Home / Le basi del Poker / Strategie / Obiettivi delle puntate nel poker

Obiettivi delle puntate nel poker

In una partita di poker, una puntata consiste nel trasferire delle chips nel piatto. Si tratta della prima azione aggressiva in un turno di puntate, che determina il prezzo da pagare per gli altri giocatori che desiderano restare nella mano.

Sapere quando e perché puntare è una delle principali abilità del gioco del poker. Una volta presa la decisione di entrare nel piatto, devi scegliere l’importo giusto per la puntata.

Per individuare il momento giusto per piazzare una puntata, devi innanzitutto comprenderne il motivo. In linea di massima, ci sono tre ragioni principali per cui puntare.

  • Value bet: l’obiettivo è incrementare il valore del piatto e provare a vincere il massimo con una mano forte. In genere, ti conviene ricorrere alla value bet se hai una mano superiore al range dell’avversario e se riesci a identificare le mani che potresti battere. L’obiettivo di una value bet è incrementare il valore del piatto per cercare di vincere il massimo delle chips con la mano migliore.
  • Bluff: lo scopo è costringere gli avversari a passare e vincere con una mano debole. Il bluff è un’abilità chiave in qualsiasi partita di poker, perché ti consente di guadagnare chips senza la necessità di vincere allo showdown, oltre ad aiutarti a equilibrare il tuo range di value bet.
  • Puntata merged: nota a volte come protection bet, viene piazzata per proteggere una mano, costringendo gli avversari a pagare di più per proseguire. Le puntate merged vengono spesso effettuate con un range che include mani di valore medio, in vantaggio rispetto ai range di alcuni avversari, ma in svantaggio rispetto ad altri.

In questa pagina spiegheremo tutti gli aspetti e gli obiettivi dei vari tipi di puntate, con alcuni esempi che ti aiuteranno a individuare il momento giusto per ricorrere a ogni puntata.

Analizzeremo il funzionamento della continuation bet nel poker. Questa puntata al flop effettuata dall’aggressore pre-flop rientra in una delle tre categorie illustrate in precedenza. Affronteremo aspetti più sofisticati come le thin value bet e i semi-bluff.

Nozioni di base delle puntate di poker

Una puntata consiste nel trasferire delle chips nel piatto. Si tratta della prima azione aggressiva del giro di puntate, che può rappresentare un segnale di forza o un modo per vincere il piatto bluffando.

Nel poker live, per poter effettuare una puntata, devi trasferire fisicamente le chips in mezzo al tavolo. Tranne nel caso in cui dichiari l’importo della puntata, il dealer conterà le chips che hai piazzato come importo da puntare.

Nel poker online, puoi piazzare le puntate spostando la barra scorrevole o digitando l’importo desiderato. Puoi anche impostare delle puntate predeterminate, quelle che piazzi con maggiore frequenza.

Una puntata può essere un modo per incrementare il valore con le mani forti o per provare a vincere il piatto con un bluff.

Ecco come funzionano le puntate rispetto alle altre decisioni possibili.

  • Fare check o puntare: se sei il primo ad agire del tavolo o se tocca a te dopo che tutti gli altri hanno fatto check, puoi scegliere tra il check e la puntata. Se fai check, non devi trasferire altre chips nel piatto. Se, invece, opti per la puntata, devi scegliere l’importo da piazzare. In tal caso, gli altri giocatori dovranno pareggiare la tua puntata o passare la mano. Secondo le regole del poker, in questo momento potresti anche passare. Tuttavia, il check ti consente di raggiungere lo stesso obiettivo senza la necessità di abbandonare la mano.
  • Vedere, rilanciare o passare: se qualcuno ha già piazzato una puntata, le opzioni disponibili cambiano. In questo caso, infatti, non puoi puntare, mentre puoi vedere (call) la puntata dell’avversario mettendo nel piazzo la stessa quantità di chips. Puoi anche rilanciare (raise), piazzando un importo superiore a quello richiesto, o passare la mano (fold).

