pokerstars.it

L'israeliano Uri Gilboa è il campione dell'EPT di Sochi 2019! A lui vanno trofeo e 382.000 euro di premio!

Dopo otto ore di gioco lo European Poker Tour di Sochi, annata 2019, ha il suo campione. E' l'israeliano Uri Gilboa che, in un testa a testa finale decisamente a sorpresa, ha superato il connazionale Zakhar Babaev, dominatore del Day4. Gilboa ha potuto in questo modo sollevare il trofeo di PokerStars al cielo, primo israeliano a trionfare in un EPT, e incassare €382.000 di prima moneta. Per Babaev è arrivato invece un premio di €232.000.

NEIL3351_Uri_Gilboa_EPTSochi2019_NEIL_STODDART.jpgUri Gilboa

Finale a sorpresa, dicevamo, e per una serie di ragioni. La più evidente è rappresentata dalla scarsa probabilità di un heads-up tra due giocatori non russi, in un field - quello del ME - dominato dalla presenza di player di casa (76%, 5% gli israeliani). A maggior ragione quando i due finalisti provengono da un Paese dove non è possibile organizzare eventi di poker dal vivo e sono entrambi giocatori amatoriali.

Ciononostante il poker sta crescendo in Israele e il risultato di questo EPT di Sochi non potrà che rafforzare questa tendenza, come ha sottolineato il vincitore, con un pizzico di orgoglio patriottico: "Sono contento di essere il primo [a vincere un EPT], ma lo standard del poker israeliano è cresciuto tantissimo, e abbiamo già ottenuto molti risultati nelle WSOP e in altri tornei europei. Posso quindi essere il primo campione [israeliano] di un EPT ma, credetemi, non sarò l'ultimo".

Torniamo alla cronaca del final table. La partita è iniziata, lo ricorderete, con l'enorme vantaggio in chips di Zakhar Babaev sugli avversari. Nel corso dei due primi livelli di gioco, il chipleader ha consolidato la sua posizione mentre, dalla retrovie, sono saliti l'ottimo player russo Ivan Ruban e Uri Gilboa, quest'ultimo approfittando di una cattiva lettura del russo Vyacheslav Mizun. Apre il gioco con 155.000 chips (bui30K/60K bb ante 60K) l'israeliano da utg con J♥J♣ e trova il call dal bottone di Mizun con A♠T♣ e di Maksim Pisarenko che difende da BB con A♣3♦. Il flop scende così: 2♦2♥8♠. C-bet di Gilboa per 250.000, call di Mizun e fold (dopo il check iniziale) di Pisarenko. Turn: 3♠. Gilboa piazza altre 600.000 chips, Mizun usa un time-bank prima di andare ai resti. Snap-call dell'israeliano. Il river è un ininfluente 9♠ che porta in alto Gilboa e azzoppa Mizun, ora short stack.

Non è Mizun, però, il primo out della giornata ma il connazionale Serafim Kovalevsky il quale, rimasto con 1,4 milioni (bui 40K/80K BB ante 80K), pusha diretto preflop con 6♦6♣. Purtroppo per lui, Zakhar Babaev è pronto al call da small blind, in netto vantaggio con 8♠8♣. Il board è senza sussulti e Kovalevsky lascia il final table al 6° posto, per €74.800.

b5a21134cc2.jpgSerafim Kovalevsky

Nelle mani successive si assiste a vere e proprie "montagne russe" - perdonateci il gioco di parole - per Mizun che prima subisce uno scoppio da Pisarenko (A♦Q♣ vs K♠Q♠ e full al flop K♦K♥Q♦ per quest'ultimo) e scende a sole 95.000 chips; poi infila 4 raddoppi di seguito e ritorna a 1 milione!

Il final table inizia decisamente a riscaldarsi. E infatti arriva una gran giocata da parte del chipleader. Ivan Ruban limpa da bottone con A♠5♠ consentendo il check da BB a Babaev che ha 7♠2♦. Il flop porta J♣J♠5♣, sul quale il chipleader esce puntando 125.000. Il call del russo porta un T♠ al turn. Altra "barellata" dell'israeliano, questa volta per 260.000 gettoni. Ruban rilancia a 660.000 ma Babaev, dopo un time-bank, gli va sopra fino a 2,2 milioni. Ruban usa 4 carte time-bank e alla fine folda!

b4f96201553.jpgIvan Ruban

Babaev sembra in controllo ma, forse per eccesso di fiducia, tenta due volte di rubare i pot al connazionale Gilboa, decisamente poco propenso ai fold. Nel giro di un livello il vantaggio di Babaev su Gilboa si riduce a poco più di un milione di gettoni.

