Strategia short stack nei MTT

PokerStarsSchool | 1 mese fa in MTT

Nella vostra carriera di giocatori, capiteranno sicuramente molte occasioni in cui avrete uno stack ridotto, anche il più corto al tavolo. Potrebbe succedere perché avete visto brutte carte per tutta la durata del torneo, o perché vi hanno scoppiato gli assi, o semplicemente vi siete seduti ad un tavolo cash game con uno short stack. Qualunque sia il motivo per cui state giocando con poche chips, è bene essere in grado di comprendere le dinamiche presenti nel gioco short stack.

Cosa significa “short stack” nel No Limit Hold’Em?

In generale, si parla di short stack quando si ha a disposizione uno stack di 40bb o meno.

Ci sono vari gradi di “short stack” nel poker, in quanto la strategia cambia sensibilmente se abbiamo a disposizione 40bb o ne abbiamo 10, ed è importante essere consapevoli di queste differenze.

Ovviamente, quando parliamo di short stack intendiamo le dimensioni del nostro stack rispetto al livello di bui, e non rispetto agli stack dei nostri avversari. Per cui, se abbiamo 30bb ed il nostro avversario ha 20bb, dovremmo comunque continuare ad utilizzare una buona strategia short stack.

Come giocare con uno short stack

Avere uno short stack significa che abbiamo meno spazio di manovra al tavolo. I bluff, i floating e altre mosse avanzate vengono molto limitate, fino addirittura a non poter essere utilizzate per nulla in alcune situazioni.

Inoltre, la struttura del Texas Hold’em fa in modo che le bet più corpose vengano fatte tra turn e river, in quanto preflop e flop sono turni che servono solamente da “preparazione” per formare il piatto. Avere uno short stack significa riuscire raramente a superare il flop – nel senso che, la maggior parte delle volte, al flop avremo già messo dentro tutte le nostre chips.

Mani da giocare quando siamo short stack

Il fatto che abbiamo poco spazio di manovra ci porta a preferire mani che possano legare punti forti già dal flop, piuttosto che mani speculative che hanno “potenziale”.

Dobbiamo evitare mani come suited connectors o piccole pocket pair, perché queste mani sono più profittevoli con stack profondi grazie alle implied odds. Il nostro obiettivo è quello di legare una top pair alta, ma ovviamente c’è un grado di flessibilità diverso rispetto a quanti bui abbiamo ancora a disposizione.

Double Kings

 

Mani chiave con 40bb: JJ+, AJs+, AKo
Mani chiave con 30bb: TT+, KQs, ATs+, AJo+
Mani chiave con 20bb: 88+, KJ+, AT+
Mani chiave con 20bb: 22+, QJ+, Ax

Come potete notare, i range sono composti quasi esclusivamente da carte alte, perché non sempre avranno bisogno di legare qualcosa per essere la mano migliore al river. Come abbiamo già detto, spesso l’azione si chiuderà al flop, per cui la maggior parte delle volte saremo più che felici di mettere il nostro stack in mezzo con queste mani.

Come giocare queste mani

Ovviamente, quando riceviamo una di queste mani dovremo entrare in gioco con un raise. Limpare per trappare potrebbe sembrare una buona idea, ma in realtà ingrandendo il piatto aumentiamo le possibilità di raddoppiare quando le circostanze sono a noi favorevoli. Quando lo stack è inferiore ai 10BB dovremmo entrare in gioco andando direttamente in all-in, perché un raise preflop, se chiamato, ci lascerebbe completamente pot committed.

Al flop saremo quasi sempre a giocare fit or fold. Più siamo corti (o, in genere, più e piccolo lo stack effettivo), più dovremmo essere disposti a giocarci il colpo. Ovviamente, se abbiamo sui 30-40bb il discorso cambia, e possiamo essere più selettivi.

Se siamo committati al piatto ed abbiamo già deciso che andremo in all-in, è sempre meglio farlo noi stessi piuttosto che chiamarlo, perché in questo modo daremo la possibilità al nostro avversario di foldare, a volte, anche la mano migliore – cosa che non è possibile se è lui a metterci in all-in.

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