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Le vittorie più grandi e inaspettate del calcio

Una delle cose migliori del poker è che il gioco non ha alcun riguardo per la reputazione. Anche se sappiamo tutti che solo i giocatori più forti sono in grado di ritagliarsi carriere lunghe e di successo nel gioco, il breve termine è qualcosa di diverso. Con una buona serie di carte e una solida strategia di poker, il principiante può farsi beffe del campione.

Questo a volte accade sul palco più grande, dove i giocatori non famosi vincono enormi tornei battendo le superstar. E succede anche nel poker online, dove sentiamo storie di giocatori come "maratik", il giocatore russo low-stakes che ha vinto 1 milione di dollari al Main Event WCOOP.

Questo genere di situazioni a volte si verifica anche negli sport più importanti. E, in quanto a importanza, pochi sport superano il calcio. In termini di fan stimati, il calcio è lo sport più popolare al mondo, seguito con regolarità da 3,5 miliardi di persone. Le partite dei campionati più importanti, in genere in Europa e in Sud America, attirano grandi presenze e la Coppa del Mondo ogni quattro anni interrompe tutte le altre attività nei più grandi Stati del pianeta.

E sebbene le superstar guadagnino milioni e i club più grandi abbiano fatturati che superano il PIL di molti paesi, ciò non impedisce che, ogni tanto, il "piccoletto di turno" ribalti la situazione e vinca una partita impossibile.

Qui diamo uno sguardo a quattro delle più grandi storie di underdog del calcio.

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IL LEICESTER CITY VINCE LA ENGLISH PREMIER LEAGUE (2015-16)

"Se il Leicester vince la Premier League, farò il primo MOTD della prossima stagione in mutande".

Questo era il tweet inviato dall'ex attaccante inglese poi diventato presentatore televisivo Gary Lineker il 14 dicembre 2015. Si riferiva al suo ex club Leicester City, outsider nella Premier League inglese, che comunque si trovava in cima alla classifica mentre la stagione si avvicinava al giro di boa. (MOTD è l'abbreviazione di Match of the Day, uno serie di highlights del calcio che viene proiettato ogni sabato sera su BBC1).

Lineker sapeva quello che sapevano tutti coloro che seguivano il calcio: il Leicester non poteva andare avanti e vincere effettivamente il titolo. Alle sue spalle c'erano club molto più ricchi, gestiti dagli allenatori più stimati del mondo e attrezzati con i migliori giocatori internazionali. Quando Lineker ha fatto quella scommessa sapeva che ben difficilmente l'avrebbe persa.

Ehm.

E invece due mesi più tardi il Leicester si è davvero laureato campione, causando probabilmente il più grande shock nella storia della Premier League. All'inizio della stagione il team faceva parta dei "pesci piccoli", quelli che puntano a salvarsi e, magari, a realizzare l'occasionale vittoria a sorpresa. Il Leicester aveva terminato al 14° posto la stagione precedente, cambiato allenatore e l'eventuale conquista era stata quotata fino a 5.000/1 dai bookmaker. Tuttavia, con il compassato allenatore italiano Claudio Ranieri alla guida e il tocco di Mida di Jamie Vardy davanti alla porta, il Leicester in qualche modo è riuscito a vincere, vincere e continuare a vincere.

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Proprio quando tutti pensavano che i giocatori del Leicester avrebbero finito la benzina, questi hanno trovato nuove riserve di energia e hanno continuato a battere i club con un pedigree molto più grande. Sono stati aiutati dal fatto che così tanti di quei cosiddetti giganti stessero implodendo: i campioni in carica del Chelsea hanno licenziato Jose Mourinho; il Liverpool ha fatto lo stesso con Brendan Rodgers; il Manchester City non è riuscito a tradurre i suoi petrol-miliardi in un successo sul campo; e il Manchester United non è mai sembrato a suo agio con Louis van Gaal.

