Il processo REM – Massimizzare

PokerStarsSchool | 10 mesi fa in Texas Hold’em Odds and Probabilities

L’ultimo concetto (e probabilmente il più importante) del processo REM è il massimizzare. Massimizzare significa estrarre il massimo valore dalla propria mano, effettuando la giocata migliore.

Cosa significa massimizzare?

Per massimizzare si intende riuscire ad effettuare la giocata ottimale con la nostra mano contro il range dell’avversario, in modo da vincere quanti più soldi possibile quando abbiamo la mano migliore, e perderne il meno possibile quando abbiamo quella peggiore.

Quando abbiamo la mano con l’equity migliore, il nostro obiettivo è quello di far andare nel piatto quante più chips possibile, mentre quando abbiamo l’equity migliore vogliamo vedere le carte successive al minor prezzo – oppure foldare direttamente la nostra mano.

Per riuscirci, dobbiamo avvicinarci al gioco espresso dalla Teoria fondamentale del poker, che dice:

Ogni volta che giochiamo una mano in maniera differente da come l’avremmo giocata se avessimo potuto vedere le carte del nostro avversario, lui guadagnerà; ogni volta che giochiamo una mano allo stesso modo di come l’avremmo giocata se avessimo potuto vedere le carte del nostro avversario, noi guadagneremo.

Ovviamente, non è una cosa così semplice come potrebbe sembrare: infatti, noi non possiamo vedere le carte del nostro avversario, e le informazioni che riceviamo durante il corso della mano difficilmente potranno portarci a restringere il suo range ad una sola mano. Per questo, dobbiamo cercare di effettuare la migliore giocata in base alle informazioni che abbiamo ricevuto, cercando di assegnare un range al nostro avversario e di stabilire l’equity della nostra mano contro questo range.

Poker Table

Puntare e rilanciare

Ogni volta che puntiamo o rilanciamo, poniamoci questa domanda:
“Voglio che il mio avversario foldi, o che chiami?”

Se vogliamo che chiami, stiamo puntando per valore.
Se vogliamo che foldi, stiamo puntando in bluff.

Se non sappiamo cosa vogliamo che faccia il nostro avversario, allora è meglio non puntare.

Puntare per valore

Apriamo il gioco da CO, e l’avversario sul BB chiama. Noi abbiamo A♦K♣, ed al flop scendono A♠9♥7♠. Su questo flop, dobbiamo andare in continuation bet. Perché? Perché la nostra mano ha una buona equity contro il range dell’avversario, che potrà chiamarci con un A più debole, con un progetto di colore – o anche in floating, perché stiamo effettuando una c-bet abbastanza standard.

Ammettiamo che il piatto fosse di €10; puntando €8, non diamo al nostro avversario le pot odds necessarie per seguirci con un progetto di colore; quindi, ogni volta che chiama, lo abbiamo indotto a commettere un errore.

Puntare in bluff

Apriamo il gioco da CO, e riceviamo il call dal giocatore sul BTN. Abbiamo A♠Q♠, ed al flop scendono 10♠2♥7♠. Noi checkiamo, ed il nostro avversario punta 2/3 pot. A questo punto, possiamo raisare, grazie alle nostre due overcards più il progetto di colore nuts. Ma poniamoci la domanda: vogliamo che il nostro avversario chiami o foldi?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo conoscere il range del nostro avversario. Ammettiamo che abbia un range del genere:

Come possiamo vedere, la nostra equity è inferiore rispetto a quella del range del nostro avversario. Perciò, in questa situazione, stiamo puntando per far foldare il nostro avversario – ovvero in bluff.

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