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Scopriamo come vengono costruite le chip

di Howard Swains per PokerStarsblog.com

Non importa se siete giocatori occasionali o assidui frequentatori degli high roller: chiunque giochi a poker maneggia centinaia di migliaia di chip. A volte le raccogliete dal piatto, in altri casi (purtroppo) ve le portano via. Ma vi siete mai fermati a guardare con attenzione quei piccoli dischetti? Sapete come vengono disegnati? Di che materiale sono fatti? E come fanno ad essere sicure?

Certo, vivreste bene anche senza saperlo. Ma se siete curiosi, ecco tutto quello che c'è da sapere sulle chip del poker, dai set base di chip in plastica, usati per organizzare partite di poker divertenti e gratuite nelle cucine e nei salotti di tutto il mondo, alle chip più avanzate usate nelle suite VIP di Las Vegas e Macao, dove si puntano milioni di dollari alla volta.

Perché c'è molto, molto di più nelle umili chip del poker di quanto non salti immediatamente all'occhio.

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Tutto quello che c'è da sapere (e anche di più) sulle chip del poker

Le chip sono gli strumenti grazie ai quali i giocatori di poker danno vita alle loro strategie. Ma servono anche come passatempo durante le lunghe ore passate ai tavoli: si possono mescolare, impilare in bella mostra e - si spera - imbustare a fine giornata. Devono essere distinte per colore, per essere sia esteticamente appaganti sia per questioni di consistenza e sicurezza. E i produttori prestano attenzione persino al suono che fanno quando sbattono le une contro le altre, per fare in modo che i clienti continuino a giocare felici.

Ma la cosa più importante è che devono fare il loro lavoro: essere dei surrogati affidabili del contante o dei punti torneo, da scambiare al momento opportuno. Devono essere solide e sicure, di dimensioni e spessore uniforme. Questo è persino più importante negli altri giochi di casinò, poker a parte, dove ciascuna chip ha un controvalore in denaro molto più alto di quanto sia il suo costo di produzione.

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Una scultura in chip all'UKIPT Marbella


LE AZIENDE

Se avete mai preso in mano una chip in uno dei principali casinò, in particolare ai giochi da tavolo che non siano il poker, quasi sicuramente avete maneggiato un prodotto di una di queste tre aziende: l'italiana Abbiati, la giapponese Matsui o la Gaming Partners International (GPI), fondata in Francia ma recentemente acquistata dalla giapponese Angel. Ci sono tante altre aziende di più basso livello che producono chip davvero economiche - quei dischetti colorati di plastica che basta un soffio di vento e finiscono chissà dove - ma quando un casinò vuole il meglio, bussa alla porta di una di queste tre compagnie.

Ciascun produttore dà un nome ai suoi tre o quattro template di base, ciascuno dei quali personalizzabile su più livelli. Le dimensioni vanno dai 39 ai 48 millimetri di diametro (ma le più diffuse chip hanno diametri di 39 e 43 millimetri).

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I motivi tipici dei bordi delle chip assicurano l'unicità del design 

Il mercato americano in particolare ama la sensazione e il suono delle chip di "argilla", che in realtà non sono fatte di argilla, ma di una sostanza "plasticosa" compressa e cotta fino a quando non diventa qualcosa di duro che ricorda la plastica. Poi ci sono chip definite "iniettate", tipicamente di plastica sui bordi ma con intarsiatura in metallo. Queste chip vengono iniettate con vari materiali colorati per garantirne motivi ben distinti e riscontrabili sui margini delle chip stesse. Sembrano decorative, ma non è solo questa la funzione che hanno.

I produttori infatti non vendono mai due volte lo stesso design, perciò maggiori sono le parti di una chip ad offrire variazioni, maggiori sono le combinazioni esistenti. Quando si può cambiare forma, bordo e sezione interna/esterna di una chip, e si può iniettare fino a 50 colori, l'unicità del design è garantita. I database dei produttori contengono tutti i design precedentemente utilizzati e allertano l'azienda se viene proposta una combinazione già creata in passato. Questo permette ai casinò di sapere che la sua chip da $100, per esempio, non è uguale a quella da $1 di un altro casinò.

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Chip personalizzabili (design dal sito della Matsui)

Gli inserti nel centro delle chip vengono aggiunti separatamente, e il design, noto come "decalcomania", è completamente personalizzabile in base al cliente. Alcuni casinò prediligono la semplicità, altri usano la decalcomania per inserire pubblicità. A volte i giocatori passano tanto tempo guardando le chip nelle loro mani, perciò perché non pubblicizzare l'ultimo show del casinò?

Il tocco finale di alcune chip, incluse le centinaia di migliaia di chip stampate in ceramica utilizzate da PokerStars negli eventi live, è una leggera ruvidezza sull'anello esterno. Se esaminate questo tipo di chip al microscopio, quella ruvidezza vi appare in realtà come una serie di tante piccole punte: queste aiutano le chip a rimanere attaccate, così da poter essere impilate più facilmente.

SICUREZZA

Da un certo punto di vista, e per motivi piuttosto ovvi, l'aspetto più significativo di una chip del poker è la sua sicurezza. In un casinò, e più tipicamente nei giochi da tavolo al di là del poker, le chip hanno un valore molto più alto del loro valore intrinseco. Persino la chip dal valore più alto può avere un costo di produzione di pochi dollari (spesso molto meno), ma spesso queste chip valgono infinitamente di più, anche della banconota dal taglio più grosso di qualsiasi Paese.

