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Kerry Packer, un incredibile high-roller

14 Dicembre 2022

Nella storia recente dei media internazionali, una vera e propria industria dai fatturati incalcolabili, il magnate australiano più famoso è sicuramente Rupert Murdoch. Forse in pochi ricordano, però, Kerry Francis Bullmore Packer (1937-2005) erede di un impero fatto di carta stampata, TV e diritti sportivi.

Tra le tante gesta di Packer, vale la pena ricordare:

  • l’Australian Consolidated Press, l’azienda fondata nel 1936 dal padre Frank e tra le prime a determinare il successo del business familiare;
  • la Nine Television Network, una rete di imprese del settore broadcasting fondata nel 1956 e che nella seconda metà degli anni Ottanta si posizionava tra le più grandi emittenti TV dell’Australia;
  • il World Series Cricket, torneo internazionale nato nel 1977 proprio grazie a Kerry Packer.

La sua scarsa propensione allo studio e alla frequenza scolastica lo portarono fin da giovanissimo a praticare diversi sport come pugilato, cricket e rugby. Tuttavia, questo non ha rappresentato un problema per la sua carriera da imprenditore nelle imprese di famiglia a differenza del fratello maggiore Clyde che provò in tutti i modi a diventare un giocatore professionista.

La vita da businessman di Kerry iniziò esattamente nel 1974, quando il padre venne a mancare lasciandogli, oltre alle aziende di famiglia, un patrimonio di oltre 100 milioni di dollari.

Lo sport tra passione ed affari

Trovandosi a gestire l’impero di famiglia praticamente da solo, ebbe la possibilità di portare in TV una delle sue grandi passioni: lo sport. Prima di lui in Australia quasi nessuno aveva ben compreso il potenziale della pubblicità televisiva legata agli avvenimenti sportivi; con il cricket e lo sport in generale Kerry si portò a casa programmazioni mai proposte prima e guadagni inimmaginabili. Questi stessi risultati gli consentirono di diversificare i suoi investimenti, dai viaggi al gambling, dalla petrolchimica all’edilizia.

Il cricket ed le World Series

Il potere finanziario e mediatico che aveva conquistato gli permise di dare maggiore visibilità al cricket. Come già scritto, Kerry ne era un grande appassionato e da abile uomo d’affari fuse passione ed interessi economici: nel 1977 nacquero le World Series of Cricket. Evento sportivo al quale parteciparono le nazionali dell’emisfero Australe ed Asiatico. 

Ovviamente le aziende di Packer detenevano i diritti di trasmissione a livello mondiale del torneo e i guadagni furono considerevoli.

Grazie a questa intuizione, ancora oggi, Kerry Packer è considerato tra gli uomini più influenti della storia del cricket australiano degli ultimi cinquant’anni.

Il gioco d’azzardo

La sua propensione al rischio, la considerevole disponibilità finanziaria e patrimoniale lo portarono inevitabilmente ad avvicinarsi al gioco d’azzardo nel quale trasferì la sua determinazione ma anche la sua capacità di esporsi: le cronache raccontano che in una singola serata fu in grado di giocare 15 milioni di dollari alla roulette su quattro tavoli contemporaneamente. Ma non crediate che non li abbia recuperati!

Per rendere ancora più evidente la sua capacità di saper rischiare, riportiamo un aneddoto accaduto nei primi anni Novanta ad un tavolo da poker Texas Hold’em. Si racconta, infatti, che in presenza di Bob Stupak e Doyle Brunson, Kerry stava perdendo milioni contro un petroliere texano il quale, vantandosi del suo patrimonio personale di circa 60 milioni, si prendeva gioco di lui per le perdite subite. La risposta di Packer fu immediata e sprezzante: rilanciando invitò il petroliere a scommettere tutti i suoi sessanta milioni in una sola mano. L’audacia del texano venne meno e tra lo stupore ed il divertimento di chi assisteva alla partita si zittì. Episodi come questo hanno fatto parlare a lungo di lui a Las Vegas al punto di considerarlo il giocatore high-stakes più famoso degli anni ’90: o si vinceva molto o si perdeva tutto

Le corse dei cavalli

Un altro avvenimento particolare della vita da gambler di Kerry Packer è legato alle corse dei cavalli ed in particolare alla Golden Slipper del 1987. Dopo aver perso 28 milioni di dollari australiani, chiese di aumentare l’importo delle puntate e rientrò rapidamente delle perdite: il peggior incubo di qualsiasi bookmaker.

Negli ultimi anni della sua vita, volando dall’Australia a Las Vegas e viceversa, intraprese anche l’avventura politica oltre all’attività di promozione e visibilità del rugby e del polo. Tutto questo fino al 26 dicembre 2005 quando un infarto determinò la fine della storia di questo personaggio fuori dal comune.

Come avete avuto modo di leggere, abbiamo raccontato la storia di uno degli imprenditori più noti della storia economica dell’intero continente australe ma anche di uno dei giocatori d’azzardo high roller più famosi di sempre.