Siamo al livello 29 (50K/100K bb ante 100K) quando arriva la seconda eliminazione della giornata e il colpo è di quelli pesanti. Apre Mizun con K♠K♣ e trova il call di quasi tutti gli avversari: Babaev dal bottone con A♥J♥, Pisarenko da SB con 4♦4♥ e infine Gilboa che, approfittando del ricco pot, si inserisce con Q♣3♣. Flop: 2♣K♦A♣. Mizun sbaglia la size della puntata che viene trasformata in mini-bet 100.000, call di Babaev e Gilboa. Al turn si materializza un T♣ che regala flush a Gilboa. Check di quest'ultimo, Mizun piazza 300.000 gettoni in mezzo, fold di Babaev e raise di Gilboa fino a 800.000. Mizun mette i restanti 1.440.000 che l'israeliano "snappa". Un 7♦ completa il board e non fa il miracolo (di un fullhouse) per il russo che è player out al 5° posto per €98.500.

b369d0e3e81.jpgVyacheslav Mizun

Da questo momento in poi è un alternarsi al comando tra Gilboa (chipleader dopo la mano sopra descritta) e Babaev, mentre Ruban scende pericolosamente in basso. Ed è proprio lui, sul finire del livello, ad abbandonare la compagnia. L'azione sembra un segno del destino (o chiamatelo come preferite). Apre Gilboa con 5♠5♥ per 225.000 e subisce la 3-bet all-in (1.215.000) di Ruban che ha Q♠Q♣. Call dell'israeliano. Il flop non fa scherzi, ma il turn porta un 5♣ che cambia le sorti della mano e forse del torneo. Un river ininfluente sancisce l'eliminazione di Ivan Ruban in 4a piazza, con in tasca €124.000.

La fase 3-handed ininzia con i due player di Israele sopra i 9 milioni e il russo Pisarenko sotto soglia 3 milioni. In maniera molto corretta, non ci sono segnali di "collaborazione" tra i due connazionali che, al contrario, si sfidano spesso e volentieri sul "ring" (omaggio alla passione di Uri Gilboa per il mitico Rocky Balboa, come si può notare dalla sua t-shirt). Ma Pisarenko è troppo lontano e la differenza in chips incide pesantemente sul suo gioco. Quando il livello sale a 60K/120K BB ante 120K, ha troppo pochi bb dietro e decide di andare all-in con K♣8♠. Gilboa è pronto al call con J♠J♦. Il flop J♥T♥A♦ consegna il set all'israeliano ma anche 4 out di gutshot a Pisarenko, che tuttavia non si materializzano né al turn 5♦ né al river 7♦. Anche l'ultimo russo in gara è out, 3° per €165.000.

b497c2535a4.jpgMaksim Pisarenko

L'heads-up inizia con Gilboa avanti 2:1. Dopo una ventina di mani, Babaev si salva e passa al comando con questa mano: apre a 355.000 (bui sempre 60K/120K bb ante 120K) con A♦Q♠ e Gilboa chiama con Q♥8♥. Il flop porta un po' di tutto: 5♥4♦A♥, top pair per Babaev e flush draw per Gilboa. I due finiscono ai resti, ma le ultime due carte del board T♣8♦ non spostano il vantaggio di Babaev.

Per circa un'altra mezz'ora succede poco e la situazione rimane di sostanziale parità. Sul finire del livello, però, arriva la mano che decide il torneo. La inizia Gilboa con un rilancio fino a 475.000 chips. Babaev, forse perplesso di fronte all'entità o provato dalla fase di grande equilibrio, va diretto ai resti per 11.120.000 chips. Instant call del suo avversario che mostra A♦K♥, mentre Babaev con rammarico gira sul tavolo A♣9♠. Il board porta subito un K♦ che in pratica condanna Babaev a restare con solo 12 bb.

All-in subito nella mano successiva. Showdown:

Babaev: 8♣4♥

Gilboa: A♥4♣

L'ultimo board di questo EPT Sochi Main Event è A♣T♥5♦4♠6♥ e decreta la vittoria di Uri Gilboa su Zakhar Babaev, 2° classificato per €232.000.

e538181ca0.jpgZakhar Babaev (a sx)

Questo il quadro riassuntivo del final table:

1° - Uri Gilboa, Israele - 27.475.000 ₽ (€382.000)
2° - Zakhar Babaev, Israele - 16.737.000 ₽ (€232.000)
3° - Maksim Pisarenko, Russia - 11.865.000 ₽ (€165.000)
4° - Ivan Ruban, Russia - 8.953.000 ₽ (€124.000)
5° - Vyacheslav Mizun, Russia - 7.091.000 ₽ (€98.500)
6° - Serafim Kovalevsky, Russia - 5.390.000 ₽ (€74.800)

Quello di Gilboa è forse un piccolo miracolo di tenacia e determinazione, come avrebbe detto il suo mito Rocky Balboa: "non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti".

Archivio