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Sei stato invitato? Uno sguardo alle partite private di poker più esclusive

Di recente, un torneo di beneficenza su PokerStars ha raccolto $1 milione per varie cause nobili, inclusi $500.000 per il nostro partner benefico CARE International. Il torneo ha avuto uno dei field più ricchi di stelle mai visti prima d'ora: tra gli altri, hanno partecipato i vari David Schwimmer, Liam Payne, Aaron Paul, Teri Hatcher, Lisa Kudrow, Amy Schumer, Neymar Jr., Edward Norton, Bryan Cranston, Don Cheadle e Macauley Culkin.

Ad aprile, una partita di poker di beneficenza, molto simile, ha ottenuto parecchia pubblicità, generando un altro assegno a sette cifre per Feeding America, un'associazione no profit che gestisce banche del cibo negli Stati Uniti. In quell'occasione, tra le celebrità che hanno giocato possiamo citare Ben Affleck, Matt Damon, Tom Brady, Adam Sandler, Sarah Silverman, Cheryl Hines, Adam Levine, Jason Bateman, Jon Hamm, Tobey Maguire, Jason Mewes e Kevin Smith; ancora una volta, il poker è stato un semplice mezzo per aiutare una giusta causa.

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Lo Stars CALL for Action ha raccolto $1 milione

La lunga lista di celebrità che hanno dimostrato il loro interesse per il poker solleva un'altra questione: dove giocano di solito? Tutti questi volti familiari sono sembrati dei perfetti giocatori di poker, eppure non li vediamo protagonisti nei principali eventi di poker live. La risposta, piuttosto ovvia, è che giocano nelle partite private - un rifugio per i giocatori con diversi tipi di bankroll e abilità, ma utile in particolare per le stelle più famose al mondo. Vogliono giocare a stake che contino davvero qualcosa per loro, ma senza doversi confrontare con i professionisti pronti a spennarli fino all'ultimo centesimo, togliendo il divertimento dal gioco.

Molte di queste partite di poker sono esattamente questo: private. Sostanzialmente non ci sono informazioni su di esse, ma ogni tanto qualche dettaglio delle partite tra celebrità diventa di dominio pubblico. Ecco dunque cinque delle partite private high-stakes più intriganti, incluso chi ci gioca, quanto costano e perché sono così affascinanti.

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Il top di Hollywood -- AKA Molly's Game

Ancora prima dell'uscita del libro e del film, si parlava molto di questa partita di poker esclusiva a Hollywood, a cui partecipavano tante stelle di prim'ordine. Gente del calibro di Tobey Maguire, Ben Affleck e Leonardo DiCaprio pare che ci giocassero, a livelli a cui nessuno potrebbe nemmeno sognare di sedersi al tavolo, almeno senza un assegno di circa $15 milioni a film.

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La partita privata è diventata la base di un'autobiografia e di un film

Dopo che Molly Bloom ha vuotato il sacco nella sua autobiografia, da cui Aaron Sorkin ha tratto il suo film Molly's Game, sono usciti diversi dettagli importanti: la partita è nata al The Viper Room, un nightclub a ovest di Hollywood, prima che la Bloom si staccasse per organizzare la sua partita privata. Il buy-in all'inizio era di circa $10.000, ma presto ha raggiunto i $250.000. E la Bloom afferma di aver visto un giocatore perdere $100 milioni in una sola notte.

Per quanto riguarda i giocatori, be', Maguire viene sempre citato come uno dei regular più affidabili, e in molti reportage viene definito come il primo padrone di casa - anche se il suo atteggiamento nei confronti dello staff e degli avversari lasciava molto a desiderare, a quanto pare. Sia Affleck sia DiCaprio partecipavano, mentre tra i giocatori occasionali spiccavano gli attori Matt Damon e Macaulay Culkin, il rapper Nelly e le gemelle Olsen. Anche le stelle dello sport Pete Sampras e Alex Rodriguez pare abbiano fatto capolino, quando è stato aperto anche un tavolo a New York, ma la loro partecipazione in qualità di giocatori non è stata confermata. Inoltre, c'è una lunga lista di manager di hedge-fund, proprietari di club sportivi e magnati dell'intrattenimento che hanno portato le loro ricche finanze al tavolo da gioco.

