Le azioni comuni e perché le facciamo

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In questo articolo parleremo di alcune delle azioni più comuni che effettuiamo ai tavoli verdi, i pro ed i contro di ognuna di queste mosse, ed i motivi per cui scegliamo di metterle in atto.

Checkare al turn con una buona mano (TPTK, TPGK, overpair marginali)

Il turn è spesso la strada in cui avrete già legato un ottimo valore, oppure la mano con cui andrete a perdere parte dei vostri soldi.

Si tratta forse della strada più difficile da giocare. Perciò, con mani buone ma con le quali non siamo sicuri di essere nuts, checkare può essere un’ottima opzione. Checkare al turn ci permettere di raggiungere una serie di importanti obiettivi per il prosieguo della mano, come:
Mantenere il controllo del piatto. Con mani come TPTK, solitamente, non vogliamo giocare piatti troppo grandi. Così, quando checkiamo al turn, riusciamo a gestire molto meglio il piatto.
Showdown economici. Il concetto è pressoché uguale a quello del pot control. Arrivare allo showdown senza spendere troppo, in determinate situazioni, è davvero importante.
Indurre al bluff. Alcuni avversari vedono il check al turn come un segno di debolezza, e provano spesso ad approfittarne con una bet al river (o al turn se sono in posizione su di noi) con una mano che, di fronte ad una nostra bet, avrebbero foldato.

Tuttavia, l’altra faccia della medaglia è che in questo modo non proteggiamo la nostra mano. Quando checkiamo al turn, stiamo praticamente regalando una carta al nostro avversario – o stiamo facendo decidere a lui quanto spendere – quando, con buone probabilità, abbiamo la mano migliore. Ma se è vero che con questa mossa stiamo perdendo equity, lo stiamo facendo per averne un maggiore ritorno in futuro. Con mani come TPTK o TPGK siamo spesso in situazioni di way ahead/way behind, e checkare al turn ci permette di arrivare allo showdown facilmente e spendendo poco.

Uscire puntando con buone mani

Come possiamo puntare con il nuts in questa situazione? Voglio dire, abbiamo il nuts, dobbiamo slowplayarlo.

È così che la pensa la maggior parte dei giocatori amatoriali. Nota: slowplayare non è quasi mai la scelta corretta! Quando floppiamo una buona mano – come scala, colore o set – la miglior cosa che possiamo fare è: bet, bet, bet. Vediamo perché:
– Mani forti = piatti grossi. Se vogliamo ingrandire il piatto, dobbiamo mettere soldi in mezzo. Puntare ci permette di ingrandire il piatto e di prendere più valore dalle nostre mani forti.
– Deception. Chi gioca aggressivamente il nuts? “Non può avere poker, perché altrimenti non avrebbe puntato”. La maggior parte dei vostri avversari la penserà così. Approfittiamone.
– Quando abbiamo scala o colore, ci sono carte che possono bloccare la nostra azione. Se floppiamo colore, ed al turn scende la quarta carta di cuori, molto probabilmente non verremo più chiamati. Lo stesso vale per le scale. Cerchiamo di ingrandire il piatto quando abbiamo una buona mano, prima che i nostri avversari non siano più disposti a pagarci.
– Infine, la cosa più importante: se il nostro avversario non ci ha chiamato al flop, non sono molte le carte al turn che potrebbero invogliarlo a chiamarci e che battiamo. A volte può capitare che succeda, ma è raro. Inoltre, una linea come check/call, check/call, bet risulterebbe sospetta a chiunque – nel raro caso in cui il preflop raise, seguito da un check/call, non lo sia già.

Draw

Buona parte dei giocatori di poker amatoriali segue questo mantra: “Non giocarti troppi soldi se non hai un punto”. Tuttavia, la maggior parte dei draw dovrebbero essere giocati in maniera aggressiva, o non dovrebbero essere giocati affatto. Alcuni draw – come 4/5 di scala colore, 4/5 di colore + coppia, 4/5 di colore nut – hanno talmente tante outs che, al flop, sono addirittura le mano favorite, seppur marginalmente. Quando floppiamo un draw, la cosa migliore da fare è puntare; se poi abbiamo un monster draw, dovremmo addirittura provare a far finire nel piatto tutto il nostro stack. Ecco perché:
– Deception. Sono pochi gli avversari che crederanno che abbiamo chiuso il nostro colore al river, dopo aver puntato per due strade.
– Ingrandire il piatto. Con la dead money presente nel piatto, soprattutto nei multiway, abbiamo un’edge in equity che non possiamo lasciarci scappare. Inoltre, è bene avere un piatto da vincere ogni volta che chiudiamo i nostri draw.
– Immagine. Se qualcuno ci vede giocare troppo aggressivamente un draw – o addirittura giocarci tutto il nostro stack – potrebbe etichettarci come pazzi, e darci azione più spesso. Ed avere azione quando abbiamo una mano molto forte è divertente.

Conclusioni

Per concludere, ecco alcune tra le domande più frequenti, ed alcune delle cose che ho imparato giocando e frequentando i forum.
Osservatori/principianti: molti dei regular che conoscete potrebbero sembrare “irraggiungibili”. In realtà sono esattamente persone come voi, che hanno appreso anche grazie all’aiuto di altre persone. Non abbiate paura di porre loro qualche domanda o di chiedere loro i ragionamenti su una determinata mano. La maggior parte di loro sarà disponibile a darvi dei consigli. Inoltre, se pensate che qualcuno stia sbagliando, ditelo. Non importa che sia lo stesso David Sklansky a postare una mano; se pensate che ci sia qualcosa di sbagliato in un ragionamento, fatelo presente e spiegate perché secondo voi è sbagliato, e la maggior parte delle volte riceverete come risposta i perché di quel determinato ragionamento.

Reads: le reads sono spesso sottovalutate, ma sono importantissime nel poker. Quando vedete qualcosa di strano ad un tavolo, prendete nota. Più informazioni avrete sui vostri avversari, meglio potrete giocare contro di loro. “Perdete” tempo a cercare di capire come ragiona il vostro avversario, e sfruttiamo questa conoscenza per exploitarlo.
Prima di postare una mano, cerchiamo se ne è già stata postata una simile. Se avete una domanda su come giocare il vostro TT su baby board fuori posizione, probabilmente la risposta che state cercando è già stata scritta su un altro post.

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