Wednesday, 28th February 2024 16:50
Home / Quando il torneo di poker era “Accumulator”

Quello del poker live è un mercato estremamente mutevole. Negli anni, ai tavoli verdi, si sono avvicendati non solo gli stili di gioco, ma anche la proposta dei tornei in termini di stack e struttura. La ragione è sempre la stessa: tastare il polso ai giocatori e capire cosa preferiscono in un determinato periodo. Nella prima metà degli anni ’10, per esempio, ebbe molta fortuna la formula “Accumulator“. Vediamo come era strutturata, a chi piaceva e perché è stata abbandonata.

QUANDO L’IPT ERA “ACCUMULATOR”

Il mercato dei tornei live ha attraversato diverse “ere geologiche”. C’è stato ad esempio un periodo in cui nei tornei WSOP lo stack di partenza era pari a tre volte il buy-in, dunque i tornei da 1.000$ vedevano i giocatori partire con 3.000 chips. Qualcosa di inimmaginabile, per gli standard odierni, ma allora era la normalità. Così come era abbastanza normale che gli EPT di PokerStars vedessero i giocatori partire con una dotazione di appena 10.000 fiches.

Negli MTT live c’erano varie formule, come quella dei tornei re-buy che poi è caduta in disuso, venendo però riesumata con una sorta di sinonimo che è il cosiddetto re-entry. A fine degli anni 2000, in pieno boom, PokerStars lanciò in Italia l’Italian Poker Tour, o IPT, che rimase per anni il circuito di riferimento tra quelli nazionali. Il buy-in era da 2.200€, che oggi sarebbe parecchio sopra la media del mercato ma allora gli equilibri erano differenti, e gli IPT avevano un successo pressoché costante.

Nel poker non esiste una formula buona per tutte le stagioni, dunque a metà del 2013 si decise di sperimentare un format innovativo: il cosiddetto “Accumulator”. Dopo essere stato testata sul circuito “mini”, la formula venne adottata nell’IPT vero e proprio. Vediamo cosa comportava il cambiamento.

COME FUNZIONAVA L’IPT ACCUMULATOR

Il buy-in passava da 2.200€ a 700€, ma c’era la possibilità di iscriversi a tutti e tre i flight previsti (day 1A, day 1B e day 1C) del torneo e usufruire della vera novità: gli stack eventualmente accumulati in ciascun flight venivano sommati in un unico stack con cui il giocatore in questione sarebbe ripartito nel day 2. Questo era l’Accumulator.

Dunque, ipotizzando che il giocatore Mario Rossi avesse concluso il day 1A con 110.000 chips, il day 2 a 352.000 e il day 3 a 74.000, Rossi si sarebbe seduto al day 2 con una dotazione di 536.000 gettoni. Naturalmente lo stesso discorso valeva per chi si qualificava o prendeva parte solo a due flight, ma era possibile anche partecipare a un solo flight e provare ad arrivare fino in fondo con quella unica dotazione guadagnata. Partecipando a tutti i flight, il buy-in speso sarebbe stato praticamente identico a quello della vecchia formula, ma con diverse chance in più di arrivare al day 2 con uno stack più competitivo, oppure di provare rifarsi in caso di giornata negativa o bad beat.

ACCUMULATOR: A CHI PIACEVA…

Indubbiamente era una formula che strizzava l’occhio ai giocatori più forti e/o con un bankroll più corposo. Non a caso, nelle poche edizioni disputate si ebbero diverse vittorie di professionisti o comunque giocatori forti: Walter Treccarichi, Claudio Di Giacomo e Federico Piroddi, che la spuntò su Dario Sammartino in heads up, dopo uno dei tavoli finali più duri e spettacolari mai visti.

…E A CHI NON PIACEVA

In generale, in tanti storsero il naso davanti alla formula “Accumulator”. La ragione principale di chi si opponeva a tale format era il fatto di non dare a tutti le stesse possibilità di partenza, perché chi – magari per puro bankroll management – poteva permettersi solo uno dei tre flight, sarebbe partito non ad armi pari con gli altri. Un’altra delle ragioni dei detrattori erano i giorni in più di permanenza che erano richiesti, poiché fare due flight in più significava anche due giorni in più di hotel, pasti e altre spese.

LE STRATEGIE PER GLI ACCUMULATOR

In questo video, alcuni membri dell’epoca del Team Pro di PokerStars davano i loro consigli su come affrontare al meglio i tornei con questo tipo di formula.

CIAO CIAO, ACCUMULATOR!

Dopo appena una mezza dozzina di tornei, PokerStars decise di abbandonare la formula Accumulator. Troppe critiche e numeri che non decollavano, dunque si decise di proseguire con gli IPT adottando di nuovo la formula classica, ma con buy-in ribassato a 1.100€.

L'idea dell'Accumulator, tuttavia, non era affatto da buttare. Diciamo che era una formula che premiava più di altre la meritocrazia, ma forse era un po' penalizzante nei confronti degli amatori. O meglio, era percepita come tale perché, in fin dei conti, i professionisti hanno un vantaggio competitivo in gran parte dei format più utilizzati.

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