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Uno sguardo alla carriera del dealer di poker professionista

Molti di coloro che giocano a poker è probabile abbiano vestito, anche solo per un breve periodo, i panni del dealer. La maggior parte di noi ha imparato a giocare attorno al tavolo della cucina, facendo a turno a chi dava le carte dopo averle mescolate, per poi gettare con dita tremolanti le chip nel piatto, nel tentativo di portarselo a casa.

Ma cosa dire di chi lo fa professionalmente, cioè di quelle persone che vedete in tv lanciare parabole arcuate in modo che le carte finiscano perfettamente davanti ai giocatori di poker più esigenti del pianeta? Parliamo di persone che possono sistemare un flop allineato, in grado di dividere le chip in pile splendidamente identiche e di contarle in un battito di ciglia.

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Toby Stone, EPT Tournament Director di PokerStars

Pensate che siano talenti naturali? Non proprio. È il risultato di allenamento, pratica e dedizione massima. I poker dealer professionisti più bravi non ricevono mai il plauso che meritano, ma sono fondamentali nel successo di una poker room o di un festival. Ai giocatori servono buoni dealer, se vogliono vedere quante più mani da poker possibile, senza rinunciare all'integrità del gioco. E i proprietari dei casinò, nonché i tournament operator, sanno che i loro clienti passano più tempo in compagnia dei dealer di quanto non facciano con chiunque altro. Ecco perché devono essere sicuri che quel tempo sia piacevole, a prescindere dalla bontà delle carte distribuite.

"Non importa se il cibo è ottimo e la location è splendida, se è ben agghindata e se c'è una bella festa", spiega Toby Stone, tournament director dello European Poker Tour (EPT) sponsorizzato da PokerStars. "Serve un dealer socievole, che si diverta, che non giudichi i principianti, che tratti tutti i player allo stesso modo e che distribuisca le carte con velocità e precisione... il 90% dell'esperienza di un giocatore al tavolo è data dal dealer. Prima viene un buon dealer, e poi di seguito tutto il resto".

Stone lavora nel poker da 30 anni, molti dei quali passati come dealer. Un periodo di tempo durante il quale il gioco ha vissuto un aumento di popolarità incredibile, trasformandosi da un passatempo per pochi eletti in una manciata di casinò, a un fenomeno di massa a livello planetario. Anche se il poker live è stato pesantemente azzoppato dalla pandemia globale, gli eventi pre-Covid dell'EPT hanno attirato diverse migliaia di giocatori, in destinazioni come Barcellona, Praga e Montecarlo. Questi eventi, con fino a 150 tavoli attivi contemporaneamente, richiedono squadre composte anche da 200 dealer, più altre 50 persone dello staff per gestire le iscrizioni, le chip o per supervisionare il gioco.

E i dealer devono essere preparati per lavorare sodo.

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Dare le carte all'EPT Montecarlo è un'esperienza unica

"Ti serve resistenza", spiega Stone. "In media, si lavora 10, 11, 12 ore al giorno. A volte si può arrivare anche a 13 o 14. Ci sono uno o due giorni durante l'EPT in cui i ritmi sono quelli. Ci sono pause, compresa la pausa cena... ma sì, può essere dura e alcuni eventi ovviamente sono più difficili di altri".

Non esiste un percorso chiaro e definito per diventare un dealer. Per alcuni, la passione per il gioco sfocia nel desiderio di essere coinvolti direttamente nell'industria. Per altri, può essere il lavoro ideale mentre studiano all'università, o fanno anche altro. Ovviamente, per molti è solo un lavoro trovato cercando in giro, uno di quelli che ricompensano la passione e la dedizione con l'opportunità di viaggiare per il mondo, di far parte di un team entusiasta e di guadagnare un po' di soldi.

Molte catene di casinò offrono un percorso di addestramento per chi chiede di diventare dealer, formando croupier capaci di lavorare su altri giochi da tavolo, prima che il singolo individuo possa scegliere di specializzarsi nel poker. Nel mondo esistono alcune scuole di dealer per il poker, anche se ad oggi esistono molti tutorial online su come mescolare le carte, contare le chip e distribuire le carte in vari giochi. Tuttavia, non aspettatevi di poter guardare un paio di video su YouTube e poi essere pronti per gestire un Super High Roller. Stone stima che solo il 20% delle persone che provano a diventare un dealer di poker riescono a farcela: il lavoro non è così fashion come sembra in tv.