Panoramica dei turni di puntate

Ogni mano si svolge nel corso di quattro turni di puntate: pre-flop, flop, turn e river. Di seguito viene illustrato il funzionamento delle varie mani:

  • nel primo turno di puntate, ogni giocatore riceve due carte personali (hole cards);
  • nel secondo turno vengono distribuite tre carte comuni (community card) al flop;
  • nel terzo turno viene distribuite un’ulteriore carta comune al turn;
  • nell’ultimo turno di puntate, viene distribuita l’ultima carta comune al river.

Pre-flop non è possibile puntare, visto che il piccolo e il grande buio rappresentano le puntate di apertura della mano. Tuttavia, puoi vedere il grande buio (azione nota come limp), passare la mano o rilanciare.

Se entri nel piatto pre-flop, vorrai sempre farlo rilanciando con il tuo intero range. Un approccio del genere ti consente di piazzare delle puntate efficaci nei turni di puntate pre-flop, indipendentemente dalla scelta di bluffare o incrementare il valore del piatto.

Puoi puntare in qualsiasi turno post-flop. Chiunque voglia continuare nella mano deve almeno pareggiare la puntata corrente. Se, al termine dell’ultimo turno di puntate, due o più giocatori rimangono nel piatto, la mano va allo showdown e vince la mano migliore.

Value bet

Se credi che la tua mano sia più forte di quella dell’avversario o di superarlo in termini di range, devi cercare di generare una vincita. Per farlo, devi ricorrere alla value bet. L’obiettivo è fare in modo che anche le mani più deboli vedano la tua puntata e,

in questo contesto, la value bet può aiutarti a sfruttare al massimo le mani vincenti. Elemento essenziale della strategia poker, una value bet piazzata durante più street ti consente di creare ricchi piatti, con la possibilità di vincere interi stack grazie all’all-in.

Esempio di value bet

Hai AK e, grazie al flop A510, realizzi la top pair, vale a dire una coppia d’assi con il kicker più alto. La tua mano potrebbe anche migliorare fino al colore nut con una carta di cuori al turn o al river. Nella maggior parte dei casi, ti conviene piazzare una value bet per incrementare il valore del piatto e ottenere il massimo della vincita con la tua mano forte. Puoi sempre piazzare un’ulteriore value bet al turno, indipendentemente dal fatto di centrare o meno il colore.

Quando e come optare per la value bet

Anche se piazzare una value bet con il nuts può sembrare una scelta obbligata, sapere quando e con quali importi ricorrere a questo tipo di puntata non è facile. Devi valutare la forza della tua mano rispetto al range di mani dell’avversario, considerando allo stesso tempo altri aspetti come le dinamiche del board e le dimensioni degli stack.

Come regola generale, puoi piazzare una value bet tutte le volte che la tua mano è in vantaggio sulla metà del range dell’avversario. In altre parole, se sei in vantaggio con più mani rispetto a quelle con cui parti sconfitto e credi di poter incassare una vincita, vale la pena optare per questa puntata.

  • Valore relativo della mano: a meno che tu non abbia il nuts, il valore della mano è sempre relativo a quella degli avversari. Per piazzare una value bet, devi prima valutare se la probabilità che si verifichi uno scenario vantaggioso è superiore rispetto a uno perdente. Inoltre, devi capire se gli avversari dispongono di mani nel proprio range che puoi battere.
  • Struttura del board: se favorisce la tua mano, puoi optare per la value bet. Se, invece, le dinamiche sono più vantaggiose per la mano di un avversario, puoi cercare di gestire il piatto optando per il check o il check-call.
  • Tendenze degli avversari: ogni giocatore ha le proprie tendenze e un determinato approccio strategico. Ad esempio, alcuni vedono troppo spesso, altri quasi mai. Gli avversari più esperti, invece, possono rilanciare con maggiore frequenza per metterti sotto pressione. È importante adattarsi a queste tendenze, come spiegheremo più nei dettagli in seguito.
  • Dimensioni delle puntate: ci sono due modalità di gestione degli importi delle puntate. Una consiste nel trovare un equilibrio perfetto tra range delle value bet e bluff. L’altro metodo consiste nell’adottare una strategia “exploitative” per cercare di ottenere il maggior numero di chips possibile dagli avversari più deboli. Ad esempio, puoi piazzare puntate più alte contro le calling station per ottenere il maggior valore.