"È come una valuta", ha dichiarato al blog di PokerStars un addetto ai lavori, descrivendo come le aziende che producono chip per i casinò più grandi al mondo siano "come Fort Knox". Le chip spesso sono prodotte e poi spedite con lo stesso livello di sicurezza delle banconote. Solo alcuni dipendenti selezionati hanno accesso alle stanze che sono il cuore delle operazioni, e i percorsi attraverso i quali vengono trasportate le chip vengono spesso mantenuti segreti (non a caso l'addetto ai lavori, dipendente di un'azienda produttrice, ha parlato a condizione di rimanere anonimo).

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Gli starting stack della PCA

Proprio come nell'oscuro mondo della contraffazione delle banconote, c'è infatti chi ha provato a riprodurre chip false per poi incassarle al casinò o rivendendole a un valore più basso. L'esistenza stessa dei casinò dipende dall'integrità delle chip che utilizzano.

Il primo passo per dotarsi di chip sicure è la scelta del produttore. Una compagnia di alta qualità, come le tre di cui sopra, conosce tutti i trucchi del mestiere e riconosce l'importanza del proprio prodotto, tanto da aderire a tutte le linee guida più ferree.

I produttori devono essere in grado di produrre chip identiche le une alle altre, senza variazioni di dimensione, motivo o - più probabilmente - difetti nel colore. "Se tutte le chip sono diverse, come fai a capire se c'è un falso?", ha dichiarato l'addetto ai lavori.

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Diamo un'occhiata più da vicino ad alcune chip

Queste compagnie altamente professionali sono capaci di produrre chip che contengono qualsiasi tipo di dispositivo di sicurezza. Ad esempio, i direttori dei tornei di poker, o gli ispettori dei casinò, possono usare un dispositivo portatile a luci ultraviolette (UV) sulle chip, che rifletteranno grazie al materiale sensibile a questi raggi. Questo materiale spesso è formato da un unico pattern su ciascuna chip, invisibile ad occhio nudo ma che brilla sotto la luce UV. Spesso le persone che hanno passato centinaia di ore circondati da poker chip rimangono sorprese nel vedere un pattern completamente nuovo su una chip apparentemente comune, quando la luce UV ci passa sopra.

È un po' come la filigrana nelle banconote, visibile solo quando la luce la attraversa. Il materiale riflettente nelle chip si trova sia sulla superficie sia sui bordi, così che la loro autenticità possa essere confermata sia quando sono sui tavoli sia quando sono nei rack.

QUELLE CON IL MICROCHIP

Il dispositivo di sicurezza per eccellenza nelle chip è l'identificazione tramite radio-frequenza, o RFID, una tecnologia che sta diventando sempre più comune nelle chip dal valore nominale più alto. In breve, la tecnologia RFID funziona inserendo un piccolo microchip in ogni chip, che può essere letto da uno scanner speciale. Il microchip non serve solo ad attestare l'autenticità della chip, ma può anche restituire diversi dettagli come il valore, il casinò per cui è stata prodotta, da dove arriva e persino, in alcune circostanze, a quale cliente è stata affidata e come/quando è stata puntata.

I benefici per gli operatori dei casinò sono numerosi. Con uno scanner inserito sotto alle zone di puntata dei tavoli, o al centro del tavolo da poker dove possono essere posizionate le chip durante un piatto di una partita cash high stakes, il casinò può determinare immediatamente non solo se le chip sono autentiche, ma anche l'esatta dimensione della puntata o del piatto. Questo elimina qualsiasi potenziale errore umano, evidenziando anche le eventuali chip false nel momento in cui compaiono.

Questa tecnologia, unita alle tessere fedeltà dei casinò, può anche servire a tenere traccia di quanto un cliente ha puntato, così da far scattare bonus e regali. Nei circoli di gioco ultra-esclusivi, l'RFID può essere utilizzata anche per pagare i cosiddetti "junker operator", in base a quanti clienti portano al casinò.

LE CHIP DEL FUTURO

Come sempre, sono i giochi high stakes a spingere i casinò verso le nuove tecnologie. È qui che le case da gioco possono ricavare i margini più alti, e dove gli inevitabili costi di installazione delle nuove tecnologie possono essere assorbiti più comodamente. Ma con il migliorare dei servizi e l'abbattimento dei costi, la tecnologia può diffondersi ad altre aree del business dei casinò, arrivando persino alle poker room..

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Ancora oggi la miglior chip al mondo 

Pensate a una partita giocata interamente con chip che usano la tecnologia RFID: gli stack dei giocatori sarebbero visibili su display digitali, i piatti calcolati in maniera veloce e precisa. Questo aiuterebbe a velocizzare le partite, senza più perdite di tempo per quei giocatori che chiedono "quanto hai dietro?" durante ogni mano.

Allargando il campo delle ipotesi, sarebbe anche possibile avere una lista precisa e aggiornata del chip count di un intero field di un torneo, magari su una app. Questo permetterebbe ai giocatori di avere accesso a quel genere di informazioni sempre disponibili nei tornei online.

Una brutta novità per chi deve contare le chip durante i blog degli eventi, che potrebbe doversi trovare un altro impiego, ma uno strumento utile per i giocatori e per i commentatori, per i quali queste informazioni hanno un valore inestimabile.

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