superstizioni casinò
Home | News | Storie | Una panoramica sulle superstizioni nel mondo dei casinò

Una panoramica sulle superstizioni nel mondo dei casinò

19 Novembre 2025

Il casinò è uno dei pochi posti al mondo dove logica, matematica e… superstizione convivono senza farsi la guerra. Un ambiente dove ogni giocatore, dal più esperto al turista curioso, ha almeno un rituale, un gesto, un numero “che porta bene”. E spesso non sa nemmeno perché.

Roulette, dadi, Blackjack, Poker: sono tavoli che fanno battere il cuore e, allo stesso tempo, alimentano da sempre un universo parallelo fatto di gesti scaramantici. Alcuni hanno un’origine antica e affascinante. Altri? Semplicemente si sono tramandati “perché sì”, fino a diventare quasi automatici.

Così nascono piccoli rituali quotidiani: colori evitati come fossero maledetti, parole da non pronunciare mai, banconote bandite, numeri da inseguire o temere. Superstizioni che sopravvivono ai secoli, spesso svuotate del loro significato originale ma ancora incredibilmente vive nelle sale da gioco.

In questo articolo ti porto alla scoperta di questo mondo parallelo: gesti, numeri, oggetti e abitudini che, tra storia e psicologia, hanno dato vita alle superstizioni più famose del casinò. Ma anche di quelle meno note, che molti giocatori seguono senza nemmeno rendersi conto del perché.

Gesti e comportamenti superstiziosi al casinò

Alcuni gesti sono puro buon senso. Altri… pura leggenda. Eppure continuano a influenzare il comportamento dei giocatori, anche quando la logica suggerirebbe l’opposto. Per alcuni rappresentano una forma di “controllo” in un ambiente dove il caso governa ogni esito. Per altri, semplicemente un’abitudine difficile da abbandonare.

Gesti che portano sfortuna

  • Fischiettare. In teoria sarebbe innocuo, in pratica irrita chiunque ti stia accanto. Le superstizioni lo bollano come “porta sfortuna”, ma in realtà è solo una questione psicologica: disturbare la concentrazione altrui può cambiare il ritmo al tavolo… e non in meglio.
  • Incrociare le dita. Per chi crede nella scaramanzia è un gesto che richiama la buona sorte. Al casinò, però, è spesso visto come un modo per attirarla a scapito degli altri. Le origini? Medievali: incrociare le dita serviva a “chiudere” la strada al demonio.
  • Incrociare le gambe. Sembra un gesto rilassato, ma per molti superstiziosi è un modo per “bloccare” la fortuna, quasi come se impedisse alle energie positive di fluire verso di te. Anche in questo caso, l’associazione nasce da raffigurazioni medievali legate a Lucifero.
  • Contare i soldi al tavolo. Quando perdi non dà fastidio a nessuno. Quando vinci… può diventare un atto di sfida. Secondo alcune superstizioni porta anche sfortuna a chi li conta, perché richiama l’orgoglio. E, come recita il vecchio detto, “l’orgoglio precede la caduta”.
  • Prestare soldi durante il gioco. La superstizione parla di “cedere parte della propria fortuna”. La realtà è che… difficilmente li rivedrai indietro. Quindi più che sfortuna, è buon senso.

Gesti che portano fortuna

  • Non guardare lo schermo della slot. È un gesto quasi tenero: la speranza che la fortuna arrivi quando non la stai fissando. Non esiste un’origine chiara, ma molti giocatori preferiscono “farsi sorprendere”.
  • Insultare la pallina della roulette. Irrazionale? Assolutamente sì. Diffusissimo? Ancora di più. È come se la pallina avesse un’anima da intimidire. O forse è solo un modo per scaricare tensione.
  • Lasciare le luci di casa accese. Un’abitudine nata più per sicurezza che per superstizione: se sembri essere in casa, riduci le probabilità di furti. Ma molti giocatori l’hanno reinterpretata come gesto scaramantico, simbolo di “energia positiva lasciata circolare”.