All-in

Nel No Limit Texas Hold’em, il massimo che puoi puntare è il tuo intero stack. Puoi farlo andando all-in durante uno qualsiasi dei quattro turni di puntate.

Se disponi di una mano di gran lunga superiore al range dell’avversario, puoi andare all-in come scelta value o, in alternativa, quando il rapporto tra lo stack e il piatto è sufficientemente alto da rendere ragionevole l’importo dell’all-in rispetto alle dimensioni del piatto.

Il raggiungimento di questo obiettivo potrebbe richiedere più street di puntate. Ad esempio, punti al flop e al turn e, al river, ti resta una puntata all-in delle dimensioni del piatto. Le puntate all-in possono essere effettuate pre-flop e al flop, in presenza di stack ridotti.

Lo scopo dell’all-in come scelta value è raddoppiare il tuo stack contro una mano più debole. Sebbene si tratti di una mossa rischiosa, ti offre il massimo della ricompensa se va a buon fine.

Thin value bet

Come abbiamo accennato in precedenza, la forza di una mano è relativa. Se hai il nuts o una mano simile, è facile optare per una value bet, magari andando all-in al più presto contro un range di mani inferiore.

Tuttavia, con le mani più deboli, la value bet è più difficile da gestire. In questi casi, devi cercare il giusto equilibrio tra i check e le flat call per controllare il piatto e le puntate e i rilanci per incrementarne il valore.

Se, ad esempio, hai la top pair e viene fuori una coppia più alta o si forma un colore sul board, potresti optare per il check fino allo showdown. Tuttavia, prendere una decisione del genere senza valutare attentamente lo scenario è il modo migliore per perdere valore.

I pokeristi più esperti, invece, sono in grado di individuare il “thin value”. Per farlo, devi farti un’idea realistica del range dell’avversario, restringendolo mentre la mano prosegue in base alle decisioni prese. Un approccio del genere ti aiuterà a capire meglio la tua posizione nelle street successive.

Errori da evitare con le value bet

Il poker è un gioco semplice quando hai la mano migliore, poiché è molto difficile perdere chips. Tuttavia, l’aspetto principale della value bet è quanto riuscirai a vincere, un aspetto essenziale per la percentuale di vincita a lungo termine. Ecco gli errori da evitare con le value bet.

  • Perdita di valore: si verifica quando eviti di piazzare value bet con mani forti per la paura di imbatterti in mani migliori.
  • Value bet con mani deludenti: l’obiettivo di una value bet è convincere le mani più deboli a vedere. Se nessuna delle mani più deboli può vedere la tua mano o se, con tutta probabilità, sei in svantaggio, non ti conviene puntare per incrementare il valore del piatto. Nei casi del genere, infatti, ti conviene optare per il check-fold o il check-call.
  • Puntate troppo basse o troppo alte: trovare il giusto equilibrio è un aspetto fondamentale per le value bet. Se punti troppo alto, infatti, potresti intimorire gli avversari che, in altre circostanze, avrebbero visto. Sul versante opposto, una puntata eccessivamente bassa non ti consentirà di raggiungere la vincita massima o di incrementare il piatto in vista delle street successive.

Puntare con un bluff

Per molte persone poche esperte di poker, il “bluff” è un elemento centrale del gioco. Sebbene si tratti di una strategia molto importante del poker, ti conviene considerare il ricorso al bluff solo se credi che, con questa mossa, riuscirai a far passare l’avversario.

