Monday, 20th May 2024 21:36
Home / L’importanza dei tells nel poker, spiegata da una mano di Dominik Panka

Mike Caro ci ha scritto un popolarissimo libro, molti parlano di quelli altrui ma magari sottovalutano i propri. Parliamo dei tells nel poker, uno degli strumenti fondamentali per vincere al tavolo verde, sia esso in forma di torneo o di partita cash game.

Per spiegare l’importanza dei tells nel poker, c’è una mano che è pressoché ideale, accaduta ormai qualche anno fa ma sempre valida.

DOMINIK PANKA E UN PAZZESCO FOLD A EPT MALTA 2015

Siamo alla fine di marzo del 2015, appunto all’EPT Malta, valido per la Season 11 del popolare circuito di tornei live organizzato da PokerStars. Al Casinò Portomaso sono rimasti in tre su 895 iscritti, con il polacco Dominik Panka nei panni di favorito tecnico, ma alle prese con due francesi che sembrano in giornata di grazia: Valentin Messina e Jean Montury, rispettivamente chipleader a 13,9 milioni e primo inseguitore a 8,3 milioni. Panka è invece nettamente dietro, a 4,7 milioni totali.

Nel corso del livello 80.000/160.000 ante 20.000, Messina apre a 325.000 dal bottone. Panka, fino a quel momento totalmente “card dead“, trova finalmente una bella mano come 10 10 e 3-betta a 825.000. Sul big blind c’è però Jean Montury che spilla Q Q e non vuole fare certo la comparsa. Il suo è un rilancio fino a 2.085.000, che fa immediatamente scappare Messina. Panka invece ci pensa seriamente, essendo la sua coppia di 10 fortissima in una mano con soli due avversari. Moltissimi andrebbero ai resti qui ma il polacco, che proprio quel giorno compiva 24 anni, trova la riflessione giusta e un fold davvero pazzesco.

Questo il video della mano:

LA SPIEGAZIONE DEL FOLD E IL RUOLO DEI TELLS

Qualche giorno dopo, in un'intervista, Dominik Panka è tornato su quella mano e la sua è una spiegazione davvero illuminante “Valentin ha rilanciato da bottone e io ho coppia di 10 da small blind. Il suo range è davvero aperto, poiché ha foldato buone mani, ma l'ho anche visto rilanciare con 7-2 off. Per me è un'ottima occasione per 3-bettare, ma Jean risponde con una grossa 4-bet, ed è il giocatore più tight al tavolo”.

Qui entrano in gioco le informazioni che a volte i giocatori di poker danno al tavolo, anche senza volerlo. Si tratta dei tells, ovvero segnali del linguaggio del corpo che tradiscono forza o magari debolezza. In questo caso, erano stati molto utili a Dominik gli amici della sua cricca, che guardavano lo streaming del tavolo finale e avevano notato molti tell da parte del francese, in assoluto il meno esperto dei tre (Panka era già un pro e aveva vinto la PCA 2014 e anche Messina era un professionista).

Panka prosegue, ammettendo candidamente di non essere esperto di tells, ma di essere comunque riuscito a coglierli nell'avversario: "modificava il modo in cui metteva le chip nel piatto, in base alla forza delle sue carte. Quando aveva una buona mano ma non si sentiva a suo agio, cominciava a stringere forte le chips. Se aveva mani monster, prendeva una pila di gettoni e faceva qualche trick, ma le sistemava nel piatto anche in modo differente.

Panka aveva inoltre notato dei "pattern", ovvero delle abitudini di puntata da parte del giocatore francese. I pattern sono ovviamente più evidenti nei giocatori meno esperti. Montury, infatti, "usava size più basse quando rilanciava con mani più deboli. Se qui avesse avuto A-Q o 9-9, per esempio, avrebbe rilanciato a 1,6 milioni”.

Certo, rimaneva l'ipotesi che Montury avesse AK, ma Panka ha scartato anche quella, non cedendo alla tentazione di mettere tutto lo stack con una mano davvero ottima in fase 3-handed, come coppia di 10. In questo c'è forse anche una valutazione sul cosiddetto edge, ovvero sul vantaggio che Panka avrebbe potuto trarre da altre situazioni in virtù di una netta superiorità tecnica.

Contro Messina la valutazione sarebbe diversa, perché ritenuto da Panka molto più forte, mentre Montury era ai suoi occhi molto prevedibile. Certo, è da considerare che anche la gestione di QQ sarebbe potuta cambiare. Ad ogni modo, Dominik Panka ha ammesso candidamente di essere stato fortunato in quella circostanza: una coppia di 10 si folda con meno patemi rispetto a JJ, che sarebbe ugualmente partita molto dietro alle QQ del suo avversario.

In questo caso, dunque, i tells sfuggiti al suo avversario e le altre informazioni carpite dalle size delle puntate del francese, hanno convinto Panka a trovare un fold altrimenti difficilissimo.

COME È ANDATA A FINIRE

Il fatto di essersi salvato in questa occasione è servito a Panka per allungare la sua permanenza nel torneo, ma non a molto altro. Il polacco è poi infatti uscito ugualmente terzo, incassando 347mila euro, mentre i due francesi hanno poi stipulato un deal, dal quale è infine emerso vincitore proprio Montury. Ma il poker, alla fine, è bello anche per questo.

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