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World Economic Forum 2019: Maria Konnikova porta il poker e le sue lezioni a Davos

All'incirca una settimana fa c'eravamo lasciati con un dubbio su Maria Konnikova: sarebbe riuscita a portare il poker e le sue lezioni di vita al World Economic Forum di Davos, uno dei summit politico-economici più importanti del pianeta? Bene, la risposta è affermativa: la PokerStars Ambassador, protagonista di due conferenze (la prima dedicata alla percezione del rischio e la seconda ai modi per mantenere e incrementare la fiducia in un mondo dove truffe e imbrogli sembrano spuntare a ogni angolo), ha portato all'attenzione della prestigiosa platea i parallelismi tra il tavolo verde e l'ambiente sociale ed economico dei nostri giorni.

in-maria-we-trust.jpgMaria Konnikova, dal poker al dibatitto socio-politico il passo è breve...

In particolare, durante la conferenza sul rischio - intitolata "Global Risk Perception, Deception and Delusion" e condotta, tra gli altri, con il premio nobel e professore all'università americana di Yale, Robert Shiller - Maria ha cercato di spiegare come il poker spinga a misurare la bontà di ogni scelta valutando il rapporto tra rischi e benefici. "Il momento di cui vado più orgogliosa", ha detto la giocatrice di PokerStars, "è stato quando stavamo parlando del poker come di un gioco di abilità e abbiamo sottolineato il fatto che i legislatori dei diversi Paesi dovrebbero rendersi conto che il poker è proprio questo, un gioco di abilità, e come tale dovrebbe essere regolato. Credo sia uno strumento che possa aiutare chiunque a esaminare i problemi in maniera più efficace e a sviluppare capacità decisionali migliori".

Temi pokeristici anche nell'altro speech (intitolato "The Psychology of the Con: How Not to Get Fooled", ossia La psicologia dell'imbroglio: come non essere truffati), durante il quale la scrittrice e psicologa ha approfondito i temi della fiducia e della capacità decisionale.

L'intervento è cominciato con il riconoscimento che, anche se la fiducia è un qualcosa di connaturato con l'essere umano e la sfiducia deve essere appresa, è certamente vero che nel mondo di oggi la prima sembra stia avendo la peggio. E questo sia a livello di singoli individui sia di nazioni o altre entità, come i partiti politici. "Fiducia e sfiducia sono come virus, contagiose in egual misura", spiega la Konnikova. "Gli effetti ottenuti da chi dimostra di meritare fiducia e ammirazione sono noti e documentati. Naturalmente lo stesso vale per la sfiducia, che quindi tenderà a generare ulteriore sfiducia".

La relatrice d'eccezione ha spiegato anche che è nell'interesse di tutti incrementare ed espandere il livello di trust complessivo. Dopotutto, ha aggiunto Konnikova, "la fiducia è una della forze positive che muovono il mondo, mantiene le diverse società unite e i Paesi in buone relazioni. Purtroppo oggi rileviamo un livello di sfiducia in aumento; per questo credo che questa conferenza sia importante".

Ciononostante, Konnikova ha invitato l'audience a "credere, ma al contempo verificare". Insomma, un po' come al tavolo verde. "Non possiamo credere sempre a tutti, ovviamente. Allo stesso modo, però, non possiamo nemmeno non credere al nostro avversario nel momento in cui punta forte al river perché, molto semplicemente, è un modo per perdere velocemente chip. Insomma, è necessario trovare un bilanciamento tra i due estremi".

E infine l'ultima perla: "Penso che le persone spesso non capiscano che le grandi giocate a poker siano per lo più dei fold. È necessario essere capaci sia di foldare sia di chiamare, ma foldare, in generale, è molto più complicato. Perché significa aver capito la situazione e, di conseguenza, saper dire all'avversario: ti credo, stai dicendo la verità".

Se qualcuno fosse interessato ad approfondire i temi dibattuti a Davos, questi sono i link diretti alla pagina web del World Economic Forum:

- "Global Risk Perception, Deception, and Delusion"

- "The Psychology of the Con: How Not to Get Fooled"

Estratto da "In Maria we trust: Konnikova talks poker and more at the World Economic Forum", di Martin Harris per PokerStarsblog.com

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