.

Abreu con gli Assi e 10 volte lo stack di Coppola

Il livello di apertura del FT è 100.000/150.000 con BB ante 150.000.

Abreu parte quindi con circa 150 BB, Coppola con appena 15 BB, inoltre è praticamente la seconda mano del final table e Gogniat era appena rimasto cortissimo dopo il double-up di Schneiders: l’ICM pesa tantissimo su Coppola.

I premi partivano da €179.350 per il 7° fino a €1.148.600 per il vincitore.

Abreu apre UTG a 300.000, 2 BB, con A♠A♥ e Coppola con una coppia di donne, Q♥Q♣ decide semplicemente di chiamare.

Diciamo subito che in un torneo normale, con 15 BB, QQ contro un open è naturalmente una mano da 3-bet all-in quasi sempre. Ma qui non va liquidato affatto il call come una giocata passiva: c’è un fortissimo elemento ICM.

Coppola è uno degli short stack e alle sue spalle c’è addirittura un giocatore rimasto con pochissimi bui, i tre di Gogniat.

Dall’altra parte c’è il chip leader con 150 BB, che può aprire molto e mettere una pressione enorme sugli stack medi e corti.

E’ una decisione che ha fatto storcere il naso a molti, ma va soppesata in relazione al peso del torneo, del momento e, soprattutto, del contesto di premi e stack in gioco.

Jorge Abreu EPT Parigi 2026 Courtesy PokerStars & Danny Maxwell

Super flop per Coppola

Il piatto che si è formato dopo il fold dei Bui è esattamente di un milione e Coppola non ha nemmeno due SPR, lo Stack-to-Pot Ratio, cioè il rapporto tra stack effettivo rimasto e piatto all’inizio di una street.

Le prime tre carte comuni sono Q♦4♦2♥.

I due decidono entrambi di checkare e questa è una buona mossa di Coppola, che deve tenere tutti i range di bluff e di valore del suo avversario e non può permettersi di spaventarlo in nessun modo.

Inoltre il check-back di QQ protegge tremendamente il range di check di Coppola: il chip leader non può automaticamente interpretare il suo check come debolezza.

Turn pairato, l’azzurro non chiede di meglio

Al turn casca un altro quattro rosso, 4♥ che apre così il doppio draw di quadri e di cuori, Abreu fa nuovamente check e Coppola punta 400.000 su circa 1 milione, quindi 40% pot.

La size è molto buona. Non c’è nessuna necessità di gonfiare il piatto: vuole essere pagato da AA, KK, JJ, TT, Qx e draw, oltre a lasciare ad Abreu la possibilità di reagire, cosa che puntualmente succede.

Il portoghese check-raisa a 850.000 e adesso Coppola qui continua a provare a nascondere la sua mano, chiamando senza metterle tutte dentro.

L’analisi della mano a questo punto ci fa propendere sul fatto che, in caso di push dell’italiano, Abreu difficilmente avrebbe foldato ulteriori 3,5 Big Blind su quel piatto, a meno che il portoghese non potesse avere aria completa con mani come TJ/89 e simili senza draw, che difficilmente giocano in questo modo.

In ogni caso Coppola continua a voler procrastinare la mano per provare a realizzare il massimo valore al river, cosa che, ancora una volta, si rivela vincente.

Coppola subito dopo la mano vinta con Abreu. Courtesy PokerStars & Danny Maxwell

Si chiude il draw a cuori al river

Al river scende una carta che non preoccupa affatto Coppola, 8♥, anzi, ai suoi occhi potrebbe essere una di quelle che aiutano ancora di più, fatto salvo che, lo ripetiamo, a questo punto Abreu non folda più niente e pensa, probabilmente, che i suoi assi siano ormai vincenti.

Qui non c’è praticamente nulla da analizzare dal punto di vista di Coppola: QQ è quasi il nuts assoluto. La sola mano naturale che lo batte è 44, che farebbe poker di quattro.

Abreu ci pensa, utilizza alcuni time bank e manda Coppola all-in per 1,1 milioni dentro circa 2,7 milioni; Coppola deve mettere 1,1 milioni per un piatto finale da circa 4,9 milioni: gli serve appena il 22,4% di equity, con QQ è ovviamente un call automatico.

La mano può giocarsi da sola, ma…

La mano di Coppola è soprattutto una trappola costruita in tre passaggi:

flat preflop, poi check-back flop, poi call del check-raise turn.

Ogni volta Enrico rinuncia all’azione più aggressiva possibile per tenere dentro la range di Abreu e lasciargli l’iniziativa.

Sul flop QQ contro AA è già circa 90% favorito; dopo il 4 di cuori del turn, Abreu ha sostanzialmente soltanto i due assi rimasti nel mazzo per superarlo al river.

Coppola, dunque, non ha quasi più bisogno di proteggere la propria equity: deve semplicemente trovare il modo di far mettere ad Abreu l’ultimo milione nel piatto.

E ci riesce.

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