"Ti deve piacere ciò che fai", dice Stone. "Fai parte dell'industria dei servizi e hai a che fare con persone che spesso non sono molto gentili. I dealer vengono accusati di distribuire pessime mani e cose simili. Devi avere del pelo sullo stomaco, altrimenti non riuscirai a gestire tutte quelle scempiaggini".

Ovviamente c'è anche l'altra faccia della medaglia. I principali eventi di poker spesso si disputano in luoghi spettacolari in giro per il mondo, e i migliori dealer in circolazione (in tempi non di Covid) possono lavorare anche a tre eventi in un mese. La maggior parte dei dealer sono dei freelance e possono lavorare per diversi tour, e anche se condizioni e stipendio variano da un datore di lavoro all'altro, i costi di viaggio e alloggio sono spesso coperti oltre alla paga.

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I dealer si preparano per una giornata all'EPT Praga

Di solito il salario dipende dal montepremi del torneo, e di norma gli operatori pagano in base alle ore. Ecco perché molti dealer amano le lunghe giornate dei tornei: più lavoro significa più denaro guadagnato.

Anche se non c'è molto tempo per rilassarsi durante le fasi clou di un evento, nulla vieta a un lavoratore di un torneo di poker di aggiungere un paio di giorni all'inizio o alla fine di un viaggio, per visitare la città o rilassarsi. La cosa migliore, però, è che i dealer lavorano solitamente in grossi team che spesso viaggiano insieme. Così nascono amicizie con i colleghi, coi quali condividere alti e bassi - e anche le spese di viaggio e alloggio.

"Esiste sicuramente un senso di comunità", continua Stone. "Tutte queste persone che lavorano spesso per anni con i loro amici. Penso che molti dealer di poker amino davvero l'industria. Amano il gioco. Sono molto orgogliosi e, secondo la mia esperienza, io ho sempre volute essere il miglior dealer. All'epoca non volevo che qualcuno fosse più bravo di me".

Stone spiega che molte persone tendono a mollare il lavoro di dealer, quando le priorità della vita cambiano - "è un tipo di lavoro per giovani" - ma ci sono anche persone che ne fanno una carriera lunga. Il passo naturale è diventare supervisore e poi magari direttore di torneo, visto che ruoli di maggior esperienza sono prerogativa di chi ha svolto precedentemente il lavoro di dealer. I dealer sono i più vicini all'azione e la osservano con maggior attenzione; devono contare e manipolare chip velocemente e con precisione. Queste sono tutte skill richieste da posizioni senior nello staff dei casinò, e le promozioni avvengono sempre internamente.

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Un buon dealer fa girare il gioco velocemente e con precisione

Ovviamente alcuni dealer sognano di diventare giocatori di poker e sfruttano l'opportunità di osservare i tavoli da vicino per capire meglio nuove strategie e stili. Ma mantenere un buon ritmo di gioco, senza commettere errori, è di gran lunga prioritario rispetto a raccogliere consigli sulla strategia del poker, e i migliori dealer sono quelli in grado di rimanere concentrati per lunghi periodi, senza distrarsi.

Nel 2010 abbiamo passato un po' di tempo con molti dealer delle World Series of Poker (WSOP) di Las Vegas, persone di ogni estrazione sociale che hanno lavorato per lunghe ore ai tavoli, per sette settimane di fila. Tra loro c'era Doug Schertz, insegnante di matematica delle superiori in pensione, proveniente da Crystal Lake (Illinois), che all'epoca aveva 63 anni ed era alle sue quarte World Series come dealer.

"Non sono coinvolto emotivamente", raccontava Schertz. "Cerco solo di fare il miglior lavoro possibile, senza commettere errori. E mi assicuro che la persona giusta vinca quanto debba vincere... Non ho alcuna aspirazione a diventare una stella del poker, ma mi piace farne parte".

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