Il bluff consiste nel piazzare una puntata per costringere gli altri giocatori a passare, anche se hanno una mano migliore della tua. La seconda parte di questa procedura è importante quanto la prima, poiché, se gli avversari non passano, il bluff non funzionerà.

Se i bluff funzionano, porterai a casa alcuni piatti senza arrivare allo showdown con una mano perdente. Il bluff è un modo per vincere più chips sfruttando la “fold equity”, vale a dire l’equity che puoi generare costringendo gli avversari a passare.

I bluff ti aiutano inoltre a equilibrare il tuo range di value bet. Bluffando con la giusta frequenza, infatti, renderai le tue mani meno leggibili da parte degli avversari.

Esempio di bluff

Hai J10 da posizione finale e rilanci pre-flop. Il grande buio vede. Il flop è K64 e l’avversario fa check. Hai solo un re come carta alta con il jack kicker, una mano molto debole e con poche probabilità di miglioramento. Tuttavia, anche il tuo avversario potrebbe non avere nulla.

In risposta al check, puoi bluffare facendo credere di avere una coppia di re. In uno scenario del genere, potresti convincere l’avversario a passare anche con una mano migliore della tua, ad esempio asso carta alta.

Il bluff è una mossa spesso molto elaborata, non così semplice come la continuation bet al flop. I pokeristi più abili sono in grado di bluffare in più turni di puntate, facendo aumentare il piatto fino alla vincita finale. Un approccio del genere richiede molta abilità nella lettura delle mani e il coraggio richiesto per procedere fino in fondo.

Giocatore di poker osserva l’azione durante una mano cruciale.

Come e quando bluffare

Non puoi limitarti a lanciare le chips nel piatto sperando di vincere, per almeno un paio di motivi. In primo luogo, la tua storia non avrà senso. Alcuni avversari, infatti, si renderanno conto che le tue puntate non sono coerenti con il tuo range di mani o le decisioni che hai preso fino a quel momento. In secondo luogo, gli altri giocatori potrebbero avere delle mani molto forti e vedere la tua puntata, indipendentemente dall’importo.

Pertanto, per bluffare in maniera efficace, devi trasmettere l’idea di una mano realistica. Facciamo l’esempio in cui rilanci pre-flop e fai check dopo aver mancato il flop. La carta al turn è un asso. Come autore del rilancio pre-flop, hai tante coppie di assi nel tuo range e, in questo caso, una puntata può rappresentare una mano del genere.

Se il bluff viene effettuato nei modi e nei tempi giusti, è impossibile distinguerlo da una value bet. La decisione di vedere o passare sarà molto difficile per gli avversari.

Oltre a rappresentare una mano, devi anche spingere gli altri a passare. Questo approccio funziona meglio in alcune circostanze.

  • Struttura del board: il bluff funziona meglio con un board dry rispetto a uno favorevole ai progetti. Su un board dry, infatti, gli avversari vedono solo se hanno qualcosa in mano. Su un board favorevole ai progetti, invece, ci sono più combinazioni di mani con cui è possibile vedere o rilanciare.
  • Tendenze di gioco degli avversari: i giocatori tight rappresentano il bersaglio ideale per il bluff, poiché passano con eccessiva frequenza e difficilmente vedono con mani inferiori alla top pair. Al contrario, conviene bluffare meno contro le calling station o i giocatori meno abili, che tendono a vedere, a prescindere dall’abilità nel proporre il bluff e dalla forza della loro mano.
  • Posizione: è più facile bluffare se giochi in posizione, poiché conosci già le decisioni degli avversari. Se un giocatore fa check per una o due street, sai che potrebbe avere una mano debole. Se il tuo bluff viene visto al flop o al turn e sei in posizione, avrai la possibilità di rivalutare le circostanze e aggredire nuovamente.
  • Azione di gioco precedente: le decisioni prese nel corso della mano possono offrirti tante informazioni utili, ad esempio se l’avversario ha una mano con cui giocare. Anche se sei fuori posizione, preparati sempre a sfruttare al massimo le debolezze altrui in presenza degli altri aspetti citati in questa sezione.
  • Blocker: si tratta delle carte che riducono le potenziali combinazioni value degli avversari. Ad esempio, se hai l’asso di fiori su un board con re carta alta e tre di fiori, blocchi le combinazioni del colore e di asso-re. Se hai dei blocker, ci saranno meno probabilità che gli altri giocatori abbiano la mano che stai rappresentando.