Chi volesse provare a ottenere un invito a questa partita, oggi dovrebbe affrontare un ostacolo insormontabile: non esiste più. Bloom si è vista congelare i propri beni dall'FBI e la partita è collassata. Tuttavia, raramente il desiderio di giocare a poker evapora completamente, perciò vale la pena chiedere a Maguire dove gioca a carte di questi tempi, la prossima volta che lo vedrete alle World Series of Poker (WSOP).

Le partite cash al Triton Poker

Per quasi dieci anni, si è parlato molto di queste fantomatiche ed enormi partite underground frequentate da un mucchio di misteriosi gambler asiatici. Pare che fossero proprio queste partite il motivo dell'assenza dai tavoli mainstream di giocatori come Tom "durrr' Dwan e Phil Ivey, apparentemente sedotti dalla possibilità di interpretare il ruolo dei giocatori di alto livello seduti al tavolo dei ricchi player amatoriali, a patto di accettare gli inevitabili enormi swing e qualche regola un po' fuori dal comune. Anche se probabilmente molti dei racconti su queste partite sono stati un po' romanzati, è sicuramente vero che molti uomini d'affari e professionisti asiatici hanno un gran voglia di partite di poker high stakes.

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Il businessman malese Paul Phua gioca in alcune delle partite più ricche che ci siano

Negli anni recenti, queste partite sono uscite dal mistero, grazie principalmente a Triton Poker, una compagnia co-fondata da Paul Phua e Richard Yong, due uomini d'affari malesi. Prima dell'attuale lockdown, le partite si giocavano in giro per il mondo, insieme a una serie di tornei per super high roller che hanno fatto visita alla Corea del Sud, al Montenegro, a Londra e alla Filippine. Quando i tavoli del torneo chiudevano a fine giornata, si cominciava a giocare cash. Phua e Yong offrivano spesso molta action, giocando a livelli equivalenti più o meno a $3.000-$6.000. Spesso si giocava allo short-deck hold'em, e al tavolo si vedevano un buon numero di uomini d'affari insieme a una pletora di professionisti. Tra questi, Dwan era un frequentatore abituale, come anche Mikita Badziakouski, Jason Koon, Rui Cao, Andrew Roble e Ike Haxton.

Piatti da diverse centinaia di migliaia di dollari sono all'ordine del giorno: Koon ha vinto un piatto di oltre €2 milioni contro Elton Tsang, mentre Dwan ne ha perso uno di oltre $2,3 milioni contro Phua - ma ci sono voci ricorrenti di partite ancora più grosse, che di solito iniziano al termine delle partite streammate e ben reclamizzate.

NetJets Poker Invitational

Quando diventate clienti di NetJets, entrate in un club esclusivo. Diventate quel tipo di persona che ha una quota in un jet privato e per la quale un viaggio in aereo diventa una passeggiata rilassante distesi su una poltrona in pelle con un buon whiskey, piuttosto che una bottiglia d'acqua presa dallo zainetto e "per favore metta il suo laptop in una cesta separata". Essere membro di NetJet significa anche godere di un privilegio insolito: il buy-in di un torneo di poker annuale, organizzato da Warren Buffet a Las Vegas, e chiamato, prevedibilmente, NetJets Poker Invitational.

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Warren Buffett organizza il NetJets Poker Invitational

Creato come evento per fare networking, e con circa 250 partecipanti ogni anno, è più un'occasione per scambiarsi biglietti da visita che soldi. Ma gli sponsor mettono, pare, circa $2,5 milioni di premi per i giocatori del final table: da auto sportive a soggiorni in hotel, passando per regali a 6 cifre. Secondo i bene informati, Bill Gates, Tom Brady, Matt Damon e George Lucas hanno tutti partecipato a questo torneo, anche se la maggior parte dei giocatori appare di più nei consigli d'amministrazione che sui giornali.

Il giornalista di Forbes Randall Lane una volta si è assicurato un posto al tavolo e ha rivelato alcuni dettagli dell'evento, incluso il fatto che ciascun tavolo avesse un giocatore con una taglia da $5.000 sulla testa. La stella del basket Vince Carter era il giocatore più riconoscibile, con una fascia nera a indicare la propria taglia. Gli altri avversari di Lane erano un imprenditore farmaceutico, un dirigente di un private equity di New York, un manager, il figlio dell'ex governatore del New Jersey che gestisce Goldman Sachs, e un ex presidente di Yahoo e membro del consiglio di Berkshire Hathaway. Phil Gordon commentava (era il 2012) e Jerry Seinfeld intratteneva il pubblico con qualche sua gag.

