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Simone Ferretti è il primo Platinum Pass winner italiano per il PSPC 2020!

A 6 anni di distanza dalla sua ultima apparizione in un torneo live, il field italiano ha ritrovato uno dei suoi protagonisti storici.

Parliamo di Simone Ferretti, noto anche come "Ferros80" su PokerStars.it. Il suo identikit è questo: toscano "doc", 39 anni, sposato, padre di tre figli, ex calciatore di professione. Quando la sua carriera sportiva s'interrompe (anche a causa di alcuni gravi infortuni), inizia ad allenare. Una sera, alcuni giocatori della sua squadra gli fanno conoscere il poker. Ed è passione a prima vista.

Tra il 2009 e l'inizio del 2013, Simone Ferretti vince 4 titoli e realizza altri 18 in the money in tour di primo livello nel nostro paese (quali ad esempio il PokerStars Italian Poker Tour), per un totale di circa 290.000 dollari incassati (dato Hendon Mob).

Poi, in maniera inaspettata, arriva una pausa dai riflettori del poker lunga per l'appunto 6 anni. I motivi sono tanti, e alcuni restano nel suo bagaglio di esperienze private, ma il senso generale è quello che Simone ci ha raccontato qualche giorno fa: nella vita bisogna "saper soffrire, per poi risalire".

Per lui la risalita è ricominciata dalla vittoria in un importante torneo a medio buy-in, coronata con una prima moneta da €105.000 (deal) e da un sogno.

Quello del PokerStars Players No Limit Hold'em Championship 2020.

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Simone Ferretti andrà al PSPC di Barcellona 2020 grazie al Platinum Pass

PokerStars Blog: Ciao Simone, complimenti per la bellissima vittoria appena conquistata. Cominciamo proprio da qui, dall'ultimo atto di questo torneo: un final table molto tattico, tirato fino all'ultima action...

Simone "Ferros80"Ferretti: un saluto a tutti gli amici di PokerStars e ai lettori del blog! In effetti è stato così, una vittoria difficile, sudata. Di solito, in questo tipo di tornei, la composizione del final table è un po' più soft ma oggi c'erano due ottimi giocatori stranieri (Roscan e Xabier, ndr), tre regular italiani (Giannelli, Canali e Elefante, ndr) e anche il runner-up Sebastiano Scarcelli, nonostante non sia un nome molto conosciuto, mi ha messo molta pressione fino all'ultima mano. Ho avuto una partenza in salita, poi mi sono ripreso e alla fine sono riuscito a portare a casa il risultato, soprattutto perché rispetto al passato ora riesco a gestire molto meglio le situazioni difficili dal punto di vista mentale, come quella di un colpo perso, una bad beat etc

Hai fatto riferimento al passato. In effetti tu sei un giocatore "storico" del field italiano, hai ottenuto tanti risultati importanti nei tornei live, anche nell'IPT, fino al 2013. Poi, improvvisamente, uno stop durato 6 anni: cos'è successo in questo lungo periodo di assenza dai tavoli?

Mi sono dedicato anche ad altre attività, ma di fatto non ho mai smesso di giocare a poker. Mi sono concentrato principalmente sul cash game. Oltre ad essere il tipo di poker che preferisco, c'è un altro motivo. Nel 2013 era già iniziato il calo generale del poker in Italia ed erano finite le sponsorizzazioni, senza le quali era impensabile impegnarsi con regolarità in tornei da quasi 1.000/2.000 euro di buy-in. Di recente però ho scoperto il circuito dei tornei low buy-in - l'unico rimasto in Italia - e mi è sembrato interessante, con un field abbastanza "morbido". Mi è tornato la voglia di giocare gli mtt live e mi sono detto che forse, rimettendomi a studiare un po', qualche risultato sarebbe potuto arrivare.

E infatti così è stato. A 6 anni di distanza dall'ultimo ITM live, porti a casa due final table consecutivi, il secondo terminato in vittoria con tanto di Platinum Pass. Quali sono le tue sensazioni a caldo?