Il Leicester ha giocato il suo calcio, ha battuto chiunque incontrasse sul suo cammino ed è stato incoronato campione il 2 maggio, con una giornata di anticipo.

Nella primo MOTM della stagione successiva, il sorriso di Lineker si estendeva da un orecchio all'altro e la sua biancheria era di un bianco immacolato.

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LA DANIMARCA VINCE IL CAMPIONATO EUROPEO (1992)

Vincere un torneo quando non ci sei nemmeno è un risultato che sfugge anche al più ambizioso degli outsider. Ma questo è esattamente ciò che è riuscita a fare la nazionale di calcio danese ai Campionati Europei del 1992. Non essendo riusciti a qualificarsi per il torneo, hanno finito per vincerlo.

Spieghiamo com'è andata per chi non conoscesse la storia. Quell'anno la Danimarca viene inserita nel Gruppo 4 di qualificazione, insieme a Isole Faroe, Austria, Irlanda del Nord e Jugoslavia. Al termine delle otto partite previste, la Jugoslavia vince il girone, motivo per cui avrebbe dovuto essere sull'aereo per la Svezia per la fase finale del torneo l'estate successiva. Ma con lo scoppio della guerra nell'ormai ex-Jugoslavia, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite impone sanzioni al Paese: tra queste anche il divieto di partecipare a competizioni di calcio. Come seconda classificata nel Gruppo 4, la Danimarca prende il posto della Jugoslavia alla fase finale. I giocatori danesi hanno 10 giorni per prepararsi.

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Ebbene, la mancanza di preparazione non ha influito minimamente sulla Danimarca. I Danish Dynamite si qualificano primi nel girone grazie a un pareggio contro l'Inghilterra e una vittoria shock contro la Francia (la sconfitta contro la Svezia risultaterà ininfluente). Poi in qualche battono in semifinale la squadra olandese costellata di stelle, segnando tutti e cinque i calci di rigore, mentre Marco Van Bastan sbaglia per gli olandesi.

La finale è servita, Danimarca contro i campioni del mondo in carica della Germania Ovest. E la Danimarca in qualche modo vince anche quella, grazie ai gol di John Jensen (uno dei soli tre segnati in nazionale) e Kim Vilfort.

A meno di un mese dal ripescaggio, la Danimarca vince il campionato europeo. Uno shock senza eguali nel calcio europeo, fino a quando...

LA GRECIA VINCE IL CAMPIONATO EUROPEO (2004)

La Grecia è probabilmente il paese con la più ricca storia sportiva. È da lì che hanno avuto origine i Giochi Olimpici, dopotutto. Ma anche il tifoso più accanito del calcio greco faticherebbe a sostenere che il suo paese è un leader mondiale in questo specifico sport. Tutt'altro. La Grecia è sempre stato un fanalino di coda nelle classifica del calcio professionistico. La nazionale ellenica non è riuscita a qualificarsi per una Coppa del Mondo per i primi 60 anni del torneo. (E quando è successo, i greci hanno perso tutte e tre le partite, subendo 10 gol e senza mai segnare)

Tuttavia, nel 2004, la Grecia ha messo a segno uno dei più grandi shock nella storia del calcio quando è riuscita a vincere i Campionati Europei, ospitati in Portogallo. La sola qualificazione per la fase finale del torneo è stata considerata una sorpresa assoluta, soprattutto dopo che la Grecia ha perso le prime due partite di qualificazione, ed è stata poi inserita in un girone eccezionalmente difficile insieme a Portogallo, Spagna e Russia.

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I bookmaker offrivano quote di 150 a uno in caso di vittoria del torneo da parte dei greci, e pochissimi ci avrebbero scommesso.

Nonostante il rumoroso pubblico di casa, la Grecia ha sconfitto il Portogallo nella prima partita e ha pareggiato con la Spagna. Anche se poi hanno perso contro la Russia nell'ultima partita del girone, grazie allo stesso punteggio della Spagna ma con un gol in più, il team ellenico è andato ai quarti di finale. Lì hanno affrontato i campioni del mondo in carica della Francia. Era un'altra partita che la Grecia avrebbe dovuto perdere alla grande, ma non l'hanno fatto. Si sono assicurati un'improbabile vittoria per 1-0.