Numeri fortunati e sfortunati nel gioco d’azzardo

I numeri, forse più dei gesti, sono il cuore pulsante delle superstizioni. Ogni cultura ne ha uno da evitare e uno da inseguire. Quello che colpisce è quanto queste credenze, spesso vecchie di secoli, si riflettano ancora oggi sulle scommesse alla roulette o sui numeri giocati al tavolo.

Numeri che portano sfortuna

  • 13. Il numero “maledetto” per eccellenza. Le ragioni sono tantissime:
    • per gli assiro-babilonesi rompeva l’armonia del numero perfetto (12);
    • Filippo II di Macedonia morì dopo aver fatto aggiungere la sua statua come tredicesima divinità;
    • Loki, il 13° dio nordico, portò caos e oscurità;
    • Giuda era il tredicesimo commensale dell’Ultima Cena;
    • i Cavalieri Templari furono arrestati il 13 ottobre 1307.
  • 17. Per alcuni rappresenta il giorno del giudizio universale. Per Pitagora era un “numero disturbante”. E in numeri romani (XVII) diventa l’anagramma di “VIXI”, cioè “ho vissuto”: non esattamente beneaugurante.
  • 4 nella cultura cinese. Ha la stessa pronuncia della parola “morte”. Un accostamento che basta da solo a evitarlo.
  • 14 per motivi simili: può suonare come “devi morire”.
  • 7 in Thailandia e Vietnam, perché il settimo mese è quello degli spiriti.
  • 9 in Giappone, dove la pronuncia ricorda la parola “tortura”.

Numeri che portano fortuna

  • 3. Simbolo di perfezione nelle tradizioni religiose: la Trinità, l’armonia, l’equilibrio.
  • 7. Dalla creazione del mondo ai sette cieli: è spesso associato a completezza e protezione.
  • 8 in Cina e Giappone. Significa prosperità. Non è un caso che le Olimpiadi di Pechino siano iniziate l’08/08/2008 alle 8:08:08.
  • 4 per i tedeschi. Qui è tutt’altro che negativo: richiama il quadrifoglio e le sue quattro virtù.

Amuleti e indumenti superstiziosi al casinò

Se puoi indossarlo o tenerlo in tasca, può diventare un amuleto. Per molti giocatori è un modo per sentirsi “in controllo”, anche se razionalmente sanno che il caso governa tutto. Ma il potere psicologico di un oggetto familiare, specie in un ambiente adrenalinico, non va sottovalutato.

Oggetti e abiti che portano sfortuna

  • La banconota da 50 dollari. Il tabù nasce a Las Vegas, dove la mafia italo-americana usava infilare una banconota da 50 nelle tasche delle vittime. Da qui la sua fama sinistra.
  • Gli indumenti viola. Nella tradizione cristiana il viola è legato alla Quaresima, periodo di penitenza e inattività. E nel gioco… nessuno vuole “rimanere fermo”.
  • Ombrelli e valigie. Più che superstizione, è praticità: sono oggetti bassi e ingombranti, facili da far inciampare qualcuno. Nel tempo, l’“inciampo” è diventato simbolicamente associato a imprevisti e sfortuna.

Oggetti e abiti che portano fortuna

  • Il quadrifoglio. Il porta fortuna più famoso al mondo. Raro, simbolico e universale.
  • Il ferro di cavallo. Anticamente il ferro (la limatura) veniva usato per allontanare malattie e sventure. Trovare un ferro intero per strada era visto come un segno di buona sorte.
  • Gli abiti rossi. In Occidente è il colore della festa, della passione e della vitalità. In Oriente simboleggia ricchezza e prosperità. Non stupisce che molti giocatori lo scelgano per “attirare energia buona”.
  • La zampa di coniglio. Un amuleto che divide: qualcuno lo trova macabro, altri lo considerano un classico insostituibile. La superstizione nasce dalla prolificità e agilità del coniglio, simbolo di vita e fortuna.