Beh, ovviamente sono felicissimo, stanco ma felicissimo e sto ancora cercando di mettere a fuoco quello che ho fatto. Vincere un torneo di questo livello è già di per sé un sogno che tutti i giocatori live vogliano realizzare. In passato avevo vinto un torneo importante come la Notte degli Assi, ma centrarne uno che ha anche il Platinum Pass vale molto di più. Un risultato EV+++!

Ed eccoci al PSPC, un torneo unico nel suo genere anche per la tipologia del field: a gennaio fu un incredibile e meraviglioso mix di top player a caccia di fish, giocatori amatoriali a caccia della svolta per la vita e businessmen a caccia di un'emozione al tavolo. Come ci si prepara per un torneo di questo tipo?

Studiando, pianificando strategia e allenandosi con altri tornei live. Per fortuna che c'è un anno davanti! Potrò confrontarmi con giocatori italiani molto forti e che conosco da una vita, come Dario Sammartino, Gianluca Speranza e Mustapha Kanit. Loro hanno spiccato il volo, giocano nell'elite del live e sono molto contento per loro. Restano però degli amici dai quali potrò sicuramente imparare come affrontare tornei big come il PSPC. Noi giocatori di poker dovremmo ricordarci che c'è sempre qualcuno più forte, qualcuno dal quale imparare.

ferrettippass2.jpgStanco ma appagato, Simone Ferretti mostra picca e Platinum Pass

Un bell'atteggiamento il tuo. Anche perché il gioco è cambiato parecchio negli ultimi anni, ormai siamo nel poker 3.0. Eppure, non sembri averni risentito molto...

In effetti, sembra essere andata così! Prima di ricominciare con i tornei live, circa 4 mesi fa, ho ripreso anche a grindare online e anche lì ho ottenuto subito dei buoni risultati. Credo che per una persona che sa giocare e che è disposta a rimettersi a studiare, ad analizzare il gioco, il field in generale sia ancora abbordabile. Certo, non è più quello del periodo 2009-2011, quando era davvero facile vincere e fare soldi. Il live è certamente più facile, ma in quel caso la varianza incide molto di più, quindi è necessario combinare i due impegni.

Prima parlavi dell'importanza di un corretto atteggiamento mentale nel poker. Tu hai un passato da giocatore di calcio prima e poi da allenatore. Lo sport ti ha aiutato a essere anche un forte giocatore di poker?

Sicuramente, soprattutto quando devi affrontare i momenti difficili. Io ho smesso da un po' anche con il ruolo dell'allenatore (sottolinea il concetto evidenziando il fisico non più longilineo, ndr), ma quando giocavo ho subito due brutti infortuni che mi hanno bloccato per mesi. È stato un periodo stressante, così come lo è in generale la vita dello sportivo di professione. E lì impari a gestire quei momenti, un po' come nel poker devi imparare a gestire i periodi in cui le carte non girano. Un po' come disse un mio caro amico "il poker è un po' come la vita: ci sono momenti in cui bisogna saper soffrire, per poi risalire".

Cosa c'è nel tuo futuro a breve?

Intanto un po' di riposo perché quest'ultimo torneo è stato comunque mpegnativo. Poi non ho ancora un calendario preciso di eventi, sono uno che vive senza programmare troppo. Di sicuro poi mi dedicherò all'allenamento in vista del PSPC.

Restiamo in ambito PSPC. A gennaio, Ramon Colillas ha vinto 5 milioni di dollari ed è diventato un PokerStars Ambassador. Prova a sognare...

Con 5 milioni - ma anche qualcosa in meno potrebbe andare bene - mi prendo una pausa a tempo indeterminato da qualsiasi impegno (ride, ndr)! Me la godo fino in fondo con la mia bellissima famiglia, con mia moglie e i miei tre figli.

E senza quel sogno?

Me la godo lo stesso, sempre grazie alla mia famiglia e a una professione che mi piace e che regala sempre emozioni. Il sogno c'è sempre.

Grazie Simone e buona fortuna per il futuro. A Barcellona sarà un piacere seguirti!

Grazie a voi e vi aspetto!

Il PokerStars blog ringrazia Cesare Antonini e Jack Bonora per la collaborazione.

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