Valutare la tua mano al turn quando scende una carta che completa il progetto di colore

PokerStarsSchool | 1 settimana fa in Cash Games

La famigerata terza carta di quadri è una delle maggiori spine nel fianco del principiante: quando scende al turn, improvvisamente quel seme cresce fino a occupare l’intero campo visivo e le facoltà mentali del giocatore inesperto, che, statisticamente parlando, in questi casi tende spesso ad abbandonare ogni logica. Oggi vedremo alcuni esempi che dimostrano come cambi la forza della mano quando al turn scende la terza o la quarta carta di uno stesso seme.

Mano 1: la top pair diventa una mano che vince solo contro i bluff

Uno degli errori classici dei giocatori amatoriali è stabilire delle regole rigide e non adattarle alla configurazione del board. La “texture” della carta che scende al turn è uno dei fattori più influenti per il modo in cui dovresti giocare il tuo range in questa fase. Più la carta è “wet”, cioè più tende a connettersi con altre carte in gioco, più è probabile che favorisca il range del giocatore che ha visto la puntata al flop. Questo perché il suo range contiene tutte le combinazioni di progetti, ma non la spazzatura con cui il giocatore che ha rilanciato pre-flop potrebbe effettuare una C-bet al flop.

Nella prima mano che vediamo oggi, giocata al 100NL ZOOM (bui $0,50 e $1) apro da piccolo buio $3 con A♠J♠ e un avversario sconosciuto risponde con una 3-bet a $11. Vedo. Al flop scendono A♥7♦5♥ e faccio il canonico check. Il mio avversario effettua una C-bet per metà del piatto e io vedo.

Al turn scende il 3♥ e faccio di nuovo check. L’avversario punta di nuovo metà del piatto e io passo.

Questa mano potrebbe sembrare poco ortodossa a un principiante che si è creato una propria regola del tipo

“mai passare con una top pair contro una 2-barrel”.

Una regola di questo tipo è pericolosa perché non considera la texture o configurazione del board. La terza carta di cuori è fantastica per il mio range. Il mio avversario potrebbe aver piazzato una c-bet al flop con mani più o meno casuali, come A♣K♣ o simili; io d’altra parte non ho mani del genere nel mio range. Quando vedo una c-bet per metà del piatto da fuori posizione, vado nella direzione della top pair, delle coppie basse, dei progetti di colore e di certi progetti backdoor.

Ora, la terza carta di cuori essenzialmente riorganizza il valore delle mani bluff catcher nel mio range. Una mano come A♠J♠ può vincere solo contro un bluff, perché il mio avversario dovrà giocare molto selettivamente al turn. In teoria effettuerà puntate polarizzate, cioè investirà denaro con mani di valore, più forti della mia, e con bluff, che vengono battuti dalla mia mano. Di conseguenza, A♠J♠ è superiore a ogni bluff ma viene surclassato da ogni mano di valore. È un bluff catcher puro e semplice.

Questa mano ora è decisamente nella parte bassa del mio range, in termini di quali sono i bluff catcher con cui risulta redditizio vedere. Una pocket pair non molto alta come 10♣10♥ è un candidato migliore perché batte gli stessi bluff di A♠J♠ ma può migliorare ulteriormente contro le mani di valore dell’avversario come AK o un tris.

Una coppia bassa con potenzialità di miglioramento è preferibile a una coppia più alta che è soltanto un bluff catcher. Di conseguenza, il mio fold con A♠J♠ non sembra più tanto ridicolo se ci liberiamo delle regole arbitrarie.

Le mani più forti in termini assoluti non sono necessariamente le migliori per un call al turn con possibile colore.

Mano 2: trasformare coppie basse in bluff

Questa volta apro dal bottone con A♠4♠ per $2,59 e il grande buio risponde con una 3-bet da $12. È una mano al limite, ma credo sia ancora leggermente profittevole chiamare. Comunque una 4-bet o un fold sarebbero in ogni caso scelte sensate.

Al flop scendono 10♦7♦5♠ e l’avversario punta un terzo del piatto. Di solito in queste situazioni i giocatori puntano con un range molto ampio e contro una strategia di questo tipo dovrei continuare a giocare con la mia mano. Potrei rilanciare, data la mia equity del progetto backdoor e il mio scarso valore allo showdown, ma per questa volta decido di vedere. Se posso recuperare il 20% del piatto o più, il call comincerà a diventare redditizio. Per riuscirci, la mia mano dovrà migliorare in alcuni casi e l’avversario dovrà passare in alcuni casi.

Al turn scende il 4♦ che mi frutta una coppia bassa. Questa mano ha sufficiente valore allo showdown da battere molte delle mani dell’avversario, come A♣Q♠. Il nemico fa check, una mossa probabilmente opportuna. Come nella mano precedente, la carta al turn mi favorisce in quanto giocatore che ha visto pre-flop, perché ho già rimosso dal mio range le mani spazzatura quando ho visto la c-bet al flop. Rispetto all’avversario, ho più colori relativi al resto del mio range, specialmente perché ho visto la 3-bet con molte carte suited e lui ha effettuato la 3-bet con molte mani off-suit. Avrò per lo più passato le mani con fiori e cuori al flop, quindi ho una ragionevole concentrazione di colori nel mio range, ora. Qui il range dell’avversario dovrà spesso fare check fuori posizione.

Anche se il check migliora il valore atteso, decido di trasformare la mia mano in un bluff. Il mio solver mi informa che fare check è leggermente meglio che puntare, ma se il nemico non fa check/call abbastanza spesso con colori al turn e non mi vede spesso con overpair al river, bluffare due volte potrebbe risultare la giocata migliore.

Punto circa la metà del piatto e l’avversario passa.

Quando scende una carta che completa un colore, il valore di una singola coppia cala. In certi casi, una coppia potrebbe perdere così tanto di valore nel tuo range da diventare un bluff.

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