Dopodiché hanno superato la Repubblica Ceca in semifinale, ancora una volta con il minimo dei margini: 1-0 dopo i tempi supplementari. Si è passati alla finale e al secondo incontro con il Portogallo. Ma ancora una volta i "pesci piccoli" sono riusciti ad affrontare gli squali e a prevalere, vincendo ancora una volta per 1-0. Il Portogallo di Cristiano Ronaldo, Deco, Ricardo Carvalho e altre superstar, ha effettuato 17 tiri contro i quattro della Grecia, e gli sfavoriti hanno segnato con il loro unico tentativo in porta. Ma sono i gol quelli che contano.

La Grecia ha quindi battuto due volte i padroni di casa, oltre ai campioni del mondo, e si è guadagnata il premio più prestigioso del calcio internazionale europeo, indipendentemente dal fatto di aver segnato solo sette gol in sei partite e con un solo giocatore di alto livello nella loro squadra. La squadra portoghese, tra cui un giovane Cristiano Ronaldo, Deco, Ricardo Carvalho e altre superstar, non poteva competere.

IL WIMBLEDON VINCE LA FA CUP (1988)

La FA Cup è la più antica coppa del calcio inglese e, per i suoi primi 125 anni circa, è stata fra i tornei più prestigiosi. Tutti i migliori club si sono concentrati sulla vittoria FA Cup, mentre le squadre di livello inferiore hanno visto questo torneo come l'occasione perfetta per far parlare di sé. Quasi ogni anno c'è stato almeno un "gigante abbattuto", ovvero la vittoria di una squadra di una piccola città su una grande società di calcio.

L'esempio più estremo potrebbe essere la vittoria del Wrexham sull'Arsenal nel 1992 (i campioni della massima serie perdono contro una squadra della quarta divisione) o il Lincoln City che batte il Burnley nel 2017 (è una squadra di dilettanti che prevale contro un club della Premier League). Ci fu anche un'incredibile finale nel 1973, quando il fortissimo Leeds United fu battuto dal Sunderland, che allora era in seconda divisione.

Tuttavia, la finale di FA Cup del 1988 è ricordata dai fan di una certa generazione come la sorpresa più drammatica e di alto profilo. Si affrontavano Wimbledon e Liverpool, Davide e Golia. Il club di South London era salito alla ribalta del calcio inglese contro tutte le probabilità. Avevano uno stadio piccolo e giocavano uno stile di calcio diretto e grezzo, con una squadra di giocatori nota soprattutto per gli scherzi che si facevano a vicenda, piuttosto che per le loro abilità in campo. Il Liverpool, al contrario, era la migliore squadra del mondo e aveva vinto il campionato inglese nel 1980, 1982, 1983, 1984, 1986 e 1988. La vittoria a Wembley contro Wimbledon era vista come una formalità e avrebbe assicurato un secondo "double" di campionato più coppa.

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Ma il calcio è sempre imprevedibile. Nonostante avesse perso solo due partite di campionato per tutta la stagione e avesse subito solo 24 gol in 40 partite, il Liverpool è andato in svantaggio con un colpo di testa di Laurie Sanchez nel primo tempo. Non è stato il gol più bello della storia della FA Cup, ma non ha fatto alcuna differenza.

Il Wimbledon ha quindi impiegato l'unica tattica che avrebbe funzionato contro il Liverpool: costringerlo a commettere errori attraverso un pressing fermo e instancabile. Quando Dave Beasant, il portiere del Wimbledon, è diventato il primo a parare un rigore in una finale di FA Cup, i tifosi della squadra hanno cominciato a crederci.

Tuttora quella vittoria rimane l'unico grande trionfo del Wimbledon. Il club è stato sciolto nel 2004.

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