Tecnicamente, questo torneo è aperto a tutti - a patto che vi iscriviate a NetJets. Sappiate però che, secondo un articolo di Forbes del 2017, per essere membri ci vogliono dai $550.000 ai $4,4 milioni.

Le partite cash della Silicon Valley

È difficile tenere traccia dei pezzi più grossi dell'industria tech, con tutte queste compagnie che spuntano come i funghi, crescono e poi esplodono con la stessa rapidità di un giocatore di poker in un torneo hyper turbo. Questo significa che è molto complicato anche tenere traccia di chi gioca a poker nella Silicon Valley da un mese all'altro, figurarsi di chi ospita le partite più ricche. Detto questo, ci dev'essere per forza qualcuno. Negli anni, la stampa specializzata e i siti di poker hanno parlato spesso di queste partite della Valley e di come giocatori californiani quali David Einhorn e Roger Sippl appaiano in situazioni pokeristiche più tradizionali.

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Phil Hellmuth è lo squalo delle partite della Silicon Valley

Nel 2008, un articolo di Wired raccomandava ai giovani imprenditori di imparare il poker, se avessero voluto incontrare i venture capitalist, citando la storia di Zach Coelius che ha fondato Triggit dopo aver socializzato con alcuni angel investor in una partita di poker. "Se volevi, potevi andare a una partita di poker tutte le sere della settimana", spiegava Coelius.

Nel 2014, Business Insider indicava nella casa di Chamath Palihapitiya, uno dei primi dirigenti di Facebook diventato poi venture capitalist nonché fondatore e CEO di Social+Capital, come organizzatore di una delle partite di poker. Gli stake venivano descritti come "relativamente modesti", ma al tavolo erano seduti giocatori dal contro in banca stratosferico. Business Insider descriveva un interesse nel poker da parte di David Sacks, il fondatore di Yammer, di Jason Calacanis, che ha venduto la sua start-up Weblogs, Inc alla Time Warner per $25 milioni, di Dave Goldberg, CEO di Survey Monekey e di Mark Pincus, co-fondatore di Zynga.

L'unico professionista che spunta costantemente alle partite di poker nella Silicon Valley è Phil Hellmuth. Il 15 volte vincitore di un braccialetto WSOP, residente a Palo Alto, è uno squalo abbastanza grande che i giocatori amatoriali vorrebbero prendere all'amo.

Le partite private di Bill Perkins

Il mese scorso, gli amanti del gossip nel poker sono andati in visibilio quando Bill Perkins, regular dei Super High Roller, ha dichiarato su Twitter di essere stato vittima di cheating. Per una serie di ragioni, Perkins ha omesso quasi tutti i dettagli salienti, a parte spiegare che il cheating sarebbe avvenuto durante una partita privata in cui gli stake erano incredibilmente alti.

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Bill Perkins è uno dei giocatori di poker più entusiasti

Ha perfettamente senso, ovviamente, che uno dei giocatori di poker più appassionati, incidentalmente tra i più ricchi d'America, giochi in partite private a stake super alti contro avversari dello stesso ceto, con abilità simili e altrettanto ricchi. (Il presunto cheating sarebbe capitato dopo lo spostamento della partita su un'app non regolamentata, a causa del lockdown imposto dal Covid-19: alcuni pro avrebbero giocato con un account al posto del legittimo proprietario). Non abbiamo abbastanza informazioni per capire quanto ci sia di vero, né di mettere in discussione la moralità di chicchessia, ma possiamo sicuramente dimostrare un certo interesse voyeuristico nella partita a cui Perkins gioca regolarmente. Probabilmente è tra le più ricche del pianeta. Durante la discussione di cui sopra sono usciti piccoli frammenti di informazioni, incluso il fatto che lo spaccone più famoso del poker, Dan Bilzerian, abbia partecipato al gioco.

Sebbene sia quasi impossibile verificare la veridicità di qualsiasi affermazione di Bilzerian, la stella di Instagram dice di aver vinto svariati milioni giocando a poker, inclusi $10,8 milioni in una sola sera. Nel frattempo, Perkins ha confermato che gli stake erano talmente alti che persino a uno ricco come lui bruciava perdere. Anche Bilzerian, il cui personaggio è costruito su un certo menefreghismo misto a immunità riguardo agli swing del poker, non aveva molta voglia di riderci sopra. Va da sé che la partita di Perkins sia ricca di "balene". Sempre che riparta.

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