Tuesday, 16th July 2024 12:47
Home / Analisi mano: un rilancio in bluff basato sulle size dell’avversario

Per massimizzare le vincite a poker è indispensabile elaborare ogni informazione possibile per poi scegliere la propria di conseguenza.

In questa mano giocata al 5€ The Big di PokerStars, il protagonista ha avvertito la debolezza dell’avversario decidendo di piazzare un bluff per portarlo al fold.

Un preflop standard

Su blinds 12.500/25.000 ante 2.000, il player ‘Out0f_Tim3’, con uno stack superiore al milione, apre x2 da cutoff A3, ‘1ROBERTO2017’ chiama da big blind con 22bb dietro.

Rientra tutto nello standard: nei piatti unopened in posizione ogni asso è buono per aprire le danze con un rilancio, in particolare se i giocatori a sinistra e quelli sui blinds non hanno dato mostra di essere particolarmente aggressivi.

Il call di big blind non dà alcuna indicazione particolare sul suo range, anche se il giocatore ha poco più di 20bb di stack: di certo original raiser può escludergli tutta quella parte di valore con cui sarebbe andato in tribet se non proprio all-in.

Flop

Scende un flop 3K8, ‘1ROBERTO2017’ checka e poi va in raise dopo la cbet di ‘Out0f_Tim3’ dimensionata a 41.085.

Il rilancio di big blind ha una size di 127.750, quindi superiore al per tre secco rispetto alla continuation bet. ‘Out0f_Tim3’ chiama.

Dopo aver trovato la bottom pair accompagnata dal top kicker, l’aggressore preflop va in continuation bet standard. Il fold sul rilancio corposo dell’avversario potrebbe essere una ipotesi da contemplare, specialmente se big blind non ha mai fatto azioni simili.

Ma è anche vero che mettere sotto dopo aver trovato un pezzo del board può essere una mossa troppo debole, che potrebbe facilmente portare ad un abuso dei raise da parte degli avversari.

In fin dei conti ‘Out0f_Tim3’ può rivalutare nelle strade successive in base alla evoluzione del board e alle azioni avversarie, potendo anche godere del vantaggio posizionale.

Turn

Dopo il call di ‘Out0f_Tim3’ in mezzo al piatto ci sono 380.000 chips.

Scende Q e ‘1ROBERTO2017’ va in minibet 47.250, ‘Out0f_Tim3’ chiama.

Vista la dimensione della bet di big blind ,l’aggressore preflop non può mai abbandonare la mano. Con la consueta formula delle pot odds possiamo infatti vedere che per avere una aspettativa di vincita positiva sul lungo periodo, su una bet dimensionata a poco più del 10% del pot, ‘Out0f_Tim3’ deve essere buono

47.250/(380.000+[47.250*2])=0,099=9,9%

Neanche il dieci per cento delle volte! Il fold non è quindi contemplabile, anche considerando il vantaggio posizionale che permette ad ‘Out0f_Tim3’ di ponderare la migliore azione in base a come si muove l’avversario primo a parlare.

River

In ultima strada il pot è di 474.500 e scende 2. ‘1ROBERTO2017’ va di nuovo in minibet, di poco superiore al 10% del piatto: 49.750. Con la sua bottom pair ‘Out0f_Tim3’ trasforma la sua mano in bluff e rilancia mettendo all-in l’avversario, che folda per restare con più di 12bb di stack.

Quando ‘1ROBERTO2017’ esce in minibet al river dopo averlo già fatto al turn, diventa palese che voglia arrivare in economia a showdown.

Il giocatore potrebbe avere qualche Kappa con kicker debole, un 8 con cui ha floppato middle pair o anche delle coppie basse. Ma quelle due minibet portano ‘Out0f_Tim3’ ad avvertire la debolezza dell’avversario e nonostante le incredibili odds del call, il giocatore preferisce rilanciare in bluff per portarlo al fold, cosa che puntualmente avviene.

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