Lungo periodo e analisi del rischio

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La singola mano o la singola sessione non contano nel poker. Per essere giocatori vincenti, dovete riuscire ad entrare nell’ottica che la vostra carriera di giocatori di poker è un’unica, lunghissima sessione. In questo articolo vi spiegheremo su cosa dovete concentrarvi per riuscire ad entrare in quest’ottica.

Lungo periodo – come funziona?

Nel poker è davvero raro mettere le proprie chips in mezzo con il 100% di possibilità di vittoria, e anche quando stiamo al 95%, significa che ci sono ancora possibilità di perdere. Dobbiamo realizzare che la varianza nel poker è una componente imprescindibile, e che questa porta ad avere degli swing – che si possono notare nel nostro grafico di Hold’Em Manager. Quando analizziamo i nostri risultati, dobbiamo tenere in conto un numero di mani abbastanza ampio, perché una singola sessione non è un parametro sufficiente per giudicare il nostro gioco.

Lungo periodo – quanto dura?

A questa domanda non esiste una risposta inequivocabile. Servirebbe un campione di mani tale che la componente fortuna si avvicini quanto più possibile allo 0. Per poter dire di essere giocatori vincenti, a volte basteranno 100.000 mani o 3.000 tornei, mentre altre volte serviranno 1 milione di mani o 15.000 tornei. Molta importanza va data a cosa giochiamo: più alta è la varianza della partita che stiamo affrontando, più ampio sarà il campione di mani necessario per stabilire se siamo giocatori vincenti o meno – ad esempio, se giochiamo Sit&Go hyper turbo servirà un campione molto più ampio rispetto ai normal, o se giochiamo tornei con 1.000+ iscritti servirà un campione più ampio rispetto a tornei con 200 iscritti.

L’importanza del bankroll in relazione al lungo periodo

Quando salpiamo con una barca in mare, possono succedere diverse cose, come ad esempio una tempesta. Se la barca è solida, avremo sicuramente più possibilità di sopravvivere. Se non lo è, anche con il miglior capitano del mondo a disposizione, i rischi di andare incontro a qualche disastro sono maggiori – perché la barca non è affidabile al 100%. Immaginiamo che la barca sia il nostro bankroll, e la tempesta sia un downswing. Se non abbiamo un bankroll abbastanza solido, i rischi di non sopravvivere ad un downswing saranno considerevolmente più alti. È per questo che il bankroll management è uno dei concetti in assoluto più importanti nel poker. Potremmo essere anche i giocatori più bravi del field che stiamo affrontando, ma la varianza non guarda in faccia a nessuno, e senza un bankroll adeguato rischiamo di andare rotti.

“Il lungo periodo ci farà vincere quel che ci spetta” – è solo un mito.

Anche se due giocatori con le stesse abilità giocano lo stesso numero di mani, non è detto – anzi, è alquanto improbabile – che vinceranno lo stesso importo di denaro. Immaginate questi due giocatori al tavolo finale di un EPT. Entrambi vanno in all-in, uno con AK e l’altro con QQ. Probabilmente, entrambi hanno fatto la scelta corretta, con la differenza che uno di loro perderà la mano e vincerà (ad esempio) €50.000, mentre l’altro potrà giocarsi le sue chance di vincere €500.000. In questo senso, il poker può essere brutale. Anche se avete effettuato la scelta corretta, non sempre vincerete lo stesso denaro degli altri giocatori. Questo è un punto che va compreso ed accettato. I due giocatori dell’esempio sopra hanno fatto entrambi la giocata corretta, ma la carriera di uno dei due prenderà probabilmente una piega diversa rispetto a quella dell’altro. Tuttavia, se comprenderemo quanto scritto sopra, avremo più possibilità di avere un successo costante nel tempo.

Comprendere le specifiche delle diverse tipologie di gioco.

Dobbiamo essere consapevoli di cosa stiamo giocando. Alcune tipologie di gioco hanno degli swing maggiori (ad es. gli hyper turbo), ed altri meno. Gli MTT sono diversi dai S&G. Nei primi potrete attraversare lunghissimi periodi di downswing e vincite enormi; nei secondi, invece, le “grosse vincite” saranno molto più contenute, ma anche i downswing saranno più brevi e meno pesanti, il che ci consentirà di vincere con più costanza se le nostre abilità sono maggiori rispetto a quelle del resto del field.

Analizzare il rischio – il modo più semplice.

Sono diversi i modi di analizzare il rischio nel poker: uno di questi può essere quello di calcolare l’ “albero delle decisioni” (tramite i software che calcolano la CREV), ma può essere molto complicato ed elaborato. Un altro modo è il “metodo dello scenario”, molto più semplice da utilizzare se vogliamo analizzare il lungo periodo.

Come analizzare il rischio usando il metodo dello scenario

Per utilizzare questo metodo per pianificare la propria carriera nel lungo periodo, abbiamo bisogno di creare dai 3 ai 5 possibili scenari:

1) Lo scenario più ottimistico – presumiamo che tutto vada per il meglio e che i nostri risultati ci porteranno al top;

2) Lo scenario più pessimistico – presumiamo che tutto ci vada male, e che i nostri risultati saranno costantemente influenzati dai downswing;

3) Lo scenario più realistico – presumiamo che a volte andremo bene, altre meno bene, e che dovremo affrontare dei downswing di tanto in tanto.

Gli eventuali quarto e quinto scenario sono degli “intermezzi” che dobbiamo creare tra il primo ed il secondo scenario, e tra il secondo ed il terzo scenario.
Proviamo a valutare la possibilità di ogni scenario, in modo che, qualunque cosa accada, non ci faremo trovare impreparati. In questo modo, potremo anche scegliere la tipologia di gioco che preferiamo e prevenire il rischio anticipatamente, in modo da poterlo gestire al meglio.

Valore atteso vs lungo periodo

La linea dell’EV (Expected Value – valore atteso) di un giocatore, non coincide sempre con i nostri risultati. Generalmente, sono tre i metodi per “comprendere” questa linea:

1) I risultati devono essere simili alla linea dell’EV – i giocatori che la pensano in questo modo, molto probabilmente soffriranno ogni volta che perderanno un all-in, un coin flip, o avranno una sessione in cui hanno vinto meno di quanto indica la linea dell’EV. Per questo motivo, finché non cambieranno la loro convinzione, continueranno a tiltare ed a perdere soldi.

2) I risultati, nel lungo periodo, dovrebbero essere vicini alla linea dell’EV – i giocatori tenderanno ad essere più resistenti alle bad beat e più abituati a diversi swing, ma probabilmente ci sarà un punto che, se superato, li porterà a tiltare.

3) Il poker è un gioco con un fattore casuale molto alto, per questo non è possibile avere influenza su quanta sia la differenza tra i risultati reali e la linea dell’EV – questi giocatori non si preoccuperanno della differenza tra i loro risultati ed il loro valore atteso, e il loro unico obiettivo sarà giocare al meglio delle loro possibilità.

Conclusione

Comprendere il lungo periodo nel modo corretto ci consentirà di comprendere meglio le dinamiche del poker, sarà più semplice sopravvivere ai downswing e ci permetterà di effettuare una migliore analisi del rischio. Ricordate che una corretta gestione del bankroll e la propensione a cercare di effettuare sempre la giocata migliore è tutto quello che ci serve.

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