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La storia del Blackjack: come è nato e si è sviluppato questo gioco leggendario

25 Gennaio 2023

Da molti considerato come il gioco principe dei casinò di tutto il mondo, con schiere di avventori che si cimentano con passione sia sui tavoli tradizionali, sia in quelli dei casinò online. 

Spesso rappresentato in noti film e serie televisive, nonché associato ad una vita lussuosa e di amore per il rischio. 

Nel famosissimo “Rain Man” e “21”, il blackjack è stato utilizzato come un mezzo per raccontare storie di intelligenza e strategia.

Nella storia il Blackjack è stato anche giocato all’interno dei ranghi militari. Durante la seconda guerra mondiale, i soldati statunitensi giocavano al blackjack per passare il tempo e alleviare lo stress.

Non mancano gli aneddoti scientifici sul blackjack, come quello del famoso matematico ed esperto di statistica Edward O. Thorp, che nel 1962 scrisse il libro “Beatter the Count” dove spiegava le sue tecniche per battere i casinò al blackjack utilizzando il conteggio delle carte. 

Questo libro ispirò generazioni di giocatori ad imparare il conteggio delle carte, portando di conseguenza cambiamenti nelle regole del gioco al fine di rendere più difficile per i giocatori utilizzare questa tecnica.

Il gioco vanta inoltre origini molto antiche che lo portano dall’antica Roma fino allo schermo dei nostri computer con il Blackjack online passando attraverso le guerre napoleoniche e il colonialismo americano. 

Come sempre, più si scava nella memoria storica delle cose e minori sono le fonti scritte o attendibili. Per questo vogliamo provare in questo articolo a ripercorrere la storia del blackjack chiarendo in modo inconfutabile cosa sia realmente provabile e cosa appartenga invece alle leggende. 

Cenni storici del BlackJack fra leggende e prime tracce scritte 

Ci sono teorie che sostengono che il precursore del gioco oggi conosciuto come Blackjack fosse giocato addirittura dai romani con il nome di “Venti-uno”. 

Queste teorie sostengono che fosse giocato su tavolette di legno con i numeri incisi su un lato.

I romani erano già allora conosciuti per il loro amore per i giochi d’azzardo, ed alcuni elementi tipici del gioco del blackjack, come ad esempio la necessità di raggiungere un punteggio senza superare 21, potrebbero essere stati presenti in altri giochi già diffusi nell’antica Roma. 

Tuttavia è importante specificare che esistono prove concrete, testimonianze storiche precise o letteratura a supporto di questa teoria, lasciandoci così ancora incerti sull’origine esatta di questo gioco. 

Le prime tracce scritte e verificabili di questo gioco appaiono in un racconto di Miguel de CervantesRinconete y Cortadillo” risalente al 1600. 

In questa novella della raccolta si “Novelas Ejemplares” si parla profusamente del gioco “veintiuna” e di un gruppo di bari professionisti di Siviglia che cerca la fortuna imbrogliando con le carte. 

Anche in questo racconto appare chiaro che lo scopo principale del gioco sia di arrivare al 21 senza superarlo, con l’asso che può valere 1 o 11 e con un mazziere che gestisce le carte in gioco. 

Vingt-un: un antenato lontano

Con oltre un secolo e mezzo di distanza si trovano tracce del gioco sia in Francia che nel Regno Unito sotto il nome di vingt-un. Un chiaro cenno alla memoria storica del libro di Miguel de Cervantes, dal quale ricava le regole e le modalità di gioco. 

Si narra che lo stesso Napoleone fosse un grande appassionato di questo gioco, ritenendolo un gioco di abilità e strategia oltre che altamente assuefacente. 

Pare infatti che ne proibì il gioco alle proprie truppe per paura che ne fossero distratte e che potesse togliere tempo al sonno e alla preparazione in vista delle battaglie. 

Con l’inizio del 1800 venne importato nel nuovo continente dagli stessi coloni francesi. 

Una riscrittura delle regole nella letteratura americana risale al 1825 quando veniva ancora chiamato Twenty-One come chiaro riferimento al gioco originale. 

La nascita del blackjack

Fu nel 1899 che venne finalmente registrato con il nome ora famoso in tutto il mondo. 

Al fine di stimolare il gioco ancora poco conosciuto, le prime case da gioco americane avevano deciso di offrire un bonus speciale. Ovvero il pagamento di una vincita con il rapporto di 10 a 1 nel caso il giocatore riuscisse ad ottenere la mano di asso di spade con un jack nero. Fu questo a dare il nome alla variante americana di BlackJack. 

