Dopo i due recuperi della 28° giornata – Aston Villa-Sheffield United e Manchester City-Arsenal – che hanno inaugurato il ritorno della Premier League dopo oltre tre mesi di stop, il massimo campionato inglese presenta subito un big-match nella 30° giornata, che si apre proprio con Tottenham-Manchester United, una sfida da non perdere e che presenta diversi spunti di analisi.

Informazioni sulla sfida

Quando si gioca? Venerdì 19 giugno 2020

Ora del calcio d’inizio? 21:15

Dove si gioca? Tottenham Hotspur Stadium (Tottenham)

Canale TV: Sky Sport Football

Tottenham-Manchester United: presentazione della partita e pronostico

L’interruzione del campionato per via della pandemia legata al Coronavirus può aver permesso al Tottenham di ricaricare le pile e di recuperare anche diversi giocatori chiave, le cui assenze hanno macchiato il buon rendimento di Mourinho. Lo Special One, infatti, dopo tre vittorie di fila ad inizio febbraio tra Premier League e FA Cup, è incappato in una striscia negativa composta da cinque sconfitte ed un pareggio nelle ultime sei prima dello stop, con tanto di eliminazione dalla Champions League (doppia sconfitta, sia in casa che in trasferta) per mano del Lipsia e dalla FA Cup per mano del Norwich. Il Tottenham, in campionato, è scivolato all’ottavo posto in classifica con 41 punti ma la zona Europa League è distante appena 4 punti, in attesa di capire se l’eventuale squalifica del Manchester City possa dare un’opportunità in più rispetto ai canonici 6 posti per Champions ed Europa League.

Non sarà una sfida come le altre per José Mourinho perché il suo Tottenham se la vedrà, nel nuovo Tottenham Hotspur Stadium, contro il Manchester United, con il quale il portoghese ha racimolato una vittoria dell’Europa League, un secondo posto in Premier e una Community Shield prima di essere esonerato a dicembre 2018 per un rendimento decisamente insufficiente in campionato. Ora il Manchester di Solskjaer, dopo un inizio di stagione decisamente al di sotto delle attese, ha ripreso a macinare risultati: prima dell’interruzione della stagione per via del Coronavirus, i Red Devils, tra campionato e Coppe, avevano ottenuto 8 vittorie e 3 pareggi nelle ultime 11 partite, con l’ultima sconfitta che risale al 22 gennaio in casa contro il Burnley, uno dei momenti più bui della stagione. Solskjaer, però, è stato bravo a serrare i ranghi e a toccare alcuni tasti del gruppo che, nelle successive gare, ha tirato fuori orgoglio e motivazioni, arrivando fino all’attuale quinto posto in campionato, con la zona Champions distante appena 3 lunghezze.

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La partita nel dettaglio

Per quel che riguarda gli indisponibili in casa Tottenham, Mourinho può gioire per il reintegro di Harry Kane e di altri giocatori importanti come Bergwijn, Sissoko e Davies ma non potrà contare su Dele Alli, punito dalla Federazione per un video nel quale prendeva in giro un asiatico per il Coronavirus. Mourinho sembra avere le idee molto chiare sulla formazione: confermato Lloris in porta, la linea a quattro di difesa sarà composta, da destra a sinistra, da Aurier, Sanchez, Alderweireld e dal rientrante Davies. A centrocampo, la fisicità di Sissoko e Ndombele e la sapienza tattica di Winks dovranno colmare il gap generato dall’assenza di Alli mentre in avanti Mou schiera l’attacco pesante con Son, Lucas Moura e quell’Harry Kane che, dopo l’infortunio, è pronto a prendersi il Tottenham sulle spalle e provare a trascinarlo in Champions per l’ennesimo anno.

In casa Manchester United, invece, Ole Gunnar Solskjaer rischia di dover fare a meno solamente di Phil Jones, non al meglio dal punto di vista fisico e che dunque potrebbe non essere rischiato, vista la sua non titolarità quest’anno. In porta ci sarà, come al solito, De Gea mentre la retroguardia difensiva vedrà Wan-Bissaka e Shaw sugli esterni, con Maguire e Lindelof al centro. Nel 4-2-3-1 di Solskjaer, è fondamentale il lavoro che il tecnico norvegese chiede a Matic e Fred, due frangiflutti davanti alla difesa ma che dovranno anche dar supporto e palle giocabili ai quattro elementi offensivi, tre dei quali sono già certi di una maglia da titolare: si tratta infatti di Bruno Fernandes, acquistato dallo Sporting a gennaio, Rashford e Martial mentre permane un ballottaggio, più tattico che altro, tra i giovani James, Greenwood o il più esperto Ighalo, arrivato anche lui a gennaio e autore sin qui di 4 presenze in Premier (0 gol) ma a segno due volte in tre presenze in Europa League.

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