Bluff o semi-bluff?

Se piazzi una puntata con una mano senza equity nel piatto, stai realizzando un bluff vero e proprio, ad esempio se non centri nessuna mano al river. In uno scenario del genere, l’unico modo per vincere il piatto è costringere l’avversario a passare.

Con un semi-bluff, invece, effettui una puntata con una mano che, sebbene inferiore, dispone di una certa equity nel piatto. Con un semi-bluff, puoi vincere il piatto facendo passare l’avversario o migliorando la mano nella street successiva.

Un esempio è la puntata con un progetto di scala o di colore. Se l’avversario passa, vinci subito il piatto. se vede, hai comunque la possibilità di completare la mano e piazzare una value bet.

Esempio di semi-bluff

Giocatore A: 98
Giocatore B: AJ
Flop: 1073

Il giocatore B rilancia da posizione finale e il giocatore A vede dal bottone. Il giocatore B non centra il flop e fa check. Il giocatore A fa un semi-bluff, piazzando una puntata con un progetto di scala. Il giocatore B decide di passare. Se il giocatore B avesse visto la puntata, il giocatore A avrebbe potuto vincere comunque il piatto al turn, migliorando la mano o puntando nuovamente per proseguire con il bluff.

Bluff in più street

A volte sono necessarie più street per raccontare una storia realistica e spingere gli avversari a passare esercitando la pressione giusta. In questo caso si parla di bluff “double barrel” o “triple barrel”.

Le puntate piazzate al secondo o terzo barrel sono rischiose, visto che ogni bluff è più costoso del precedente. Ma lo stesso discorso vale per gli avversari, che dovranno prendere decisioni ancora più costose.

Pochi giocatori hanno l’abilità o il coraggio richiesti per bluffare in più street. Questo aspetto può giocare a tuo favore, visto che gli avversari potrebbero credere che tu abbia una mano forte quando punti al turn o al river.

Facciamo un esempio simile al precedente, con un semi-bluff effettuato su più street.

Esempio di semi-bluff double barrel

Giocatore A: 98
Giocatore B: AJ
Board: 107310

Il giocatore B fa check al flop dopo aver rilanciato pre-flop. Il giocatore A piazza una puntata con un semi-bluff, ma il giocatore B vede con asso carta alta. Il turn è 10 e il giocatore B fa check nuovamente. Il giocatore A non è riuscito a centrare la scala e ha solo nove carta alta in attesa dell’ultima street. Tuttavia, è difficile che il giocatore B abbia un tris di dieci perché, in tal caso, avrebbe probabilmente piazzato una c-bet al flop con una coppia. Il giocatore A piazza il secondo barrel, puntando due terzi del piatto. Il giocatore B passa.

Errori comuni con i bluff

Bluffare è un’abilità essenziale nel poker ma, affinché siano produttivi, i bluff devono andare a buon fine con una certa frequenza. Affinché un bluff sia redditizio, deve esserci una discreta probabilità che gli avversari passino. Ecco gli errori più comuni da evitare quando decidi di bluffare:

  • non avere un piano o non rappresentare correttamente la mano;
  • bluffare contro avversari che dispongono di un range forte;
  • non prestare attenzione alla struttura del board;
  • ignorare i blocker;
  • bluffare contro le calling station;
  • bluffare troppo spesso nei piatti multiway.

Quest’ultimo punto merita una breve spiegazione. Nei piatti multiway, è più probabile che uno o più giocatori abbiano centrato una mano. Pertanto, devi disporre di mani più forti per piazzare value bet redditizie, bluffando molto meno in questi piatti.