Perché si chiama Blackjack?

Ma perché proprio un jack nero? 

Sembra che questa scelta venga dalla famosa corsa all’oro del Klondike. Il termine ‘blackjack’ si riferiva infatti al minerale zincblende (zincato o lega di zinco), che era spesso indicatore delle prossimità di depositi di oro e argento. 

La carta del jack nero, secondo questa teoria, era precursore di una mano vincente. 

La combinazione di questi tre elementi fortemente altisonanti (ovvero la lega di zinco, il bonus in caso di vittoria e la vita selvaggia dei cercatori d’oro) impressero questo nome nella storia, nei libri, nei film e nel gioco così come lo conosciamo oggi. 

La strategia Optium 

La prima strategia sul gioco del Blackjack è da attribuirsi al matematico e soldato Roger Baldwin

È costituita da un insieme di regole e linee guida che, se seguita scrupolosamente permette di aumentare le possibilità statistiche di vittoria. 

La strategia utilizza la statistica e la matematica per determinare la mossa più vantaggiosa per ogni situazione del gioco. Prevede di seguire alcune regole base come: 

  • dividere sempre le coppie di assi e otto; 
  • non dividere le coppie di quattro, cinque e dieci; 
  • chiedere sempre di sdoppiare quando si ha un punteggio di 11 punti contro un alto valore della carta del banco. 

In generale, e volendola semplificare al massimo, la strategia Optium suggerisce di “stare” quando si ha un punteggio di 17 o superiore, di chiedere carta quando si ha un punteggio tra 12 e 16 e il banco ha un punteggio basso ed infine chiedere carta quando si ha un punteggio inferiore a 12. 

Tuttavia, visto il successo statistico della strategia, molti casinò hanno adottato regole e tecnologie per rendere più difficile il conteggio delle carte, rendendo questa tecnica meno efficace rispetto al passato. 

Nonostante il vantaggio statistiche che offre, questa strategia non garantisce la vittoria e bisogna ricordare che blackjack è comunque un gioco d’azzardo e il risultato dipende anche dalla fortuna. 

I matematici dell’MIT e l’agenzia Griffin 

Considerato il successo della strategia Optium, un team di studiosi dell’MIT decise di rispondere con uno studio ancora più approfondito sulla strategia a questo gioco. 

L’MIT Blackjack team era un gruppo di ex studenti e studenti del Massachusetts Institute of Technology, dell’Università di Harvard e di alcune altre università di alto livello. 

Nel corso degli anni il team studiò e perfezionò tecniche di conteggio delle carte e strategie per battere i casinò in tutto il mondo. Il team ha operato con successo dal 1979 fino all’inizio del 21 ° secolo, per oltre vent’anni. 

Oltre alle classiche tecniche di conteggio delle carte, il team perfezionò anche tecniche di tracciamento degli assi. Queste strategie donavano ai giocatori un vantaggio competitivo cmpreso fra il 2% e il 4%. 

Fu AI Francesco a sviluppare l’approccio originale del team dell’MIT, facendolo eleggere dagli scommettitori professionali come uno dei 7 membri fondatori della Blackjack Hall of Fame. 

In un momento in cui i casinò di Las Vegas erano in perdita, vittime dell’uso della tecnica di conteggio delle carte, entrò in gioco l’Agenzia Griffin altrimenti noto come Gruppo di investigatori Griffin. 

Nel 1967, Robert Griffin, un detective privato di Las Vegas, sviluppò l’idea di creare un libro di fotografie di contatori di carte e truffatori del gioco d’azzardo. L’obiettivo dell’agenzia, come affermato nel suo depliant, era “fornire servizi di sorveglianza e indagine ai casinò” soprattutto tramite il tracciamento dei giocatori “pericolosi” per le finanze dei casinò. 

Gli sforzi dei Griffin furono coronati da successo, portando molti giocatori di blackjack a giocare con nomi fittizi, identità celate da camuffamenti e a dover cambiare sale molto spesso. 

Con l’inizio del secolo odierno, l’Agenzia Griffin decise di offrire il proprio libro originale stampato insieme ad un database online. 

Con l’evolversi della tecnologia, l’agenzia decise perfino di fare uso dello scanning biometrico per individuare e smascherare i giocatori in travestimento.