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Sintomi della ludopatia: come capire quando fermarsi

6 Aprile 2023

La ludopatia, o disturbo da gioco d’azzardo patologico o compulsivo, è quella forma di dipendenza dal gioco che viene ormai riconosciuta come un problema anche dall’Istituto Superiore di Sanità, che l’ha classificato nel 2013 dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) come dipendenza comportamentale.

Il gioco d’azzardo diventa problematico nel momento in cui una persona si rivela incapace di resistere alla tentazione “persistente, ricorrente e maladattiva” di spendere cifre di denaro considerevoli nel gioco, con il risultato di deteriorare le proprie attività personali, familiari e lavorative.

La dipendenza non c’entra tanto con la quantità di denaro che si spende, che è sempre relativa alla realtà economica di ogni singola persona, quanto con l’impatto che il gioco ha sulle relazioni con le persone vicine e sulle proprie attività quotidiane, lavorative e non. È quindi importante capire per tempo quando il gioco d’azzardo sta diventando un problema, cogliendo per tempo i segnali che denotano lo sviluppo di una dipendenza.

I sintomi della dipendenza da gioco d’azzardo

Il  Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali elenca una serie di sintomi che, se vengono riconosciuti in una persona un numero di 4 o superiori, comportano una diagnosi di disturbo da gioco d’azzardo patologico. Essi sono:

  • Aumento della tolleranza, ovvero il sempre maggiore bisogno di denaro per raggiungere la soddisfazione desiderata
  • Segni di astinenza, ovvero irrequietezza o irritazione a seguito di periodi di interruzione o di tentativi di riduzione del gioco
  • Vari tentativi inefficaci di riduzione o controllo del gioco
  • Pensieri persistenti sul gioco
  • Ansia e depressione che spesso precedono il gioco
  • Spinta a giocare nuovamente dopo la perdita
  • Menzogne raccontate per nascondere l’entità del proprio coinvolgimento con il gioco
  • Impatto del gioco su una relazione significativa (familiare, affettiva, lavorativa o sociale), fino al punto di metterla a rischio o anche di perderla
  • Rivolgersi ad altre persone per ottenere il denaro per il gioco

La presenza di 4 o 5 di questi sintomi denotano un problema di dipendenza leggero, mentre 6 o 7 identificano una dipendenza moderata. La dipendenza viene classificata come acuta quando vengono identificati 8 o 9 sintomi.

Le tre fasi del gioco problematico

Quando riconosciamo i sintomi del disturbo da gioco d’azzardo compulsivo spesso significa che si è già dipendenti ed è il caso di affidarsi ad un aiuto professionale.

Ma prestando attenzione possiamo già cogliere dei segnali prima che si sviluppi una vera e propria dipendenza, e tentare di intervenire per tempo.

Il medico Robert L. Custer ha identificato tre stadi attraverso cui si sviluppa il gioco d’azzardo problematico:

  1. Fase vincente: i successi iniziali possono attrarre e affascinare il giocatore al punto che sviluppa un’ossessione per il gioco sempre maggiore. Questa fase nella maggioranza delle persone non rappresenta un problema in quanto non comporta automaticamente un passaggio alle fasi successive ma viene vissuta come una normale forma di intrattenimento.
  2. Fase perdente: è statisticamente impossibile continuare a vincere nel lungo periodo, per cui è normale che la fase vincente si concluda ad un certo punto. Nel giocatore compulsivo la fase perdente può iniziare a rappresentare un problema, perché oltre al tempo ora il gioco inizia a costare sempre più denaro, causando vari tipi di problemi personali.
  3. Fase della disperazione: quando le preoccupazioni riguardanti il gioco crescono e crescono anche i debiti contratti, si scatenano sensazioni di rimorso e di panico. Nel momento in cui lavoro e vita sociale sono danneggiati dal gioco, i giocatori spesso si ritrovano ad abusare di alcool o sostanze stupefacenti. In questo stadio si manifestano spesso crisi emotive e pensieri si suicidio.

Il questionario di Gambler Anonymous per riconoscere se il gioco sta diventando un problema

Per capire se i propri comportamenti nel gioco siano o meno problematici, l’organizzazione “Gamblers Anonymous” (Giocatori Anonimi) ha approntato un questionario composto da 20 domande a cui rispondere semplicemente con un sì o con un no.

  1. Hai mai sottratto del tempo al lavoro o alla scuola a causa del gioco d’azzardo?
  2. Il gioco d’azzardo ha mai causato infelicità nella tua vita domestica?
  3. Il gioco d’azzardo ha mai danneggiato la tua reputazione?
  4. Hai mai provato rimorso dopo aver giocato?
  5. Hai mai giocato d’azzardo per guadagnare denaro con cui pagare debiti o comunque risolvere delle difficoltà di tipo finanziario?
  6. Il gioco d’azzardo ha determinato una diminuzione delle tue ambizioni o della tua efficienza?
  7. Dopo avere perso, hai avvertito l’esigenza di tornare a giocare al più presto per recuperare le tue perdite?
  8. Dopo avere vinto, hai avvertito un forte impulso a tornare a giocare e vincere ancora di più?
  9. Hai spesso giocato fino a perdere tutto il tuo denaro?
  10. Hai mai preso denaro in prestito per finanziare le tue attività di gioco?
  11. Hai mai venduto qualcosa per finanziare le tue attività di gioco?
  12. Sei mai stato riluttante a utilizzare il “denaro di gioco” per le spese normali?
  13. Il gioco d’azzardo ti ha mai reso incurante del tuo benessere e di quello dei tuoi familiari?
  14. Ti sei mai fermato a giocare più a lungo di quanto avevi preventivato?
  15. Hai mai giocato per sfuggire alle preoccupazioni, ai problemi, alla noia, alla solitudine, a un lutto o a una perdita?
  16. Hai mai commesso, o pensato di commettere, un atto illegale per finanziare le tue attività di gioco?
  17. Il gioco d’azzardo ti ha mai causato difficoltà nel dormire?
  18. Litigi, delusioni o frustrazioni creano mai in te uno stimolo a giocare?
  19. Hai mai avvertito uno stimolo a celebrare un qualsiasi fatto fortunato andando a giocare d’azzardo per alcune ore?
  20. Hai mai considerato l’autodistruzione o il suicidio come la risultante delle tue attività di gioco?

Una risposta positiva a 7 o più di queste domande indicano un rapporto problematico con il gioco, per il quale sarebbe indicato rivolgersi ad un professionista qualificato.