Altri tipi di puntate di poker

Anche se quasi tutte le puntate, in un modo o nell’altro, rientrano nelle categorie della value bet e del bluff, esistono anche altre tipologie. Di seguito spiegheremo le continuation bet, le protection bet e le puntate con un range merged.

Continuation bet

Nota anche come c-bet, si tratta di una puntata effettuata dall’autore del rilancio pre-flop, anche se la mano non migliora al flop. Viene piazzata per proseguire l’aggressione pre-flop con un range senza limiti. In questo caso si parla del giocatore che prende l’iniziativa.

Ad esempio, il giocatore A rilancia da posizione centrale e il giocatore B vede dal grande buio. Il range del giocatore B ha un limite, perché ha visto la puntata invece di rilanciare. Il range del giocatore A, invece, non ha limiti, perché potrebbe qualsiasi mano fino alla pocket pair di assi. Il giocatore A può piazzare una continuation bet su numerosi flop, grazie al vantaggio in termini di range e perché ha preso l’iniziativa.

Una c-bet può essere una value bet o un bluff, a seconda della forza della mano. Ma si tratta anche di un esempio di puntata con range merged, perché include numerose mani di valore medio.

Puntata con range merged

Finora abbiamo esaminato le puntate piazzate per incrementare il valore del piatto e dei tentativi di vincere bluffando. Questo approccio è noto come strategia di puntata polarizzata, vale a dire o hai una mano realmente buona o non ce l’hai.

Con un range merged, invece, punti anche con le mani di valore medio, che possono essere in vantaggio o in svantaggio rispetto al range dell’avversario. Questo tipo di puntata ti aiuta a equilibrare la strategia di gioco, ostacolando il compito degli avversari e rendendo meno leggibili le tue mani.

Protection bet

Il leader della mano può cambiare facilmente con ogni nuova carta. Ad esempio, potresti essere in vantaggio pre-flop, essere superato da un avversario al flop e così via al turn e al river.

Se una mano favorita viene battuta da una più debole, siamo di fronte a un “outdraw” e l’obiettivo della protection bet è, appunto, proteggersi contro questo scenario. Una protection bet è una value bet effettuata per rendere più onerosi i progetti da parte degli avversari.

Se hai una mano che, sebbene ottima, potrebbe essere sconfitta con un outdraw, ti conviene ricorrere alla protection bet. Così facendo, costringerai gli avversari a pagare di più per inseguire i rispettivi progetti o a passare, facendoti vincere il piatto mentre la tua mano è ancora in vantaggio.

Esempio di protection bet

Giocatore A: JJ
Giocatore B: A10
Giocatore C: 56
Flop: J73

Il giocatore A è in vantaggio al flop con un tris di jack. Tuttavia, il board è particolarmente favorevole ai progetti, con potenziali scale e colori in arrivo al turn o al river. Il giocatore A non può pertanto limitarsi al check o al flat call, per evitare di concedere una carta gratuita agli avversari. Pertanto, piazza una puntata elevata per proteggere la propria mano.

Conoscere i limiti di puntata: No Limit, Pot Limit e Fixed Limit

I giochi di poker presentano alcune differenze dal punto di vista delle regole e delle strutture delle puntate. Le principali tipologie sono Pot Limit, Fixed Limit e No Limit.

  • No Limit: in questi giochi di poker puoi puntare importi illimitati e andare all-in con il tuo intero stack in qualsiasi momento. Puoi usare il tuo stack come un’arma per ottenere più chips, incrementare notevolmente i piatti con le value bet o mettere sotto pressione gli avversari con i bluff.
  • Pot Limit: in questi giochi, la puntata massima che puoi piazzare corrisponde all’importo del piatto corrente. Questa struttura delle puntate ti permette comunque di effettuare puntate aggressive. Tuttavia, il limite all’importo massimo offre meno opportunità di andare all-in.
  • Fixed Limit: in questi giochi, l’importo massimo che puoi puntare o rilanciare è predeterminato. Si tratta in genere di una puntata bassa, che corrisponde a un grande buio nei primi due turni di puntate, e di una puntata alta, pari a due grandi bui negli ultimi due turni di puntate. Questo aspetto rende più difficile l’incremento del piatto e la pressione esercitata con i bluff.

Indipendentemente dal tipo di gioco, Pot Limit, Fixed Limit o No Limit, l’obiettivo delle puntate non cambia. In effetti, continuerai a piazzare value bet, bluff e puntate con un range merged.

Tuttavia, le regole delle puntate di poker influiscono in maniera significativa sull’approccio alle partite. Segue un confronto tra le puntate nei giochi No Limit e Fixed Limit.

Value bet

  • Giochi No Limit: dimensioni delle puntate flessibili, possibilità di ottenere il massimo del valore con le mani forti.
  • Giochi Fixed Limit: è più difficile sfruttare le mani più forti per aumentare il valore, mentre è più facile ricorrere alle thin value bet per vincere delle chips.

Bluff

  • Giochi No Limit: possibilità di applicare maggiore pressione con puntate elevate o di andare all-in. Il bluff è un aspetto molto importante della strategia del poker No Limit.
  • Giochi Fixed Limit: le puntate con un limite fisso rendono più difficile il bluff, poiché agli avversari conviene spesso vedere. Si bluffa comunque in questi giochi, ma la scelta dei tempi diventa molto importante.

Pot odds e protection bet

  • Giochi No Limit: possibilità di proteggere le mani già realizzate contro i progetti, grazie alle puntate elevate che rendono negative le pot odds per il call da parte degli avversari.
  • Giochi Fixed Limit: è più difficile proteggere le mani già realizzate. I progetti sono meno onerosi da realizzare nei giochi con limiti di puntata.

Controllo del piatto

  • Giochi No Limit: possibilità di controllare il piatto con check e call, con il rischio che gli avversari piazzino puntate elevate.
  • Giochi Fixed Limit: il controllo del piatto è più semplice in questi giochi, visti i rischi inferiori di perdere grosse quantità di chips.

Raggiungi i tuoi obiettivi scegliendo le dimensioni delle puntate in maniera efficace

I giocatori di poker piazzano le proprie puntate per provare a incrementare il piatto o a vincerlo con un bluff. Tuttavia, scegliere di puntare è solo la prima parte, perché, in seguito, occorre decidere l’importo da puntare.

Le dimensioni delle puntate ti aiuteranno a raggiungere i tuoi obiettivi nel poker. L’entità di una puntata non può svelare la forza della tua mano. Se piazzi value bet e bluff delle stesse dimensioni, infatti, per gli avversari sarà più difficile distinguere tra le due tipologie di puntata.

Contro i giocatori più deboli puoi adattare le dimensioni delle puntate per sfruttare le loro tendenze. Contro una calling station, ad esempio, ti conviene aumentare la puntata per incrementare il valore il piatto.

Le dimensioni delle puntate dipendono da svariati fattori come la struttura del board, la posizione, i range delle mani, il rapporto tra stack e piatto, ecc. Consulta la nostra guida sulle dimensioni delle puntate per i dettagli.

Domande frequenti

Qual è lo scopo di una puntata?

Una puntata viene piazzata per provare a incrementare il valore del piatto con una mano forte o a vincere il piatto bluffando con una mano debole.

Qual è lo scopo di una 3-bet?

L’obiettivo della 3-bet è incrementare il valore del piatto pre-flop con una mano forte o provare a vincere il piatto con un bluff senza ulteriori puntate. Una 3-bet può inoltre aiutarti a ridurre il piatto e isolare gli avversari.

Qual è il momento giusto per puntare nel poker?

Ci sono numerosi aspetti da considerare prima di effettuare una puntata, tra cui la forza della tua mano, il range di mani degli avversari, le dimensioni degli stack, la posizione e le tendenze degli altri giocatori.